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Atti di notifica

Regolamento per il reclutamento del personale dirigente e tecnico-amministrativo

emanato con D.R. n. 291 del 24 marzo 2003

TITOLO I
GENERALITÀ



Art. 1 - Oggetto



1. Il presente Regolamento disciplina le procedure per il reclutamento del personale dirigente e tecnico-amministrativo assunto a tempo determinato e indeterminato, di seguito denominato "personale", dall'Università degli Studi di Udine, di seguito denominata "Università".
2. La disciplina prevista dal presente Regolamento dà attuazione ai principi di autonomia di cui alla legge 127/1999 art. 17 comma 109 e al D.Lgs. 29/1993, art. 27 bis, introdotto dal D.Lgs. 80/1998, già contenuti nello Statuto d'Autonomia dell'Università degli Studi di Udine, di seguito denominato "Statuto", del Regolamento Generale d'Ateneo e del Regolamento d'Amministrazione, contabilità e finanza, in seguito denominato "Regolamento d'amministrazione".

Art. 2 - Finalità



1. La disciplina delle procedure di reclutamento del personale dell'Università prevista dal presente regolamento persegue le seguenti finalità:
a) miglioramento della composizione del personale secondo caratteristiche professionali e attitudinali che garantiscono elevati livelli qualitativi dei servizi forniti dall'Università;
b) acquisizione di personale di caratteristiche professionali e attitudinali strettamente commisurate alle esigenze delle posizioni da ricoprire;
c) selezione di personale adeguatamente informato in ordine alle particolari caratteristiche strutturali dell'istituzione universitaria in generale e opportunamente preparato in ordine alle specifiche condizioni di autonomia proprie dell'Università di Udine e fortemente coinvolto nella missione alla stessa assegnata;
d) acquisizione di personale dall'esterno a tutti i livelli in modo da garantire il ricambio e l'arricchimento professionale e generazionale del corpo tecnico-amministrativo;
e) espletamento delle procedure di selezione tali da garantire l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e la celerità di espletamento;
f) rispetto delle pari opportunità;
g) attivazione di procedure informate a criteri di imparzialità, oggettività e trasparenza.
2. Per la realizzazione di tali finalità il reclutamento del personale sarà informato alle più aggiornate tecniche di valutazione delle conoscenze, capacità e attitudini tecniche, professionali e gestionali e dal più ampio impiego di strumenti di preselezione e di elaborazione dei dati.

Art. 3 - Modalità di reclutamento



1. Il reclutamento del personale si realizza attraverso le seguenti modalità:
a) procedure selettive volte all'accertamento delle professionalità, capacità e attitudini richieste, per le categorie per le quali tali modalità siano previste dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;
b) avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento per la categoria per la quale esso è richiesto dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;
c) collocamento obbligatorio degli appartenenti alle categorie protette, indicate come tali dalla normativa legislativa e contrattuale vigente;
d) trasferimento da altre amministrazioni pubbliche;
e) ricorso a graduatorie concorsuali ancora aperte.
2. Le procedure selettive possono assumere le seguenti forme:
a) concorso pubblico per esami, per titoli, per titoli ed esami;
b) corso-concorso pubblico;
c) concorso riservato per esami, per titoli e per titoli ed esami;
d) corso-concorso riservato.


TITOLO II
PROCEDURE CONCORSUALI PER IL RECLUTAMENTO DEL
PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO



Capo I
Concorsi pubblici: norme generali



Art. 4 - Requisiti per l'accesso



1. Per l'accesso ai concorsi è richiesto il possesso dei titoli di studio previsti dai contratti collettivi.
2. I titoli di studio richiesti sono i seguenti:
a) per l'accesso alla cat. B: titolo di studio di scuola d'obbligo più eventuale qualificazione professionale;
b) per l'accesso alla cat. C: diploma di scuola secondaria di secondo grado;
c) per l'accesso alla cat. D: diploma di laurea;
d) per l'accesso alla cat. EP: diploma di laurea e abilitazione professionale ovvero particolare qualificazione professionale. La particolare qualificazione professionale potrà essere attestata dalla prestazione lavorativa di durata minima biennale oppure dal possesso del diploma di specializzazione o del dottorato di ricerca o del master universitario in discipline inerenti il posto messo a concorso.
3. I titoli di studio universitari, fatti salvi i titoli equipollenti, devono essere coerenti con le caratteristiche professionali e le esigenze delle unità organizzative ove è compreso il posto messo a concorso. Sono ammessi titoli di studio universitari non coerenti con le caratteristiche richieste qualora seguiti dalla frequenza a corsi di perfezionamento o di master atti a fornire una preparazione specifica. Il diploma universitario costituisce titolo di accesso alle categorie individuate dai contratti collettivi ai sensi di quanto previsto dall'art. 17, comma 111, della legge n. 127/1997.
4. I bandi di concorso indicano i titoli di studio specifici richiesti per l'accesso ai posti da ricoprire
5. I requisiti riguardanti la cittadinanza e l'idoneità fisica sono quelli previsti dalla normativa legislativa vigente per le amministrazioni pubbliche

