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Atti di notifica

Regolamento Generale di Amministrazione Finanza e Contabilità ( in vigore fino al 31.12.2014)

emanato con D.R. n. 596 del 26 giugno 2003

TITOLO I
Finalità e ordinamento
 


 

art. 1 - Generalità



1. Il Regolamento detta i principi e le disposizioni in materia di ordinamento, di procedimenti amministrativi, di competenze e responsabilità, di formazione e gestione dei bilanci, di gestione del patrimonio, dei contratti, del personale e delle strutture, e di procedure di controllo, valide per l’Università degli studi di Udine, di seguito denominata "Università", in base all’articolo 7 della legge 168/1989, istitutiva del Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, di seguito denominato "Ministero", e alle norme dello Statuto d’autonomia dell’Università, di seguito denominato "Statuto", e del Regolamento generale d’Ateneo.

 

art. 2 - Finalità
 


1. Con il presente Regolamento viene data attuazione alle norme dello Statuto e definita una nuova normativa in tema di attività amministrative, contabili e finanziarie che si pone il fine di:

a) dare compiuta attuazione ai principi d’autonomia organizzativa, finanziaria, contabile e negoziale prevista dalla legge 168/1989 e definita dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo, disciplinando le attività amministrative che si pongono a sostegno delle attività didattiche e scientifiche;

b) definire le modalità di acquisizione, distribuzione, utilizzazione e controllo delle risorse finanziarie provenienti dai trasferimenti pubblici e privati, dalle contribuzioni studentesche e dalla vendita di beni e servizi, nell’ambito dell’autonomia finanziaria concessa all’Università ai sensi dell’articolo 5 della legge 537/1993;

c) definire le modalità di governo, di gestione del personale e di controllo delle relative risorse finanziarie in applicazione delle nuove norme in tema di dotazioni organiche previste dall’articolo 5 della legge 537/1993;

d) recepire le disposizioni previste dal decreto legislativo 29/1993 in tema di organizzazione delle amministrazioni pubbliche, di nuova disciplina del pubblico impiego e di rapporti di lavoro, direttamente applicabili all’Università;

e) adeguare le disposizioni previste dal titolo II, capo II, del decreto legislativo 29/1993 in tema di dirigenza pubblica, alle peculiarità dell’istituzione universitaria intesa come Amministrazione pubblica dotata di personalità giuridica, autogovernata, articolata in unità interne a loro volta autogovernate quali le facoltà e i dipartimenti, finalizzata alla produzione di servizi didattici e scientifici la cui gestione è esclusa dalle attribuzioni della dirigenza amministrativa;

f) introdurre elementi di flessibilità e di efficienza che consentano all’Università di ricercare in misura crescente sul mercato risorse per il proprio funzionamento e sviluppo.

 

art. 3 - Principi generali



1. Il presente Regolamento disciplina le attività amministrative, finanziarie e contabili dell’Università nel rispetto dei seguenti principi generali:

a) legalità e pubblicità degli atti e trasparenza delle procedure;

b) individuazione delle competenze e delle responsabilità;

c) annualità, unità, universalità, integrità, specificazione e pubblicità dei bilanci;

d) equilibrio tra entrate e spese;

e) rispetto dei vincoli di destinazione dei finanziamenti stabiliti dall’erogante;

f) autonomia finanziaria e di bilancio delle strutture di ricerca;

g) preferenza per procedure di selezione pubblica dei contraenti;

h) controllo della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza della gestione;

i) flessibilità nell’utilizzo delle risorse.

