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Atti di notifica

Regolamento per il reclutamento del personale dirigente e tecnico-amministrativo

emanato con D.R. n. 585 del 03 dicembre 2014

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TITOLO I

GENERALITA' 

 

Art. 1 – Oggetto

 

1. Il presente Regolamento disciplina le procedure per il reclutamento del personale dirigente e tecnico-amministrativo assunto a tempo determinato e indeterminato, di seguito denominato "personale", dall'Università degli Studi di Udine, di seguito denominata "Università".

2. La disciplina prevista dal presente Regolamento dà attuazione ai principi di autonomia di cui alla legge 127/1997 art. 17 comma 109 e al D.Lgs. 165/2001 art. 27.

Art. 2 – Finalità

 

1. La disciplina delle procedure di reclutamento del personale dell'Università prevista dal presente regolamento persegue le seguenti finalità:

a) miglioramento della composizione del personale secondo caratteristiche professionali e attitudinali che garantiscono elevati livelli qualitativi dei servizi forniti dall'Università;

b) acquisizione di personale di caratteristiche professionali e attitudinali strettamente commisurate alle esigenze delle posizioni da ricoprire;

c) selezione di personale adeguatamente informato in ordine alle particolari caratteristiche strutturali dell'istituzione universitaria in generale e opportunamente preparato in ordine alle specifiche condizioni di autonomia proprie dell'Università di Udine e fortemente coinvolto nella missione alla stessa assegnata;

d) acquisizione di personale dall'esterno a tutti i livelli in modo da garantire il ricambio e l'arricchimento professionale e generazionale del corpo tecnico-amministrativo;

e) espletamento delle procedure di selezione tali da garantire l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e la celerità di espletamento;

f) rispetto delle pari opportunità;

g) attivazione di procedure informate a criteri di imparzialità, oggettività e trasparenza.

 
2. Per la realizzazione di tali finalità il reclutamento del personale sarà informato alle più aggiornate tecniche di valutazione delle conoscenze, capacità e attitudini tecniche, professionali e gestionali e dal più ampio impiego di strumenti di preselezione e di elaborazione dei dati.

 

Art. 3 - Modalità di reclutamento

 

1. Il reclutamento del personale si realizza attraverso le seguenti modalità:

a) procedure selettive volte all'accertamento delle professionalità, capacità e attitudini richieste, per le categorie per le quali tali modalità siano previste dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;

b) avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento per la categoria per la quale esso è richiesto dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;

c) collocamento obbligatorio degli appartenenti alle categorie protette, indicate come tali dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;

d) passaggio diretto fra amministrazioni diverse;

e) ricorso a graduatorie concorsuali in vigore.


2. Le procedure selettive possono assumere le seguenti forme con eventuale riserva nei limiti previsti dalla normativa vigente:

a) concorso pubblico per esami, per titoli, per titoli ed esami;

b) corso-concorso pubblico;

c) concorso riservato per esami, per titoli e per titoli ed esami;

d) corso-concorso riservato.
 

TITOLO II

 PROCEDURE CONCORSUALI PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO
 Capo I
 Concorsi pubblici: norme generali

 

Art. 4 - Requisiti per l'accesso

 

1. Per l'accesso ai concorsi è richiesto il possesso dei titoli di studio previsti dai contratti collettivi.
2. Premesso che per laurea e laurea magistrale si intendono i titoli così definiti dal D.M. n. 270 del 2004, tenuto conto delle equiparazioni previste per i titoli rilasciati anteriormente al D.M. citato, i titoli di studio richiesti sono i seguenti:

a) per l'accesso alla cat. B: titolo di studio di scuola d'obbligo più eventuale qualificazione professionale;

b) per l'accesso alla cat. C: diploma di scuola secondaria di secondo grado;

c) per l'accesso alla cat. D: laurea;

d) per l'accesso alla cat. EP: laurea e abilitazione professionale ovvero laurea e particolare qualificazione professionale.