Art. 5 - Commissioni esaminatrici



1. Le Commissioni esaminatrici sono costituite ai sensi dell'art. 69, comma quinto, del Regolamento d'amministrazione e dell'art. 36, comma terzo, del D. Lgs. 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni. Esse sono composte da esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra dirigenti e funzionari dell'Amministrazione, docenti e ricercatori e esperti esterni, che non possono:
a) essere componenti degli organi di governo centrali;
b) ricoprire cariche politiche;
c) essere rappresentanti o designati dalle confederazioni e organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.
2. Il numero dei componenti, che comunque non può essere inferiore a tre, viene determinato con il provvedimento di nomina. Verrà altresì nominato, per ciascuna commissione, il segretario verbalizzante, di categoria non inferiore alla C e appartenente all'area amministrativa. Può essere previsto un certo numero di membri supplenti, che subentrano ai membri effettivi in caso di dimissioni o di impedimento grave e documentato.
3. Potranno essere inoltre nominati membri aggregati, esperti nelle materie del concorso, che faranno parte a tutti gli effetti della Commissione esaminatrice.
4. Almeno un terzo dei componenti delle commissioni è riservato alle donne, salvo motivata impossibilità, in conformità a quanto disposto dal D. Lgs. 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni. In ogni caso almeno un componente deve essere costituito da una donna.
5. Le commissioni sono presiedute di norma da un docente di ruolo di prima o di seconda fascia. Per particolari professionalità, riguardanti l'area dei servizi bibliotecari e informatici, le funzioni di Presidente possono essere assunte da personale di categoria EP. Qualora la normativa vigente preveda che il Presidente sia un Magistrato o un Dirigente generale, la Presidenza può essere affidata ad un professore di ruolo di prima fascia.
6. Le commissioni possono comprendere un esperto in selezione del personale, dipendente dall'Università o proveniente da strutture specializzate in selezione del personale.
7. Nel caso di concorsi banditi per la copertura di posti vacanti in strutture didattiche, scientifiche o di servizio comune, almeno un componente deve essere designato tra i docenti o ricercatori appartenenti a tali strutture o ai relativi organi di governo.
8. Qualora le prove scritte o pratiche di un concorso abbiano luogo in più sedi, per ciascuna di esse viene costituito a cura del Presidente un Comitato di vigilanza, presieduto da un membro della commissione ovvero da un dipendente dell'Amministrazione di categoria non inferiore alla D, da un segretario verbalizzante e da un numero di dipendenti adeguato alla natura delle prove e al numero dei candidati.
9. Possono far parte della commissione anche dipendenti dell'Università fuori ruolo o in quiescenza.
10. La commissione viene nominata con decreto rettorale dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande.

Art. 6 - Bandi di concorso



1. I bandi di concorso sono approvati dal Consiglio d'Amministrazione, emanati con Decreto rettorale e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
2. I bandi di concorso contengono i seguenti elementi:
a) termine di presentazione della domanda di partecipazione;
b) indirizzo cui inoltrare la domanda;
c) documenti da allegare alla domanda;
d) requisiti di accesso al concorso;
e) posto da ricoprire con indicazione della categoria, dell'area funzionale, della unità organizzativa e della struttura ove è compreso il posto messo a concorso;
f) criteri di composizione della Commissione esaminatrice;
g) numero dei candidati oltre il quale è prevista una procedura di preselezione;
h) natura e contenuti della procedura di preselezione;
i) numero, natura e contenuti delle prove scritte, orali e pratiche;
l) indicazione dei punteggi massimi attribuibili alle valutazioni delle singole prove ed agli eventuali titoli, raggruppati in categorie;
m) modalità di convocazione dei candidati per le singole prove;
n) punteggio minimo da ottenere per il superamento delle prove.
3. I bandi di concorso devono presentare in allegato lo schema-tipo della domanda e di eventuali documenti da allegarsi.
4. I bandi di concorso devono espressamente richiamare quanto previsto dalla normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.

Art. 7 - Preselezione



1. Qualora il numero delle domande presentate superi il limite definito nel bando di concorso, si dà luogo ad una procedura di selezione diretta a limitare il numero dei partecipanti a non meno di dieci per ciascun posto messo a concorso.
2. La preselezione può avvenire sulla base di due criteri, da applicarsi anche congiuntamente:
a) valutazione dei titoli
b) prova selettiva
3. In sede di valutazione dei titoli, per i quali potrà essere assegnato un punteggio massimo complessivo di dieci punti, i titoli considerati, che dovranno essere elencati nel bando di concorso, sono costituiti da:
a) titoli di studio, che potranno pesare fino ad un massimo di quattro punti in relazione al profilo messo a concorso;
b) titoli di servizio, che potranno pesare fino ad un massimo di sei punti; è valutabile, fino a punti sei, l'esperienza e l'anzianità di lavoro specifica in attività di lavoro affini, cui verrà assegnato un punteggio maggiore, nell'ambito dei sei punti complessivi, se svolte nelle Università .
4. La prova selettiva sarà effettuata, secondo quanto previsto dell'art. 7, comma secondo bis del DPR 487/1994 e successive modifiche, e potrà essere effettuata anche da una struttura esterna specializzata in selezione del personale, sulla base della somministrazione di un test costituito da quesiti a risposte multiple preformulate o da quesiti a risposta sintetica, da svolgersi in un tempo predeterminato, e da somministrarsi e da elaborarsi anche per via informatica. La prova di preselezione sarà costruita in modo da valutare la professionalità e l'attitudine del candidato rispetto alle caratteristiche richieste dalla categoria del posto messo a concorso.
5. La valutazione dei titoli e la definizione delle prove di preselezione viene effettuata dalla Commissione esaminatrice o da una speciale Commissione di preselezione costituita anche da componenti esterni alla Commissione, proposta dalla Commissione stessa e nominata con provvedimento del Direttore amministrativo.
6 I criteri di preselezione e la data della eventuale prova selettiva sono indicati nel bando di concorso.
7. La mancata partecipazione alla prova di preselezione, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l'esclusione dal concorso.