 

art. 4 - Organizzazione dell’Amministrazione universitaria



1. Le attività di supporto a quelle istituzionali sono articolate in unità organizzative definite con apposito atto di organizzazione denominato "Ordinamento degli uffici e dei servizi" assunto dal Rettore su proposta del Direttore amministrativo, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1460/1955, previa informazione ed esame congiunto con le rappresentanze sindacali dell’Università, ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 29/1993 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. L’Ordinamento degli uffici e dei servizi viene pubblicato integralmente nell’Albo ufficiale dell’Università ogni qual volta venga aggiornato e contiene la loro denominazione, la specificazione delle relative competenze e ogni altra informazione necessaria per individuare le responsabilità connesse alla gestione dei servizi.
 

art. 5 - Strutture dell’Università

 


1. Le strutture dell’Università sono classificate in:

a) centri di gestione speciali;

b) centri di gestione ordinari;

c) centri di spesa.

2. Sono centri di gestione speciali l’Amministrazione centrale, l’Azienda Policlinico e l’Azienda agraria.

3. Sono centri di gestione ordinari le strutture cui sia stata attribuita autonomia di bilancio ai sensi dell’articolo 57 dello Statuto. Essi sono costituiti dai dipartimenti e dalle strutture cui sia stata attribuita la qualifica di Centro di gestione con delibera del Consiglio d’amministrazione.

4. Sono centri di spesa le strutture dotate d’autonomia di spesa ma non di bilancio, definite tali dall’articolo 58 dello Statuto. Essi sono costituiti dalle facoltà e dalle strutture cui sia stata attribuita la qualifica di Centro di spesa dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 6 - Rapporti esterni



1. L’Università ha personalità giuridica pubblica che le consente piena capacità di agire nei rapporti con terzi.

2. L’Università agisce con autonomia negoziale e può acquistare ed alienare beni immobili, accettare donazioni o eredità e conseguire legati senza autorizzazione da parte di organi o di enti esterni nonché utilizzare le proprie entrate senza alcun vincolo di destinazione che non sia espressamente stabilito dalla legge o concordato con gli enti finanziatori o con i soggetti interessati.

3. L’applicazione all’Università dei principi e delle norme in tema di procedimenti amministrativi e di diritto d’accesso ai documenti, previsti dalla legge 241/1990 e successive modificazioni ed integrazioni e dal presente Regolamento, è disciplinata da apposito regolamento interno d’attuazione approvato dal Consiglio d’amministrazione, sentito il Senato accademico.

4. La rappresentanza legale dell’Università è attribuita al Rettore ed è disciplinata dagli articoli 23 e 73 del Regolamento generale d’Ateneo.



 

TITOLO II
Procedimenti amministrativi



 

art. 7 - Procedimenti amministrativi



1. La gestione dei servizi si attua mediante procedimenti progressivamente ordinati nelle fasi dell’impulso e dell’iniziativa, del contenuto e delle modalità, della sequenza e pubblicità, del controllo procedurale e della valutazione dei risultati.

2. L’impulso e l’iniziativa sono determinati dalla legge e dall’ordinamento universitario, dalle richieste dei soggetti interessati, dalla necessità di tutelare la salute e l’integrità delle persone e di salvaguardare il patrimonio dell’Università, nonché dalle deliberazioni degli organi di governo dell’Università che stabiliscono, anche su proposta degli organi di gestione, gli obiettivi da perseguire ed i programmi da realizzare e le risorse assegnate.

3. Il contenuto e le modalità dei procedimenti sono stabiliti dalla legge e dall’ordinamento universitario nonché, ove necessario ed opportuno, disciplinati specificatamente dal Direttore amministrativo o, limitatamente alle peculiarità ed esigenze delle singole unità, dai rispettivi responsabili.

4. Il funzionario preposto all’ufficio è responsabile della realizzazione dei relativi procedimenti per l’intera sequenza che ha inizio con atti o fatti che vi danno impulso e si conclude con l’adozione e notificazione del provvedimento finale.

5. I dirigenti e i dirigenti vicari competenti per materia sono responsabili del controllo ispettivo sui documenti riguardanti l’intera sequenza procedimentale, contestualmente o successivamente all’adozione dei provvedimenti, sottoscrivendoli unitamente ai funzionari ove previsto.