3. I titoli di studio universitari, fatti salvi i titoli equipollenti, devono essere coerenti con le caratteristiche professionali del posto messo a concorso. Sono ammessi titoli di studio universitari non coerenti con le caratteristiche richieste qualora seguiti dalla frequenza a corsi di perfezionamento o di master atti a fornire una preparazione specifica.

4. I bandi di concorso indicano i titoli di studio specifici richiesti per l'accesso ai posti da ricoprire.

5. I requisiti riguardanti la cittadinanza e l'idoneità fisica sono quelli previsti dalla normativa legislativa vigente per le amministrazioni pubbliche.

 

Art. 5 - Commissioni esaminatrici

 

1. Le Commissioni esaminatrici sono costituite ai sensi dell’art. 35, comma 3 e 35 bis del D. lgs. 165/2001.
Esse sono composte da esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra dirigenti e funzionari dell'Amministrazione, docenti e ricercatori e esperti esterni, che non possono:

a) essere componenti degli organi di governo centrali;

b) ricoprire cariche politiche;

c) essere rappresentanti o designati dalle confederazioni e organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali;

d) essere stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale.

2. Il numero dei componenti, che comunque non può essere inferiore a tre, viene determinato con il provvedimento di nomina. Verrà altresì nominato, per ciascuna commissione, il segretario verbalizzante, di categoria non inferiore alla C e appartenente all'area amministrativa. Può essere previsto un certo numero di membri supplenti, che subentrano ai membri effettivi in caso di dimissioni o di impedimento grave e documentato.

3. Potranno essere inoltre nominati membri aggregati, esperti nelle materie del concorso, che faranno parte a tutti gli effetti della Commissione esaminatrice.

4. In conformità a quanto previsto dall’art. 57 del D.lgs. 165/2001, almeno un terzo dei posti di componenti delle commissioni è riservato alle donne, salvo motivata impossibilità, fermo restando il principio di cui all' articolo 35, comma 3, lettera e) del D.lgs. 165/2001. In caso di quoziente frazionario si procede all'arrotondamento all'unità superiore qualora la cifra decimale sia pari o superiore a 0,5 e all'unità inferiore qualora la cifra decimale sia inferiore a 0,5.

5. Le commissioni possono comprendere un esperto in selezione del personale, dipendente dall'Università o proveniente da strutture specializzate in selezione del personale.

6. Qualora le prove scritte o pratiche di un concorso abbiano luogo in più sedi, per ciascuna di esse viene costituito a cura del Presidente un Comitato di vigilanza, presieduto da un membro della commissione ovvero da un dipendente dell'Amministrazione di categoria non inferiore alla D, da un segretario verbalizzante e da un numero di dipendenti adeguato alla natura delle prove e al numero dei candidati.

7. La partecipazione alle commissioni di concorso da parte di personale in quiescenza è regolata dalle vigenti norme di legge.

8. La commissione viene nominata con provvedimento dirigenziale dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande.

 

Art. 6 - Bandi di concorso

 

1. I bandi di concorso sono emanati con provvedimento dirigenziale e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

2. I bandi di concorso contengono i seguenti elementi:

a) termine di presentazione della domanda di partecipazione;

b) indirizzo cui inoltrare la domanda;

c) documenti da allegare alla domanda;

d) requisiti di accesso al concorso;

e) posto da ricoprire con indicazione della categoria e dell'area funzionale;

f) criteri di composizione della Commissione esaminatrice;

g) numero dei candidati oltre il quale è prevista una procedura di preselezione;

h) natura e contenuti della procedura di preselezione;

i) numero, natura e contenuti delle prove scritte, orali e pratiche;

l) indicazione dei punteggi massimi attribuibili alle valutazioni delle singole prove ed agli eventuali titoli, raggruppati in categorie;

m) modalità di convocazione dei candidati per le singole prove;

n) punteggio minimo da ottenere per il superamento delle prove.

3. I bandi di concorso devono presentare in allegato lo schema-tipo della domanda e di eventuali documenti da allegarsi.

4. I bandi di concorso devono espressamente richiamare quanto previsto dalla normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.