Art. 8 - Contenuti comuni delle prove di selezione



1. Qualunque sia la forma di selezione adottata, il candidato dovrà essere chiamato a dimostrare la sua conoscenza per quanto riguarda la missione e la configurazione organizzativa dell'Università, le funzioni dell'unità organizzativa in cui sarà inserito in caso di assunzione e le specifiche mansioni cui sarà destinato. In ogni caso sarà prevista una prova di conoscenza della lingua inglese, una prova di padronanza nell'uso di strumenti informatici e una prova di conoscenza dei principi della qualità.

Art. 9 - Graduatorie di merito



1. Con Decreto rettorale sono approvati gli atti del concorso, le graduatorie di merito e i nominativi dei vincitori.
2. Le graduatorie sono formate dalle Commissioni con osservanza di quanto stabilito dal DPR 487/1994, art. 15, commi secondo e terzo, e successive modificazioni e integrazioni.
3. La graduatoria di merito e i nomi dei vincitori sono pubblicati mediante affissione all'albo ufficiale dell'Università.
4. Le graduatorie degli idonei rimangono in vigore per un termine di ventiquattro mesi dalla data della pubblicazione.


Capo II
Concorsi per esami, per titoli e per titoli ed esami



Art. 10 - Selezione


1. La selezione può avvenire:
a) per esami
b) per titoli
c) per titoli ed esami
2. La selezione per esami avviene sulla base di una serie di prove scritte, prove orali, prove attitudinali e prove pratiche definite nel bando di concorso.
3. Le prove scritte sono dirette a verificare la capacità del candidato ad esprimersi correttamente in lingua italiana e a dimostrare una adeguata conoscenza delle materie del concorso. Le prove orali sono dirette a verificare la capacità del candidato a comunicare correttamente e a dare dimostrazione della propria conoscenza delle materie del concorso. Le prove attitudinali sono dirette a verificare l'attitudine del candidato ad assolvere ai compiti ed alle mansioni cui sarà destinato in caso di assunzione. Le prove pratiche hanno lo scopo di porre il candidato di fronte a specifiche operazioni e prestazioni che gli saranno richieste in caso di assunzione.
4. Il numero e la difficoltà delle prove saranno dimensionate in relazione ai livelli di professionalità richiesta per ciascuna delle categorie previste dall'ordinamento professionale.
5. La selezione per titoli avviene sulla base di una valutazione dei titoli presentati dal candidato, che risultino adeguatamente documentati:
a) titoli di studio in termini di valutazione o di giudizio riportato;
b) servizi prestati nell'Università presso la stessa unità organizzativa e nella stessa area funzionale di cui al posto messo a concorso;
c) servizi prestati presso altre istituzioni universitarie o scientifiche, presso pubbliche amministrazioni, presso enti privati o nell'ambito di attività professionali o imprenditoriali svolte in proprio;
d) incarichi svolti nell'ambito dei rapporti di cui alla lettera b);
e) pubblicazioni scientifiche nelle materie oggetto di concorso;
f) pubblicazioni scientifiche in altre materie;
g) pubblicazioni tecniche o divulgative in materie oggetto di concorso;
h) pubblicazioni tecniche o divulgative in altre materie;
i) attestati di qualificazione rilasciati a seguito di frequenza a corsi di formazione professionale con valutazione finale inerenti alle materie di concorso;
l) attestati di qualificazione rilasciati a seguito di frequenza a corsi di formazione professionale con valutazione finale inerenti a materie diverse;
m) incarichi di insegnamento in istituzioni universitarie, scolastiche o di formazione professionale in materie affini a quelle oggetto di concorso;
n) incarichi o esperienze professionali diverse dalle precedenti ma dalle quali sia possibile dedurre attitudini o capacità professionali in relazione alle mansioni oggetto del concorso;
o) abilitazioni inerenti all'oggetto del concorso.
6. I criteri per la valutazione dei titoli nelle varie categorie sono determinati dalla Commissione esaminatrice prima di procedere alla valutazione dei titoli stessi. I punteggi sono espressi di norma in centesimi.
7. La selezione per esami e titoli avviene secondo modalità indicate nel bando di concorso.

Art. 11 - Svolgimento delle prove di esame



1. Il diario delle prove scritte è di norma indicato nel bando di concorso o, in mancanza, è comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell'inizio delle prove stesse. Il diario delle prove orali è comunicato al singolo candidato ammesso con un preavviso di almeno venti giorni. Tale comunicazione può avvenire anche contestualmente a quella riguardante le prove scritte.
2. I candidati ammessi possono rinunciare per iscritto ai termini delle prove orali.
3. Nel caso di concorsi per esami e titoli la valutazione dei titoli, previa individuazione dei criteri, è effettuata dopo le prove scritte e prima che si proceda alla correzione e valutazione dei relativi elaborati.