 

art. 8 - Diritto d’accesso ai documenti amministrativi



1. L’Università non detiene documenti segreti e, al fine di assicurare la trasparenza e l’imparzialità della gestione, gli interessati hanno diritto d’accesso ai documenti prodotti o utilizzati nel corso dei procedimenti.

2. I limiti al diritto d’accesso sono quelli definiti dal regolamento interno d’attuazione della legge 241/1990 e quelli previamente deliberati dal Consiglio d’amministrazione per esigenze particolari.

 

art. 9 - Controllo di gestione amministrativa



1. Il controllo generale sulla legalità, imparzialità, speditezza ed economicità dei procedimenti, e la verifica dei risultati e delle risorse impiegate, è esercitato dal Direttore amministrativo, coadiuvato per gli aspetti peculiari dai responsabili delle singole unità. A tal fine il Direttore amministrativo adotta le misure idonee a consentire l’analisi dei costi e dei rendimenti della gestione dei servizi, utilizzandone le informazioni per emanare le opportune disposizioni sui criteri e sulle modalità di funzionamento degli uffici.


 

TITOLO III
Responsabilità



 

art. 10 - Direttore amministrativo



1. Il Direttore amministrativo è responsabile della legittimità delle determinazioni degli organi di governo, degli atti e dei provvedimenti dell’Amministrazione universitaria, ed è a capo degli uffici dell’Amministrazione centrale, di cui garantisce il funzionamento, ed esercita una generale funzione di indirizzo, direzione e controllo del personale tecnico–amministrativo in esecuzione delle direttive generali del Rettore e delle delibere del Consiglio d’amministrazione e del Senato accademico.

2. Su ogni proposta di deliberazione degli organi collegiali dell’Ateneo dei quali è componente il Direttore amministrativo, egli esprime il relativo parere di legittimità che viene inserito nella deliberazione.

3. Il Direttore amministrativo appone il visto di legittimità sui decreti rettorali, che non riguardino la sua persona, il suo incarico e le sue funzioni.

4. Il Direttore amministrativo esercita comunque il riscontro di legittimità su tutti gli atti dell’Amministrazione e risponde dell’osservanza delle norme legislative, statutarie e regolamentari. Il Direttore amministrativo è tenuto, ai sensi della vigente normativa, a dare esecuzione agli atti adottati dagli organi di governo.

5. Il Direttore amministrativo è sovraordinato agli altri dirigenti preposti agli uffici e risponde del loro operato al Rettore e agli altri organi di governo, con esclusione dell’Azienda autonoma Policlinico universitario.

6. Il Direttore amministrativo esercita in particolare le seguenti attribuzioni:

a) coordina l’attività degli altri dirigenti, cui affida specifici compiti e le risorse necessarie al loro espletamento, esercitando poteri di sostituzione nel caso di inerzia degli stessi;

b) formula proposte al Rettore ai fini dell’elaborazione di programmi, di direttive, di schemi di provvedimenti di competenza rettorale;

c) cura l’attuazione dei programmi definiti dal Rettore e a tal fine adotta i progetti la cui gestione è attribuita ai dirigenti, indicando le risorse finanziarie, tecniche e di personale necessarie alla loro realizzazione di cui chiedere l’assegnazione da parte del Consiglio d’amministrazione;

d) esercita autonomi poteri di spesa nei limiti dei capitoli o della quota–parte dei capitoli di bilancio assegnati dal Rettore, nell’ambito dei limiti di oggetto e di valore definiti dal Consiglio d’amministrazione;

e) adotta gli atti di gestione del personale assegnato all’Amministrazione centrale e alle altre strutture, con esclusione del Policlinico, salvo i provvedimenti d’assegnazione di posti alle strutture, di nomina, di inquadramento e di trasferimento, da adottarsi con decreto del Rettore ai sensi dell’articolo 68 dello Statuto;

f) provvede all’attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale, nel rispetto di quanto stabilito dai contratti collettivi per il personale di cui all’articolo 2, comma secondo del decreto legislativo 29/1993;