 

Art. 7 – Preselezione

 

1. Qualora il numero delle domande presentate superi il limite definito nel bando di concorso è facoltà dell’Amministrazione dar luogo ad una procedura di preselezione, diretta a limitare il numero dei partecipanti a non meno di dieci per ciascun posto messo a concorso.

2. La preselezione può avvenire sulla base di due criteri, da applicarsi anche congiuntamente:
a) valutazione dei titoli;
b) prova selettiva.

3. I titoli valutabili ed il punteggio massimo ad essi attribuibile dovranno essere indicati nel bando di concorso. Ad essi potrà essere assegnato un punteggio massimo complessivo di dieci trentesimi o equivalente.

4. La prova preselettiva sarà effettuata, secondo quanto previsto dall'art. 7, comma secondo bis del DPR 487/1994 e successive modifiche, e potrà essere effettuata anche da terzi specializzati in selezione del personale, sulla base della somministrazione di un test costituito da quesiti a risposte multiple preformulate o da quesiti a risposta sintetica, da svolgersi in un tempo predeterminato, e da somministrarsi e da elaborarsi anche per via informatica. La prova di preselezione sarà costruita in modo da valutare la professionalità e l'attitudine del candidato rispetto alle caratteristiche richieste dalla categoria del posto messo a concorso.

5. La valutazione dei titoli e la definizione delle prove di preselezione viene effettuata dalla Commissione esaminatrice o da una speciale Commissione di preselezione costituita anche da componenti esterni alla Commissione, proposta dalla Commissione stessa e nominata con provvedimento dirigenziale.

6. I criteri di preselezione e la data della eventuale prova selettiva sono indicati nel bando di concorso.

7. La mancata partecipazione alla prova di preselezione, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l'esclusione dal concorso.
 

Art. 8 - Contenuti comuni delle prove di selezione

 

1. Qualunque sia la forma di selezione adottata, si procederà in ogni caso alla verifica del grado di conoscenza dei più diffusi software applicativi e della lingua inglese.

 

Art. 9 - Graduatorie di merito

 

1. Con Provvedimento dirigenziale sono approvati gli atti del concorso, le graduatorie di merito e i nominativi dei vincitori.

2. Le graduatorie sono formate dalle Commissioni con osservanza di quanto stabilito dalle norme vigenti.

3. La graduatoria di merito e i nomi dei vincitori sono pubblicati mediante affissione all'albo ufficiale dell'Università.

4. Le graduatorie degli idonei rimangono in vigore secondo i termini stabiliti dalla normativa vigente.

 

Capo II

 Concorsi per esami, per titoli e per titoli ed esami

 

Art. 10 - Selezione

 

1. La selezione può avvenire:

a) per esami

b) per titoli

c) per titoli ed esami

2. La selezione per esami avviene sulla base di una serie di prove scritte, prove orali, prove attitudinali e prove pratiche definite nel bando di concorso.

3. Le prove scritte sono dirette a verificare la capacità del candidato ad esprimersi correttamente in lingua italiana e a dimostrare una adeguata conoscenza delle materie del concorso. Le prove orali sono dirette a verificare la capacità del candidato a comunicare correttamente e a dare dimostrazione della propria conoscenza delle materie del concorso. Le prove attitudinali sono dirette a verificare l'attitudine del candidato ad assolvere ai compiti ed alle mansioni cui sarà destinato in caso di assunzione. Le prove pratiche hanno lo scopo di porre il candidato di fronte a specifiche operazioni e prestazioni che gli saranno richieste in caso di assunzione.

4. Il numero e la difficoltà delle prove saranno dimensionate in relazione ai livelli di professionalità richiesta per ciascuna delle categorie previste dall'ordinamento professionale.