Capo III
Corso-concorso



Art. 12 - Procedura



1. Il corso-concorso è costituito da una procedura di selezione preceduta da un corso di formazione cui i partecipanti al concorso sono tenuti a partecipare.
2. Nel bando di concorso sono indicati il numero di posti messi a concorso e il numero dei posti ammessi per la partecipazione al corso.
3. Il numero dei posti del corso deve essere superiore di almeno un terzo a quello dei posti messi a concorso. Qualora tale rapporto non sia rispettato per un insufficiente numero di candidati, si riduce in proporzione il numero dei posti da coprire.

Art. 13 - Natura e articolazione del corso



1. Il corso deve avere una durata non inferiore alle 30 ore e deve concludersi di norma entro un trimestre dalla data di inizio.
2. Il corso deve comporsi di un complesso coordinato e programmato di insegnamenti che devono essere svolti secondo le più aggiornate metodologie didattiche, con momenti formativi in aula, esperienze teorico-pratiche e periodi di presenza in unità organizzative dell'Università, in enti pubblici e in aziende private con le quali l'Università stipula apposite convenzioni o accordi di collaborazione. Il corso deve in ogni caso essere programmato in modo da garantire l'acquisizione di competenze teorico-professionali e di strumenti di base per lo svolgimento delle mansioni connesse con i posti e le posizioni da ricoprire, con particolare riferimento alle finalità delle procedure di reclutamento indicate nel precedente art. 2, comma primo.
3. Il corso è organizzato per singole categorie e aree funzionali. Parti comuni a più corsi possono essere organizzate congiuntamente.
4. Il programma di massima del corso deve essere pubblicato nel bando di concorso.

Art. 14 - Commissioni didattiche



1. Le lezioni sono tenute da esperti che ricoprano la posizione di docenti, di ricercatori, di dirigenti, di tecnici e di amministrativi dell'Università, di altre istituzioni universitarie o di altri enti pubblici o di aziende o studi professionali in possesso di comprovate esperienze e capacità nelle materie oggetto di concorso. I corsi possono essere programmati, organizzati e tenuti anche da qualificate strutture esterne specializzate in formazione.
2. I docenti costituiscono una Commissione didattica che ha il compito di programmare e coordinare i corsi, sulla base delle indicazioni fornite dalla Commissione esaminatrice, in relazione ai criteri di cui al precedente art. 2 comma secondo.
3. La Commissione didattica è nominata con Decreto rettorale.
4. Ai docenti viene corrisposto un compenso orario secondo le tariffe stabilite dal Consiglio d'Amministrazione.

Art. 15 - Ammissione al corso



1. I soggetti che hanno presentato la domanda entro i termini previsti dal bando di concorso, che presentino i requisiti nello stesso indicati e che abbiano superato l'eventuale procedura di preselezione sono ammessi a frequentare il corso. I candidati che si trovino a parità di punteggio con l'ultimo concorrente collocato entro il limite previsto, sono comunque ammessi, anche in deroga al limite medesimo.
2. L'Università può disporre in qualsiasi momento, con Decreto rettorale adeguatamente motivato, l'esclusione del candidato per difetto dei requisiti prescritti.

Art. 16 - Svolgimento del corso



1. Tutti i candidati ammessi sono obbligati a frequentare il corso secondo l'articolazione oraria ad essi comunicata. L'assenza, a qualsiasi causa dovuta e comunque giustificata, superiore ad un quinto delle ore previste per l'intero corso comporta l'esclusione dal corso-concorso. Le presenze vengono verificate sulla base della sottoscrizione da parte del candidato apposta all'inizio e alla fine di ogni lezione.
2. Per il personale dell'Amministrazione universitaria, la partecipazione alle attività formative di cui al comma secondo dell'art. 13, anche se effettuate in orario di servizio, non può dare luogo ad eccedenze di orario o a lavoro straordinario.
3. Al termine del corso e dell'eventuale stage il candidato redige e consegna alla Commissione esaminatrice almeno dieci giorni prima del colloquio previsto con la stessa:
a) una dettagliata relazione sulle attività svolte e sui contenuti tecnico-operativi acquisiti;
b) un elaborato su di una delle materie oggetto del corso;
c) le schede di valutazione o di autovalutazione eventualmente previste nel bando di concorso.