g) stipula convenzioni e contratti che non riguardino la gestione della ricerca e dell’insegnamento ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 29/1993 e superino i limiti di oggetto e di valore definiti per le altre strutture dal Consiglio d’amministrazione ai sensi dell’articolo 16, comma secondo, lettera c), dello Statuto; i contratti che superino i limiti di valore definiti dal Consiglio d’amministrazione devono essere approvati nei loro contenuti fondamentali dal Consiglio stesso, ai sensi dell’articolo 16, comma secondo, lettera n), dello Statuto;

h) cura la definizione e l’adeguamento dell’orario di servizio e di apertura al pubblico, nell’ambito delle normative di legge e delle direttive del Rettore e del Consiglio d’amministrazione;

i) definisce l’articolazione dell’orario contrattuale di lavoro, previo esame con le organizzazioni sindacali secondo la normativa vigente;

l) cura la verifica periodica del carico di lavoro e della produttività degli uffici, sentite le organizzazioni sindacali secondo la normativa vigente;

m) cura la verifica del carico di lavoro e della produttività per i singoli dipendenti e l’adozione delle iniziative nei confronti del personale, ivi comprese, in caso di insufficiente rendimento o per situazioni di esubero, le iniziative per il trasferimento ad altro ufficio, da eseguirsi direttamente nell’ambito degli uffici dell’Amministrazione centrale, o per il collocamento in mobilità, nel rispetto della normativa e dei regolamenti interni vigenti in materia di mobilità;

n) attribuisce mansioni superiori ai dipendenti nei casi previsti dalla legislazione vigente;

o) garantisce l’adozione di procedure amministrative, contabili e informative uniformi negli uffici dell’Amministrazione centrale e delle altre strutture dell’Università, nel rispetto dell’autonomia delle strutture, delle norme regolamentari, delle determinazioni e delle direttive generali emanate dagli organi di governo;

p) sovrintende alla predisposizione tecnico–contabile dei bilanci finanziari e delle situazioni patrimoniali, previsionali e consuntive delle strutture interne dell’Università e delle relative variazioni e dispone, altresì, dopo le approvazioni da parte degli organi di governo, l’esecutività degli adempimenti connessi.

7. L’incarico di Direttore amministrativo è conferito per una durata non superiore a tre anni ed è rinnovabile. L’incarico è attribuito dal Consiglio d’amministrazione, su proposta motivata del Rettore, a un dirigente dell’Università ovvero, previo nulla–osta dell’amministrazione di provenienza, a dirigenti di altra sede universitaria o di altro ente, ai sensi dell’articolo 10, comma quinto, dello Statuto. L’incarico è attribuito con decreto del Rettore. Nel caso d’adozione dei provvedimenti di cui al comma ottavo del presente articolo, all'articolo 21, comma secondo del decreto legislativo 165/2001, le funzioni di Direttore amministrativo vengono attribuite ad altro dirigente.

8. In caso di momentaneo impedimento o di assenza temporanea del Direttore amministrativo, lo sostituisce a tutti gli effetti e nei limiti delle deleghe da lui ricevute il Direttore amministrativo vicario, che sottoscrive gli atti in nome e per conto dello stesso. Il Direttore amministrativo vicario, i dirigenti e altri funzionari possono essere delegati a compiere in nome proprio funzioni e compiti particolari.

9. Il Direttore amministrativo è responsabile del risultato dell’attività svolta dagli uffici dell’Amministrazione centrale. Entro il mese di gennaio di ogni anno il Direttore amministrativo presenta al Rettore una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente che sarà sottoposta al giudizio del Nucleo di valutazione.