5. La selezione per titoli avviene sulla base di una valutazione dei titoli presentati dal candidato, che risultino adeguatamente documentati, individuati dal bando tra:

a) titoli di studio in termini di valutazione o di giudizio riportato;

b) servizi prestati presso l’Università di Udine;

c) servizi prestati presso altre Università, presso pubbliche amministrazioni, presso enti privati o nell'ambito di attività professionali o imprenditoriali svolte in proprio;

d) incarichi svolti nell'ambito dei rapporti di cui alla lettera b);

e) pubblicazioni scientifiche nelle materie oggetto di concorso;

f) pubblicazioni scientifiche in altre materie;

g) pubblicazioni tecniche o divulgative in materie oggetto di concorso;

h) pubblicazioni tecniche o divulgative in altre materie;

i) attestati di qualificazione rilasciati a seguito di frequenza a corsi di formazione professionale con valutazione finale inerenti alle materie di concorso;

l) attestati di qualificazione rilasciati a seguito di frequenza a corsi di formazione professionale con valutazione finale inerenti a materie diverse;

m) incarichi di insegnamento in istituzioni universitarie, scolastiche o di formazione professionale in materie affini a quelle oggetto di concorso;

n) incarichi o esperienze professionali diverse dalle precedenti ma dalle quali sia possibile dedurre attitudini o capacità professionali in relazione alle mansioni oggetto del concorso;

o) abilitazioni inerenti all'oggetto del concorso.

6. I criteri per la valutazione dei titoli nelle varie categorie sono determinati dalla Commissione esaminatrice prima di procedere alla valutazione dei titoli stessi. I punteggi sono espressi di norma in centesimi.

7. La selezione per esami e titoli avviene secondo modalità indicate nel bando di concorso.

 

Art. 11 - Svolgimento delle prove di esame

 

1. Il diario delle prove scritte è di norma indicato nel bando di concorso o, in mancanza, è comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell'inizio delle prove stesse. Il diario delle prove orali è comunicato al singolo candidato ammesso con un preavviso di almeno venti giorni. Tale comunicazione può avvenire anche contestualmente a quella riguardante le prove scritte.

2. I candidati ammessi possono rinunciare per iscritto ai termini delle prove orali.

3. Nel caso di concorsi per esami e titoli la valutazione
dei titoli, previa individuazione dei criteri, è effettuata dopo le prove scritte e prima che si proceda alla correzione e valutazione dei relativi elaborati.

 

Capo III

 Corso-concorso pubblico

 

Art. 12 - Procedura

 

1. Il corso-concorso consiste in una procedura selettiva che prevede la frequenza ad un corso di formazione e relativo esame finale a cui sono ammessi i partecipanti al corso.

2. Nel bando di concorso, oltre a quanto previsto nell’art.6, sono indicati il numero di posti messi a concorso e il numero dei posti ammessi per la partecipazione al corso.

3. Il numero dei posti del corso deve essere superiore di almeno un terzo a quello dei posti messi a concorso. Qualora tale rapporto non sia rispettato per un insufficiente numero di candidati, si riduce in proporzione il numero dei posti da coprire.

 

Art. 13 - Natura e articolazione del corso

 

1. Il corso deve avere una durata non inferiore alle 30 ore e deve concludersi di norma entro un trimestre dalla data di inizio.

2. Il corso deve comporsi di un complesso coordinato e programmato di insegnamenti che devono essere svolti secondo le più aggiornate metodologie didattiche, con momenti formativi in aula, esperienze teorico-pratiche e periodi di presenza in unità organizzative dell'Università, in enti pubblici e in aziende private con le quali l'Università stipula apposite convenzioni o accordi di collaborazione. Il corso deve in ogni caso essere programmato in modo da garantire l'acquisizione di competenze teorico-professionali e di strumenti di base per lo svolgimento delle mansioni connesse con i posti e le posizioni da ricoprire, con particolare riferimento alle finalità delle procedure di reclutamento indicate nel precedente art. 2, comma primo.

3. Il corso è organizzato per singole categorie e aree funzionali. Parti comuni a più corsi possono essere organizzate congiuntamente.

4. Il programma di massima del corso deve essere pubblicato nel bando di concorso.


Art. 14 - Commissioni didattiche

 

1. Le lezioni sono tenute da esperti che ricoprano la posizione di docenti, di ricercatori, di dirigenti, di tecnici e di amministrativi dell'Università, di altre istituzioni universitarie o di altri enti pubblici o di aziende o studi professionali in possesso di comprovate esperienze e capacità nelle materie oggetto di concorso. I corsi possono essere programmati, organizzati e tenuti anche da qualificate strutture esterne specializzate in formazione.