Art. 17 - Selezione



1. Alla fine del corso si svolgono nei giorni comunicati dalla Commissione esaminatrice le prove di esame indicate nel bando.
2. Le prove consistono:
a) in una prova scritta;
b) nella discussione dell'elaborato presentato dal candidato;
c) in un colloquio su di una delle materie oggetto del corso, scelta dalla Commissione esaminatrice;
d) in una sperimentazione tecnico-operativa se prevista nel bando di concorso.
3. Una settimana prima della fine del corso i candidati sono tenuti a comunicare alla Commissione didattica almeno due argomenti rientranti in distinte materie del corso sui quali intendono sviluppare l'elaborato da presentare per la valutazione finale. L'argomento viene attribuito dalla Commissione didattica sulla base di criteri riguardanti l'interesse intrinseco dell'argomento e una equilibrata ripartizione del carico didattico tra i docenti.
4. Alla seduta di valutazione partecipa in qualità di relatore il docente che ha assistito il candidato nella preparazione dell'elaborato.
5. Alla seduta di valutazione partecipa altresì, qualora sia prevista la prova di cui alla lett. c) del comma primo, il docente del corso esperto nella materia oggetto del colloquio, in qualità di membro aggregato.
6 La valutazione finale può essere determinata da eventuali prove intermedie svolte durante i corsi, secondo l'articolazione indicata nel bando di concorso


Capo IV
Concorsi riservati



Art. 18 - Concorsi riservati - progressione verticale



1. Nel rispetto dei principi indicati nell'art. 36 del D.Lgs. 29/1993, come modificato dal D.Lgs. 80/1998, per promuovere la valorizzazione di professionalità formatesi internamente o per dare attuazione a norme legislative o contrattuali, l'Università può bandire o riservare un certo numero di posti a concorso a favore di personale già impiegato nell'Amministrazione, salvaguardando comunque un adeguato accesso dall'esterno.
2. I concorsi sono riservati al personale in servizio della categoria immediatamente inferiore, anche in deroga al possesso del titolo di studio previsto per l'accesso esterno qualora il dipendente abbia un'anzianità di servizio di cinque anni nella categoria di appartenenza o nelle ex qualifiche ivi confluite, fatti salvi i titoli abilitativi previsti dalle vigenti disposizioni in materia.
3. Il numero dei posti da destinare alla progressione verticale è definito nell'ambito della programmazione triennale del fabbisogno del personale nei limiti previsti dal C.C.N.L.. I bandi di concorso possono prevedere requisiti professionali specifici in relazione alla tipologia dell'attività lavorativa.
4. Le procedure di cui al presente articolo dovranno tener conto delle competenze professionali acquisite e conseguenti all'esperienza professionale del dipendente con adeguato riconoscimento della formazione certificata secondo il sistema dei crediti formativi. In ogni caso dovrà essere data adeguata valorizzazione al possesso del titolo di studio previsto per l'accesso dall'esterno a ciascuna categoria.
5. Le prove di esame dovranno essere dimensionate in relazione ai livelli di professionalità richiesta per ciascuna categoria.


TITOLO III
AVVIAMENTO DEGLI ISCRITTI NELLE LISTE DI COLLOCAMENTO



Art. 19 - Reclutamento di personale tecnico-amministrativo di cat. B



1. La copertura dei posti di categoria B per i quali sia richiesto il titolo di studio di istruzione secondaria di primo grado avviene attraverso il ricorso alla Agenzia regionale per l'impiego, previa prova selettiva, costituita da un colloquio e da una prova pratica.

Art. 20 - Procedure



1. La procedura di avviamento si svolge in due distinte fasi:
a) richiesta alla Agenzia regionale per l'impiego competente territorialmente, con riferimento alla sede di servizio prevista, per l'avvio delle unità di personale necessarie, ai sensi di quanto previsto dall'art. 16 della Legge 56/1987;
b) selezione sulla base di un colloquio e di opportune prove pratiche.
2. I nominativi comunicati dalla Agenzia regionale per l'impiego sono convocati entro dieci giorni tramite telegramma, seguendo l'ordine della graduatoria e quindi sottoposti alla selezione consistente sia in un colloquio sia in prove pratiche di cui all'art. 6 del DPCM 392/1987. La selezione viene effettuata da una Commissione costituita da tre componenti nominata con Decreto rettorale.


TITOLO IV
COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO DEGLI APPARTENENTI A CATEGORIE PROTETTE



Art. 21 - Categorie protette



1. Per i soggetti di cui all'art. 1 della Legge 482/1968, come integrato dall'art. 19 della Legge 104/1992, nonché quelli indicati nella L. 12.3.99 n. 68, si applicano procedure di assunzione previste dalla legge.

Art. 22 - Procedure



1. Le assunzioni obbligatorie delle categorie protette possono avvenire per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento sulla base delle graduatorie stabilite dai competenti uffici del lavoro, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.
2. Le richieste di avviamento da parte dell'Università vengono rivolte all'ufficio del lavoro competente per quanto riguarda la sede presso la quale il lavoratore dovrà prendere servizio.
3. I contingenti numerici riguardanti le assunzioni obbligatorie sono quelli risultanti dalla vigente normativa in tema di categorie protette.


TITOLO V
TRASFERIMENTO DA ALTRE AMMINISTRAZIONI



Art. 23 - Trasferimento da altre amministrazioni universitarie



1. L'Università può ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa categoria in servizio presso altre istituzioni universitarie ai sensi dell'art. 33 del D. Lgs. 29/1993 e delle norme della contrattazione collettiva.
2. Il trasferimento è disposto ai sensi dell'art. 68, comma primo, lettera i) dello Statuto con decreto rettorale, previa delibera del Consiglio d'Amministrazione, con il consenso del lavoratore e dell'Amministrazione di appartenenza.
3. Il trasferimento viene attuato secondo le norme legislative e contrattuali vigenti in tema di obbligo di preavviso e di continuità della posizione retributiva, pensionistica e previdenziale.