 

art. 11 - Dirigenti



1. Ai dirigenti, che operano nella collocazione gerarchica e funzionale stabilita dal vigente Ordinamento degli uffici, competono:

a) la direzione e il coordinamento degli uffici loro affidati dal Consiglio d’amministrazione;

b) autonomi poteri di spesa nell’ambito delle risorse finanziarie poste a disposizione secondo i limiti di oggetto e di valore determinati dal Consiglio d’amministrazione;

c) la definizione delle procedure d’applicazione delle norme dello Statuto e dei regolamenti generali e interni e la verifica di uniformità.

2. Ai dirigenti si applicano le norme in tema di competenze, funzioni e valutazione previste dall’articolo 19 del Regolamento generale d’Ateneo.

3. I dirigenti sono responsabili del risultato dell’attività svolta dagli uffici a essi attribuiti. Entro il mese di gennaio di ogni anno essi presentano al Direttore amministrativo una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente che sarà sottoposta al giudizio del Nucleo di valutazione.

 

art. 12 - Responsabili di procedimento



1. I responsabili di procedimento, ai sensi dell’articolo 6 della lege 241/1990, sono il Direttore amministrativo, i dirigenti e i responsabili delle singole unità. Le competenze delle singole unità in ordine all’istruttoria dei procedimenti sono determinate con decreto rettorale su proposta del Direttore amministrativo e i responsabili di procedimento sono individuati dal Direttore amministrativo nella qualifica più elevata presente nell’unità.

2. Sono inoltre responsabili di procedimento ai sensi degli articoli 5 e 6 della legge 241/90 nella gestione della didattica e della ricerca i presidi, i presidenti dei consigli dei corsi di laurea o dei corsi di diploma, i direttori delle scuole di specializzazione, i direttori di dipartimento e degli altri centri di gestione o di spesa, i direttori dei corsi di perfezionamento, i coordinatori dei dottorati di ricerca.

3. I responsabili di procedimento sono tenuti a compiere le operazioni e gli atti di propria competenza e a sovrintendere e vigilare sulla loro esecuzione.

4. Tutti i documenti riguardanti i procedimenti devono essere protocollati; la data del protocollo, apposta dall’Ufficio protocollo, costituisce prova certa della data di emissione o ricezione.
 

art. 13 - Pubblici ufficiali



1. Ai fini dell’individuazione delle responsabilità civili, penali e amministrativo–contabili previste dalla legge, per le operazioni e per gli atti compiuti nell’esercizio delle rispettive competenze, sono considerati pubblici ufficiali nell’ambito dell’Università:

a) i componenti di tutti gli organi, previsti dallo Statuto e dai regolamenti, sia individuali che collegiali, ivi compresi quelli delle strutture amministrative;

b) i docenti, i ricercatori ed il personale tecnico–amministrativo dell’Università nell’esercizio delle rispettive competenze.
 

art. 14 - Responsabili di progetto



1. Il Rettore o il Direttore amministrativo o il Direttore di un centro di gestione o di spesa possono nominare, con provvedimento motivato, un responsabile per la realizzazione di determinati progetti di particolare complessità, valore o urgenza, individuati nelle loro caratteristiche, portata e tempi d’attuazione .
2. Il Responsabile di progetto, utilizzando eventualmente le risorse della struttura d’appartenenza, cura i rapporti con le persone e le strutture coinvolte e vigila su tutte le fasi del progetto, e segnala eventuali difformità tra la fase progettuale e quella esecutiva.

3. Il Consiglio d’amministrazione o il Consiglio del Centro di gestione o di spesa possono destinare alla struttura d’appartenenza del Responsabile di progetto un contributo di funzionamento o di ricerca in relazione all’impegno assunto e ai risultati conseguiti.



 

TITOLO IV
Struttura, formazione e adozione dei bilanci
 



 

art. 15 - Principi generali



1. Nel rispetto dei principi generali dell’Ordinamento contabile dello Stato, i bilanci delle strutture dell’Università, di cui all’articolo 5, osservano i principi di unità, integrità, specializzazione, equilibrio tra le entrate e le spese, economicità, esclusione di gestione di fondi al di fuori del bilancio.