2. I docenti costituiscono una Commissione didattica che ha il compito di programmare e coordinare i corsi, sulla base delle indicazioni fornite dalla Commissione esaminatrice, in relazione ai criteri di cui al precedente art. 2 comma secondo.

3. La Commissione didattica è nominata con Provvedimento dirigenziale.

4. Ai docenti viene corrisposto un compenso orario secondo le norme vigenti.

 

Art. 15 - Ammissione al corso

 

1. I soggetti che hanno presentato la domanda entro i termini previsti dal bando di concorso, che presentino i requisiti nello stesso indicati e che abbiano superato l'eventuale procedura di preselezione sono ammessi a frequentare il corso. I candidati che si trovino a parità di punteggio con l'ultimo concorrente collocato entro il limite previsto, sono comunque ammessi, anche in deroga al limite medesimo.

2. L'Università può disporre in qualsiasi momento, con Provvedimento dirigenziale adeguatamente motivato, l'esclusione del candidato per difetto dei requisiti prescritti.

 

Art. 16 - Svolgimento del corso

 

1. Tutti i candidati ammessi sono obbligati a frequentare il corso secondo l'articolazione oraria ad essi comunicata. L'assenza, a qualsiasi causa dovuta e comunque giustificata, superiore ad un quinto delle ore previste per l'intero corso comporta l'esclusione dal corso-concorso. Le presenze vengono verificate sulla base della sottoscrizione da parte del candidato apposta all'inizio e alla fine di ogni lezione.

2. Per il personale dell'Amministrazione universitaria, la partecipazione alle attività formative di cui al comma secondo dell'art. 13, anche se effettuate in orario di servizio, non può dare luogo ad eccedenze di orario o a lavoro straordinario.

3. Al termine del corso e dell'eventuale stage il candidato redige e consegna alla Commissione esaminatrice almeno dieci giorni prima del colloquio previsto con la stessa:
a) una dettagliata relazione sulle attività svolte e sui contenuti tecnico-operativi acquisiti;
b) un elaborato su di una delle materie oggetto del corso;


c) le schede di valutazione o di autovalutazione eventualmente previste nel bando di concorso.

 

Art. 17 - Selezione

 

1. Alla fine del corso si svolgono nei giorni comunicati dalla Commissione esaminatrice le prove di esame indicate nel bando.

2. Le prove consistono:
a) in una prova scritta;
b) nella discussione dell'elaborato presentato dal candidato;
c) in un colloquio su di una delle materie oggetto del corso, scelta dalla Commissione esaminatrice;
d) in una sperimentazione tecnico-operativa se prevista nel bando di concorso.

3. Una settimana prima della fine del corso i candidati sono tenuti a comunicare alla Commissione didattica almeno due argomenti rientranti in distinte materie del corso sui quali intendono sviluppare l'elaborato da presentare per la valutazione finale. L'argomento viene attribuito dalla Commissione didattica sulla base di criteri riguardanti l'interesse intrinseco dell'argomento e una equilibrata ripartizione del carico didattico tra i docenti.

4. Alla seduta di valutazione partecipa in qualità di relatore il docente che ha assistito il candidato nella preparazione dell'elaborato.

5. Alla seduta di valutazione partecipa altresì, qualora sia prevista la prova di cui alla lett. c) del comma primo, il docente del corso esperto nella materia oggetto del colloquio, in qualità di membro aggregato.

6. La valutazione finale può essere determinata da eventuali prove intermedie svolte durante i corsi, secondo l'articolazione indicata nel bando di concorso.

 

Capo IV

 Concorsi riservati

 

Art. 18 - Concorsi riservati

 

1. L’Università può bandire concorsi riservati a soggetti in possesso dei requisiti individuati dalla vigente normativa.

 

 

TITOLO III

 AVVIAMENTO DEGLI ISCRITTI NELLE LISTE DI COLLOCAMENTO
 


Art. 19 - Reclutamento di personale tecnico-amministrativo di cat. B

 

1. La copertura dei posti di categoria B per i quali sia richiesto il titolo di studio di istruzione secondaria di primo grado avviene mediante avviamento tra gli iscritti nelle liste di collocamento formate ai sensi della normativa vigente, previa prova selettiva, costituita da un colloquio e da una prova pratica.