Art. 24 - Trasferimento da altre amministrazioni pubbliche



1. L'Università può ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa categoria in servizio presso altre amministrazioni pubbliche, appartenenti a comparti diversi da quello universitario, ai sensi dell'art. 33 del D. Lgs. 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Il trasferimento è disposto ai sensi dell'art. 68, comma primo, lettera i) dello Statuto con Decreto rettorale, previa delibera del Consiglio d'Amministrazione, con il consenso del lavoratore e dell'Amministrazione di appartenenza.
3. Il trasferimento viene attuato secondo le norme legislative e contrattuali vigenti in tema di obbligo di preavviso e di continuità della posizione retributiva, pensionistica e previdenziale.


TITOLO VI
RICORSO ALLE GRADUATORIE CONCORSUALI



Art. 25 - Procedure



1. La copertura di posti vacanti può effettuarsi attraverso il ricorso alle graduatorie di merito relative a procedure concorsuali già concluse.
2. Il ricorso alle graduatorie di merito può effettuarsi entro il termine di validità delle graduatorie stesse, di cui al precedente art. 9.
3. Può farsi ricorso anche a graduatorie valide di altre amministrazioni pubbliche, in ossequio ai criteri di economicità e speditezza dell'azione amministrativa, appurato che in tali selezioni siano stati rispettati i principi di cui al comma terzo dell'art. 36 del D. Lgs. 29/1993.


TITOLO VII
ASSUNZIONI



Art. 26 - Assunzioni a tempo indeterminato



1. Esperite le procedure di selezione, di avviamento, di mobilità o di ricorso a graduatorie esistenti, sulla base delle delibere del Consiglio d'Amministrazione che ha approvato la copertura di posti vacanti previsti dalla pianta organica, con Decreto rettorale emanato ai sensi dell'art. 68, comma primo, lettera i), si autorizza la stipula del contratto di lavoro individuale.
2. Il contratto di lavoro individuale, sottoscritto dal Direttore amministrativo e dal lavoratore, assume la forma e i contenuti previsti dalla normativa legislativa e contrattuale vigente. Nei casi di cui all'art. 3 comma 1, lett. a), b), c) ed e), il dipendente assunto in servizio è soggetto ad un periodo di prova della durata prevista dal contratto collettivo. Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto da una delle due parti, esso si intende confermato con decorrenza dal giorno dell'assunzione.
3. I dipendenti che vengono inquadrati nella categoria immediatamente superiore a seguito dei concorsi riservati di cui al precedente art. 18 non sono soggetti al periodo di prova.

Art. 27 - Assunzioni a tempo determinato di personale tecnico-amministrativo



1. L'Università può assumere personale tecnico-amministrativo a tempo determinato ai sensi della Legge 230/1962 e successive modificazioni e integrazioni e ai sensi dei contratti collettivi e dell'art. 10, comma terzo, dello Statuto, con riferimento alle categorie B e C per le seguenti esigenze:
a) per la sostituzione di personale assente con diritto alla conservazione del posto, quando l'assenza superi i sessanta giorni consecutivi;
b) per la sostituzione di personale assente per gravidanza o puerperio, ai sensi della Legge 1204/1971 e della Legge 903/1977 e successive modificazioni e integrazioni e della legge 53/2000;
c) per assunzioni stagionali o particolari punte di attività o per esigenze straordinarie nel limite massimo di sei mesi;
d) per lavori agricoli stagionali compiuti da braccianti agricoli per i quali è consentita l'assunzione a tempo parziale per un numero di giornate effettive nell'anno non inferiore a 51 e non superiore a 179.
2. La copertura di una posizione mediante assunzione di personale a tempo determinato viene approvata dal Consiglio di amministrazione sulla base di una relazione tecnica che giustifichi l'esigenza e indichi la fonte di copertura della spesa secondo quanto previsto dall'art. 10, comma terzo, dello Statuto. Se la posizione riguarda una struttura didattica, scientifica o di servizio comune, la richiesta deve essere deliberata dall'organo collegiale della struttura stessa, che dovrà indicare la fonte di copertura della spesa.
3. L'assunzione di personale appartenente alle categorie B e C avviene secondo due possibili modalità:
a) ricorso ad una graduatoria esistente risultante da procedure concorsuali realizzate nell'Università o in altre amministrazioni pubbliche, secondo quanto previsto dal precedente art. 25;
b) richiesta numerica di avviamento all'Agenzia regionale dell'impiego secondo quanto previsto dal precedente Titolo III.