2. L’unità temporale della gestione è l’esercizio finanziario, che inizia il primo gennaio e termina il trentuno dicembre dello stesso anno.

3. Il sistema dei bilanci dell’Università prevede:

a) un bilancio annuale finanziario preventivo;

b) un bilancio annuale finanziario consuntivo;

c) un rendiconto annuale economico;

d) un bilancio triennale.

4. I bilanci sono redatti in lire, con esposizione dei dati in euro laddove prescritto, sino al passaggio totale all’euro secondo la normativa vigente.

 

art. 16 - Struttura del Bilancio finanziario preventivo generale



1. Il Bilancio finanziario preventivo generale dell’Università è unico ed è redatto in termini di competenza.Esso accoglie il complesso di tutti i flussi finanziari, positivi e negativi, da e nei confronti di economie terze, unitamente ai flussi interni previsti per effetto della gestione dei centri di gestione ordinari dell’Università e tenuto conto delle entrate e delle spese derivanti dalle previsioni di gestione dell’Azienda Policlinico e dell’Azienda agraria.
2. Il suddetto Bilancio si compone di un preventivo generale delle entrate, di un preventivo generale delle uscite, di una situazione amministrativa consolidata e di un quadro riassuntivo che rileva i risultati differenziali. Esso comprende i bilanci dell’Amministrazione centrale e dei centri di gestione ordinari.

3. Il preventivo delle entrate indica le risorse disponibili nel corso dell’esercizio. Le entrate sono ordinate in titoli, strutture, categorie e capitoli, in relazione, rispettivamente, alla fonte di provenienza, alla struttura presso la quale si manifesta l’entrata, alla tipologia e all’oggetto dell’entrata.

4. Il preventivo delle uscite autorizza l’effettuazione di spese, limitandone il relativo ammontare in relazione a ciascun capitolo. Le uscite sono ordinate allo stesso modo delle entrate.

 

art. 17 - Bilancio preventivo dei centri di gestione speciali



1. Il Bilancio finanziario preventivo del Centro di gestione speciale dell’Amministrazione centrale è redatto in termini di competenza nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 22. In esso sono comprese anche le entrate e le uscite delle strutture senza autonomia di bilancio. A esso è allegata la situazione amministrativa presunta dell’anno in corso.

2. I bilanci preventivi dei centri di gestione speciale costituiti dall’Azienda Policlinico e dall’Azienda agraria sono redatti in conformità a quanto previsto dagli articoli 89 e 90 del presente Regolamento.

 

art. 18 - Bilanci preventivi dei centri di gestione ordinari



1. I bilanci finanziari preventivi dei centri di gestione ordinari sono redatti in termini di competenza. A essi sono allegate le situazioni amministrative presunte alla fine dell’esercizio.

2. Ogni centro di gestione ordinario, nell’ambito dello schema strutturale previsto dal presente Regolamento, può introdurre, in rapporto alle proprie esigenze gestionali, classificazioni di maggior dettaglio sia per le entrate che per le spese in termini di articoli ed eventuali sottoarticoli.

 

art. 19 - Vincoli al Bilancio finanziario preventivo



1. In attuazione del principio di equilibrio tra entrate e spese e del principio di economicità, il Bilancio finanziario preventivo osserva i seguenti vincoli:

a) vincolo globale di competenza, in virtù del quale gli stanziamenti di spesa di competenza dell’esercizio eventualmente assommati al disavanzo presunto di amministrazione non possono essere complessivamente superiori agli stanziamenti in entrata di competenza dell’esercizio stesso, eventualmente incrementati dall’applicazione dell’avanzo presunto d’amministrazione;

b) vincolo globale di situazione economica, in virtù del quale gli stanziamenti di spesa corrente, aumentati degli stanziamenti relativi alle quote di capitale delle rate d’ammortamento dei mutui fatta eccezione di quelli di cui all’articolo 43, comma terzo, non possono essere superiori al totale delle previsioni delle entrate correnti.