 

Art. 20 - Procedure

 

1. La procedura di avviamento si svolge in due distinte fasi:

a) richiesta agli uffici territorialmente competenti, per l'avvio delle unità di personale necessarie, ai sensi di quanto previsto dall'art. 16 della Legge 56/1987;
b) selezione sulla base di un colloquio e di opportune prove pratiche.

2. I nominativi comunicati dagli uffici competenti sono convocati entro dieci giorni tramite telegramma, seguendo l'ordine della graduatoria e quindi sottoposti alla selezione consistente sia in un colloquio sia in prove pratiche di cui all'art. 6 del DPCM 392/1987. La selezione viene effettuata da una Commissione costituita da tre componenti nominata con Provvedimento dirigenziale.


TITOLO IV

 COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO DEGLI APPARTENENTI A CATEGORIE PROTETTE

 

Art. 21 - Categorie protette

 

1. Per i soggetti di cui all'art. 1 della Legge 482/1968, come integrato dall'art. 19 della Legge 104/1992, nonché quelli indicati nella L. 12.3.99 n. 68, si applicano le procedure di assunzione previste dalla legge.

 

Art. 22 - Procedure

 

1. Le assunzioni obbligatorie delle categorie protette possono avvenire per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento sulla base delle graduatorie stabilite dai competenti uffici del lavoro, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.

2. Le richieste di avviamento da parte dell'Università vengono rivolte all'ufficio del lavoro competente per quanto riguarda la sede presso la quale il lavoratore dovrà prendere servizio.

3. I contingenti numerici riguardanti le assunzioni obbligatorie sono quelli risultanti dalla vigente normativa in tema di categorie protette.

 

TITOLO V

 PASSAGGIO DIRETTO TRA AMMINISTRAZIONI DIVERSE
 


Art. 23 – Passaggio diretto tra amministrazioni diverse

 

1. L’Università può reclutare personale mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all' articolo 2, comma 2, del D. Lgs. 165/2001 appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di passaggio, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni di legge e contrattuali. L’Università, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblica sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intende ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.

2. Il passaggio viene attuato secondo le norme legislative e contrattuali vigenti in tema di obbligo di preavviso e di continuità della posizione retributiva, pensionistica e previdenziale.


TITOLO VI

 RICORSO ALLE GRADUATORIE CONCORSUALI
 


Art. 24 - Procedure

 

1. La copertura di posti vacanti può effettuarsi attraverso il ricorso alle graduatorie di merito relative a procedure concorsuali già concluse.

2. Il ricorso alle graduatorie di merito può effettuarsi entro il termine di validità delle graduatorie stesse, di cui al precedente art. 9.

3. Può farsi ricorso anche a graduatorie valide di altre amministrazioni pubbliche, in ossequio ai criteri di economicità e speditezza dell'azione amministrativa, appurato che in tali selezioni siano stati rispettati i principi di cui al comma terzo dell'art. 35 del D.lgs 165/2001.


TITOLO VII

ASSUNZIONI
 


Art. 25 - Assunzioni a tempo indeterminato

 

1. Esperite le procedure di selezione, di avviamento, di mobilità o di ricorso a graduatorie esistenti, sulla base della programmazione triennale del personale approvata dal Consiglio di Amministrazione, il Direttore Generale stipula il contratto di lavoro individuale.

2. Il contratto di lavoro individuale, sottoscritto dal Direttore generale e dal lavoratore, assume la forma e i contenuti previsti dalla normativa legislativa e contrattuale vigente. Nei casi di cui all'art. 3 comma 1, lett. a), b), c) ed e), il dipendente assunto in servizio è soggetto ad un periodo di prova della durata prevista dal contratto collettivo. Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto da una delle due parti, esso si intende confermato con decorrenza dal giorno dell'assunzione.