Art. 28 - Ulteriori modalità di assunzione a tempo determinato



1. Nei limiti previsti dal C.C.N.L., l'Università può effettuare, con riferimento alle categorie C, D ed EP, assunzioni a tempo determinato di personale, per una durata non superiore ai cinque anni, per sopperire alle seguenti esigenze:
a) svolgimento di attività nell'ambito di programmi di ricerca;
b) attivazione di infrastrutture tecniche complesse, nel senso di messa in attività di una struttura o attrezzatura anche informatica nuova o di incremento di attività di una struttura esistente;
c) realizzazione di specifici progetti di miglioramento dei servizi offerti.
2. La copertura delle posizioni previste al precedente primo comma è effettuata sulla base di una relazione tecnica che giustifichi l'esigenza e indichi la fonte di copertura della spesa secondo quanto previsto dall'art. 10, comma terzo, dello Statuto. Se la posizione riguarda una struttura didattica, scientifica o di servizio comune, la richiesta deve essere deliberata dall'organo collegiale della struttura stessa, che dovrà indicare la fonte di copertura della spesa. Se la proposta riguarda l'attivazione di una infrastruttura complessa, essa deve essere approvata dal Consiglio d'Amministrazione. La proposta dovrà indicare:
a) descrizione del progetto di ricerca o dell'infrastruttura tecnica complessa;
b) costo complessivo relativo all'assunzione;
c) fondo sul quale tale costo dovrà gravare;
d) compiti da assegnare al dipendente da assumere;
e) titolo di studio e requisiti professionali da indicare nel bando di selezione;
f) categoria cui corrispondono le mansioni che dovranno essere svolte;
g) criteri di selezione.
4. I candidati sono selezionati mediante prove teorico-pratiche e titoli professionali e di servizio secondo criteri predeterminati nel bando di selezione.
5. Il bando di selezione e la nomina della Commissione di selezione vengono deliberati dall'organo collegiale della struttura e attuati dal suo Responsabile.
6. Al bando va data idonea pubblicità, mediante affissione all'Albo della struttura e all'Albo ufficiale dell'Università.
7. Il contratto di lavoro viene sottoscritto dal Direttore amministrativo.


TITOLO VIII
RECLUTAMENTO DEI DIRIGENTI



Art. 29 - Accesso alla qualifica di dirigente



1. Il reclutamento dei dirigenti avviene mediante concorso pubblico per esami. Il relativo bando può prevedere lo svolgimento di una prova selettiva sulle materie indicate dal bando di concorso in relazione ai contenuti organizzativi, professionali e culturali della tipologia di posizione dirigenziale da ricoprire, ricorrendo all'eventuale ausilio di sistemi informatizzati.
2. I concorsi, previo accertamento da parte del Consiglio di Amministrazione delle relative risorse finanziarie, sono emanati con decreto del Rettore.
3. Le procedure concorsuali sono svolte da una commissione composta da esperti in possesso di competenze nella gestione di organizzazioni complesse e nella selezione del personale di alto profilo ed è nominata con decreto rettorale.
4. Il concorso prevede lo svolgimento di tre prove distinte. Le prove sono dirette ad accertare l'attitudine dei candidati alla soluzione corretta, sotto il profilo della legittimità, della convenienza e della efficienza ed economicità organizzativa, di problematiche di interesse per l'Università. Conseguono l'ammissione alla terza prova i candidati che abbiano riportato nelle prime due una votazione non inferiore a 24/30 o equivalente in ciascuna di esse.
5. La terza prova, che può consistere anche in un colloquio, concorre alla valutazione della professionalità del candidato. Essa verte sulle materie previste per le prime due oltre all'accertamento della conoscenza della lingua inglese, degli strumenti informatici maggiormente in uso e dei principi della qualità che debbono informare i pubblici servizi. La terza prova si intende superata con una votazione minima di 24/30 o equivalente.
6. In alternativa al concorso pubblico bandito in proprio, l'Università può convenzionalmente definire con altre amministrazioni pubbliche l'utilizzo delle graduatorie di merito degli idonei formate in esito a concorsi da queste ultime banditi e conclusi per il reclutamento di dirigenti. Le caratteristiche soggettive dei dirigenti così assunti debbono in ogni caso soddisfare ai requisiti previsti dal successivo art. 30. Il ricorso alle graduatorie di merito può effettuarsi entro il termine di validità delle graduatorie stesse.

Art. 30 - Requisiti di accesso



1. In premessa si specifica che per diploma di laurea si intende la laurea rilasciata secondo le disposizioni vigenti anteriormente all'attuazione del D.M. n. 509 del 3.11.1999. Per laurea specialistica (LS) si intende quella così definita dal decreto di cui al precedente comma.
2. In applicazione dell'art. 27 del D.Lgs. n. 165/01 e dell'art. 19 del Regolamento Generale di Ateneo per l'accesso alla qualifica di dirigente dell'Università degli Studi di Udine, i candidati, oltre al possesso dei requisiti generali previsti dalla normativa vigente per l'accesso agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche, devono trovarsi in una delle seguenti condizioni soggettive alternative:
a) dipendenti di ruolo delle amministrazioni pubbliche, muniti di diploma di laurea, ovvero muniti di laurea specialistica (LS) nelle classi coerenti con le professionalità da selezionare, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea, o di laurea specialistica (LS). Per coloro che sono entrati nelle predette qualifiche a seguito di corso-concorso, il periodo di effettivo servizio è ridotto a quattro anni;
b) soggetti muniti di diploma di laurea, ovvero muniti di laurea specialistica (LS) nelle classi coerenti con le professionalità da selezionare, in possesso della qualifica dirigenziale in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell'art. 1, comma 2, D. Lgs.vo 30 marzo 2001, n.165, con almeno due anni di effettivo esercizio delle funzioni dirigenziali;
c. soggetti che hanno svolto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni purché in possesso di diploma di laurea o di laurea specialistica (LS);
d. sono altresì ammessi i cittadini italiani, forniti di idoneo titolo di studio universitario che hanno maturato servizio continuativo per almeno quattro anni in enti od organismi internazionali, ed esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea o di laurea specialistica (LS).
3. Tenuto conto delle caratteristiche dell'incarico dirigenziale da ricoprire, si potrà altresì prevedere la partecipazione di candidati in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
a) soggetti muniti di diploma di laurea o di laurea specialistica (LS) nonché di uno dei seguenti titoli: diploma di specializzazione, dottorato di ricerca, o altro titolo post-universitario rilasciato da istituti universitari italiani o esteri, ovvero da primarie istituzioni formative pubbliche o private riconosciute, nelle materie previste dal bando di concorso;
b) soggetti muniti di diploma di laurea o di laurea specialistica (LS) in possesso della qualifica di dirigente in strutture o enti privati, con almeno cinque anni di effettivo esercizio nelle funzioni dirigenziali.
4. Lo svolgimento di funzioni e di incarichi dirigenziali di cui alla lettera b) del precedente comma deve essere comprovato dalla direzione di strutture organizzative complesse, dalla programmazione, dal coordinamento e controllo delle attività degli uffici sottoposti, dalla gestione autonoma di risorse umane, strumentali ed economiche, dalla definizione di obiettivi generali stabiliti dai dirigenti di livello superiore o dagli organi di governo degli Enti di appartenenza del candidato. Le circostanze nelle quali le funzioni di cui sopra sono state esercitate devono essere documentate.