2. Per i centri di gestione ordinari il vincolo di situazione economica opera considerando in luogo delle quote di capitale d’ammortamento dei mutui le somme da restituire al Centro di gestione speciale dell’Amministrazione centrale in quanto concesse agli stessi a titolo di anticipazione.

 

art. 20 - Applicazione del risultato d’amministrazione



1. L’avanzo dell’esercizio precedente dell’Amministrazione centrale, determinato da una eccedenza del fondo di cassa e dei residui attivi sui residui passivi, può essere utilizzato in quanto non soggetto a vincoli e nei limiti di quanto definitivamente accertato, solamente dopo l’approvazione del Bilancio finanziario consuntivo, unicamente per finanziare spese nel seguente ordine di priorità:
a) interventi correnti soltanto ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio, che comunque non comportino oneri sugli esercizi futuri;

b) interventi in conto capitale.

2. L’eventuale disavanzo d’amministrazione, determinato da una eccedenza dei residui passivi sul fondo di cassa e sui residui attivi, deve essere obbligatoriamente applicato al bilancio se evidenziato nella situazione amministrativa precedente e ripianato nell’esercizio cui il bilancio di previsione di riferisce e comunque inderogabilmente nei primi due immediatamente successivi, con mezzi correnti di bilancio ovvero con mezzi provenienti da alienazioni patrimoniali.

3. L’avanzo di amministrazione di ciascuno dei centri di gestione ordinari può essere applicato nei rispettivi bilanci, in quanto non soggetto a vincoli, a integrazione delle entrate dell’esercizio unicamente per finanziare spese che non comportino oneri sugli esercizi futuri. In caso di disavanzo, da applicarsi obbligatoriamente al bilancio secondo quanto previsto al comma precedente, i centri di gestione ordinari sono obbligati a predisporre un piano di abbattimento, non superiore a un triennio, al cui rispetto sono tenuti gli organi delle strutture.

4. È vietato il ricorso all’indebitamento per il ripiano del disavanzo.

 

art. 21 - Approvazione del Bilancio finanziario preventivo generale



1. Entro il 31 ottobre di ogni anno, i centri di gestione ordinari trasmettono all’Amministrazione centrale il proprio Bilancio finanziario preventivo, unitamente alla situazione amministrativa presunta per l’esercizio in corso.
2. Il Rettore definisce i criteri ed emana le direttive sulla cui base gli uffici competenti, di concerto con il Direttore amministrativo, predispongono il progetto di bilancio e i documenti a esso allegati, tenendo conto dei dati comunicati dai centri di gestione ordinari, delle linee programmatiche indicate dal Senato accademico e dal Consiglio degli studenti, nonché dell’andamento della gestione in corso dell’Amministrazione centrale.

3. Il bilancio dell’Azienda Policlinico e dell’Azienda agraria sono approvati dai rispettivi consigli e inviati, entro il 15 novembre, all’Università che provvederà ad approvarli e ad allegarli al proprio bilancio finanziario preventivo generale.

4. Il progetto di bilancio è accompagnato dalla relazione tecnico–amministrativa predisposta dal Direttore amministrativo.

5. Il progetto di bilancio e la relazione tecnico–amministrativa sono trasmessi al Collegio di revisione entro il 30 novembre.

6. Entro il 15 dicembre il Consiglio d’amministrazione, sentito il Senato accademico, vista la relazione del Collegio dei revisori dei conti, approva:

a) il Bilancio finanziario preventivo generale, corredato dagli allegati;

b) la relazione tecnico–amministrativa sul progetto di bilancio.

7. In caso di ritardata approvazione i centri di gestione possono impegnare mensilmente non più di un dodicesimo dell’importo iscritto in ciascun capitolo del bilancio dell’esercizio precedente. Non sono soggette a limitazioni le spese tassativamente regolate dalla legge o quelle non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi, nonché le spese necessarie a evitare danni patrimoniali certi e gravi. La sussistenza del requisito del danno patrimoniale e dell’obbligo ad assolvere la spesa in forza di tassativa disposizione di legge deve risultare specificatamente nel contesto dei provvedimenti amministrativi.