 

Art. 26 - Assunzioni a tempo determinato di personale tecnico-amministrativo

 

1. L'Università può assumere personale tecnico-amministrativo a tempo determinato ai sensi del D.lgs. 165/2001 e del D.lgs. 368/2001, con riferimento alle categorie B, C, D ed EP per esigenze temporanee ed eccezionali nel limite temporale stabilito dalla normativa vigente. L’assunzione a tempo determinato avviene, ove possibile, anche mediante utilizzo di graduatorie di concorsi pubblici per l’assunzione a tempo indeterminato. In tal caso il dipendente conserva la propria collocazione in graduatoria.

 

Art. 27 - Ulteriori modalità di assunzione a tempo determinato

 

1. Nei limiti previsti dalla L. 240/2010, l'Università può effettuare assunzioni a tempo determinato di personale, in possesso almeno del titolo di laurea e di una particolare qualificazione professionale in relazione alla tipologia di attività prevista dal bando, al fine di svolgere attività di supporto tecnico e amministrativo alle attività di ricerca.

 

TITOLO VIII

 RECLUTAMENTO DEI DIRIGENTI



Art. 28 - Accesso alla qualifica di dirigente

 

1. Il reclutamento dei dirigenti avviene mediante concorso pubblico per titoli ed esami. Il relativo bando può prevedere lo svolgimento di una prova preselettiva sulle materie indicate dal bando di concorso in relazione ai contenuti organizzativi, professionali e culturali della tipologia di posizione dirigenziale da ricoprire, ricorrendo all'eventuale ausilio di sistemi informatizzati.

2. I bandi di concorso, nel rispetto della programmazione triennale del personale, sono emanati con provvedimento del Direttore Generale.

3. Le procedure concorsuali sono svolte da una commissione composta da esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni, docenti ed esperti esterni in possesso di competenze nella gestione di organizzazioni complesse. I membri della Commissione non possono:

a) essere componenti degli organi di governo centrali dell’Ateneo;

b) ricoprire cariche politiche;

c) essere rappresentanti o designati dalle confederazioni e organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali;

d) essere stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale.

4. Il numero dei componenti, che comunque non può essere inferiore a tre, viene determinato con il provvedimento dirigenziale di nomina della Commissione.
In conformità a quanto previsto dall’art. 57 del D.lgs. 165/2001 almeno un terzo dei posti di componenti delle commissioni è riservato alle donne, salvo motivata impossibilità, fermo restando il principio di cui all' articolo 35, comma 3, lettera e) del D.lgs. 165/2001. In caso di quoziente frazionario si procede all'arrotondamento all'unità superiore qualora la cifra decimale sia pari o superiore a 0,5 e all'unità inferiore qualora la cifra decimale sia inferiore a 0,5. La partecipazione alle commissioni di concorso da parte di personale in quiescenza è regolata dalle vigenti norme di legge.

5. Il concorso prevede lo svolgimento di tre prove distinte. Le prove sono dirette ad accertare l'attitudine dei candidati alla soluzione corretta, sotto il profilo della legittimità, della convenienza e della efficienza ed economicità organizzativa, di problematiche di interesse per l'Università. Conseguono l'ammissione alla terza prova i candidati che abbiano riportato nelle prime due una votazione non inferiore a 24/30 o equivalente in ciascuna di esse.

6. Ai titoli valutabili, previsti nel bando, non potrà essere assegnato un punteggio superiore a 10/30 o equivalente.

7. La terza prova, che può consistere anche in un colloquio, concorre alla valutazione della professionalità del candidato. Essa verte sulle materie previste per le prime due oltre all'accertamento della conoscenza della lingua inglese e degli strumenti informatici maggiormente in uso. La terza prova si intende superata con una votazione minima di 24/30 o equivalente.

8. In alternativa al concorso pubblico bandito in proprio, l'Università può convenzionalmente definire con altre amministrazioni pubbliche l'utilizzo delle graduatorie di merito degli idonei formate in esito a concorsi da queste ultime banditi e conclusi per il reclutamento di dirigenti. Le caratteristiche soggettive dei dirigenti così assunti debbono in ogni caso soddisfare ai requisiti previsti dal successivo art. 28. Il ricorso alle graduatorie di merito può effettuarsi entro il termine di validità delle graduatorie stesse.