Art. 31 - Graduatoria di merito



1. Al termine della prove di esame la commissione giudicatrice forma la graduatoria di merito secondo l'ordine decrescente del punteggio complessivo, ottenuto seguendo le modalità indicate nel bando di concorso.
2. La graduatoria assieme agli atti del concorso è approvata con decreto rettorale ed ha la durata di mesi 24. L'Università si riserva la facoltà di utilizzare le graduatorie redatte ai sensi della presente disposizione per la copertura di ulteriori posti di qualifica dirigenziale vacanti, nel rispetto dell'equilibrio finanziario e di bilancio e della programmazione triennale del fabbisogno di personale.

Art. 32 - Reclutamento di dirigenti a tempo determinato



1. L'Università può assumere con rapporto di lavoro dirigenziale a tempo determinato persone di particolare e comprovata competenza e qualificazione professionale.
2. In relazione alle caratteristiche proprie dell'incarico da conferire ai sensi del contratti collettivi successivamente all'instaurazione del rapporto di lavoro, la particolare qualificazione professionale dovrà essere comprovata dallo svolgimento di funzioni dirigenziali in organismi ed enti pubblici e privati per almeno cinque anni, ovvero da particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica, desumibile da concrete esperienze di lavoro, dalle capacità professionali dimostrate e dai risultati conseguiti nello svolgimento della precedente attività, ovvero dalla formazione universitaria e post-universitaria.

Art. 33 - Modalità di reclutamento di dirigenti a tempo determinato



1. Il rapporto di lavoro dirigenziale a tempo determinato è di tipo subordinato ed è approvato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del rettore. Il contratto di lavoro deve stabilire l'oggetto dell'incarico dirigenziale, la posizione dirigenziale occupata, la durata ed il trattamento economico regolato sulla base dei contratti collettivi.
2. Le modalità e le procedure per reclutare i dirigenti a tempo determinato sono proposte dal Direttore amministrativo e approvate dal Consiglio di Amministrazione, tenendo conto della natura e delle caratteristiche dell'incarico da conferire e dei programmi da realizzare.


TITOLO IX
NORME COMUNI, FINALI E TRANSITORIE



Art. 34 - Rinvio alla normativa vigente



1. Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento, continuano a trovare applicazione le norme legislative e contrattuali vigenti in materia di accesso agli impieghi nelle Università.

Art. 35 - Abrogazione di norme vigenti



1. Le norme incompatibili con quelle previste dal presente Regolamento non trovano applicazione all'Università.
2. Con l'entrata in vigore del presente Regolamento è abrogato il Regolamento per "L'affidamento di incarichi di lavoro a tempo determinato" emanato con Decreto rettorale n. 232 del 27 marzo 1998, nonché il Regolamento per lo svolgimento dei corsi-concorso, emanato con Decreto rettorale n. 673 del 1 agosto 1997, nonché il Regolamento per la mobilità verticale del personale tecnico amministrativo, approvato con delibera del Consiglio d'Amministrazione del 10.3.98.

Art. 36 - Ambito di applicazione



1. Le norme del presente Regolamento si applicano alle procedure d'accesso del personale dell'intera Università, ivi compreso quelle dell'Azienda Agraria e dell'Azienda Policlinico.

Art. 37 - Natura del presente regolamento



1. Il presente Regolamento ha natura di Regolamento interno d'Ateneo secondo quanto previsto dall'art. 64 dello Statuto e rappresenta strumento di attuazione del Regolamento d'Amministrazione, ai sensi dell'art. 68 del Regolamento Generale d'Ateneo e dell'art. 48 del Regolamento d'Amministrazione.

Art. 38 - Entrata in vigore



1. Il presente Regolamento entra in vigore a partire dal giorno successivo a quello di emanazione con Decreto rettorale.
Aggiornato il 28/06/2005
Credits