 

Art. 29- Requisiti di accesso

 

1. Per laurea e laurea magistrale si intendono i titoli così definiti dal D.M. n. 270 del 2004, tenuto conto delle equiparazioni previste per i titoli rilasciati anteriormente al D.M. citato.

2. In applicazione dell'art. 27 del D.lgs. n. 165/01 e per l'accesso alla qualifica di dirigente dell'Università di Udine, i candidati, oltre al possesso dei requisiti generali previsti dalla normativa vigente per l'accesso agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche, devono trovarsi in una delle seguenti condizioni soggettive alternative:
 
a) dipendenti di ruolo delle amministrazioni pubbliche, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea; per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a quattro anni; per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche in possesso della laurea magistrale, del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con DPCM, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il periodo di servizio è ridotto a tre anni;

b) soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del D.lgs. n. 165/01, muniti di laurea, che hanno svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali; nel caso in cui il soggetto, munito di laurea, sia in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del D.lgs. n. 165/01 il periodo è ridotto ad un anno;

c) soggetti che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni purché muniti di laurea;

d) cittadini italiani, forniti di idoneo titolo di studio universitario che hanno maturato, con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea;

3. Tenuto conto delle caratteristiche della posizione dirigenziale da ricoprire, si potrà altresì prevedere la partecipazione di candidati in possesso di laurea magistrale e della qualifica di dirigente in strutture o enti privati, con almeno cinque anni di effettivo esercizio nelle funzioni dirigenziali.

4. Lo svolgimento di funzioni e di incarichi dirigenziali di cui al precedente comma deve essere comprovato dalla direzione di strutture organizzative complesse, dalla programmazione, dal coordinamento e controllo delle attività degli uffici sottoposti, dalla gestione autonoma di risorse umane, strumentali ed economiche, dalla definizione di obiettivi generali stabiliti dai dirigenti di livello superiore o dagli organi di governo degli Enti di appartenenza del candidato. Le circostanze nelle quali le funzioni di cui sopra sono state esercitate devono essere documentate.

 

Art. 30 - Graduatoria di merito

 

1. Al termine della prove di esame la commissione giudicatrice forma la graduatoria di merito secondo l'ordine decrescente del punteggio complessivo, ottenuto seguendo le modalità indicate nel bando di concorso.

2. La graduatoria assieme agli atti del concorso è approvata con provvedimento dirigenziale ed ha la durata prevista dalla normativa vigente.

 

Art. 31 - Affidamento di incarichi dirigenziali a tempo determinato

 

1. L'Università può conferire incarichi dirigenziali a tempo determinato a persone di particolare e comprovata competenza e qualificazione professionale. Gli incarichi possono essere conferiti dall’Università, entro il limite stabilito dalla vigente normativa.


2. per il conferimento degli incarichi sono individuati dall’art. 19 del D.lgs. 165/2001.

 

Art. 32- Modalità di Affidamento degli incarichi dirigenziali a tempo determinato

 

1. Il rapporto di lavoro dirigenziale a tempo determinato è di tipo subordinato. Il contratto di lavoro deve stabilire l'oggetto dell'incarico dirigenziale, la posizione dirigenziale occupata, la durata ed il trattamento economico regolato sulla base dei contratti collettivi.

2. Le modalità e le procedure per reclutare i dirigenti a tempo determinato tengono conto della natura e delle caratteristiche dell'incarico da conferire e dei programmi da realizzare.

 

TITOLO IX

 NORME COMUNI, FINALI E TRANSITORIE


 

Art. 33- Rinvio alla normativa vigente
 

1. Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento, trovano applicazione le vigenti norme di legge e contrattuali.

 

Art. 34 - Natura del presente regolamento

 

1. Il presente Regolamento ha natura di Regolamento interno d'Ateneo.

 

Art. 35 - Entrata in vigore

 

1. Il presente Regolamento entra in vigore a partire dal giorno successivo a quello di emanazione con Decreto rettorale.
 

Aggiornato il 05/12/2014
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