 

art. 22 - Formazione del Bilancio finanziario preventivo generale



1. Il Bilancio finanziario preventivo generale viene predisposto sulla base anche della documentazione fornita dal Sistema informativo d’Ateneo e dei criteri di seguito indicati.

2. Le entrate per trasferimenti ministeriali per funzionamento sono iscritte in bilancio per un importo pari a quello dell’esercizio precedente, in assenza di comunicazioni o disposizioni di legge che consentano di definire in altro modo l’entità di tali trasferimenti.

3. Le entrate ministeriali per investimento e sviluppo vengono iscritte per un importo nullo, a meno che non siano disponibili al riguardo comunicazioni o disposizioni che consentano di definire altrimenti tali importi.

4. Le entrate da tasse e contribuzioni studentesche vengono stimate prudenzialmente sulla base del numero degli iscritti, del regime contributivo adottato e delle agevolazioni prevedibili.

5. Le altre entrate correnti sono iscritte a bilancio secondo il criterio della massima prudenza e comunque in entità non superiore a quella del precedente esercizio salvo specifica comunicazione.

6. In sede di predisposizione dello stato di previsione della spesa dovrà essere tenuto conto innanzitutto delle spese obbligatorie e quindi delle spese discrezionali, la cui entità viene giustificata nella relazione tecnico–amministrativa al bilancio.

7. Sono obbligatorie le spese derivanti da disposizioni legislative, da vincoli contrattuali o da esigenze istituzionali di cadenza continuativa. Esse vengono determinate e iscritte in bilancio sulla base delle obbligazioni precedentemente assunte e dei connessi automatismi di crescita.

8. Le spese discrezionali vengono determinate e iscritte in bilancio nei limiti delle risorse disponibili sulla base:

a) di una valutazione, di carattere parametrico, dei fabbisogni per destinazioni e strutture;

b) di una comparazione con le disponibilità registrate nell’esercizio precedente per le medesime destinazioni;

c) di un utilizzo degli eventuali scostamenti per l’attuazione di operazioni di riequilibrio;

d) di un confronto con le richieste di finanziamento delle strutture.

 

art. 23 - Piano esecutivo di gestione



1. In attuazione del Bilancio finanziario preventivo, approvato dal Consiglio d’amministrazione, il Rettore, di concerto con il Direttore amministrativo, definisce prima dell’inizio dell’esercizio il Piano esecutivo di gestione in cui:

a) sono definiti gli obiettivi e i programmi da realizzare nell’esercizio;

b) vengono determinate le risorse necessarie al perseguimento degli obiettivi e dei programmi individuate in termini di capitoli;

c) sono individuati i capitoli riguardanti attività di gestione e in quanto tali affidati alla gestione dei dirigenti nell’ambito dei loro poteri;

d) sono individuati gli uffici cui è data in carico la gestione amministrativa di ciascun capitolo.

2. Il piano esecutivo di gestione è approvato con decreto rettorale così come le eventuali variazioni allo stesso e viene trasmesso al Nucleo di valutazione.

3. Il Direttore amministrativo e i dirigenti sono direttamente e personalmente responsabili del raggiungimento degli obiettivi e del corretto ed economico utilizzo dei fondi assegnati, nel rispetto del principio di legalità. I medesimi vengono valutati dal Nucleo di valutazione su tali parametri.

 

art. 24 - Variazioni e storni di bilancio



1. Quando eventi sopravvenuti in corso di esercizio rendano necessario modificare le iniziali previsioni di entrata e di spesa del Bilancio preventivo finanziario, il Consiglio d’amministrazione o i consigli dei centri di gestione per la parte di loro spettanza adottano, entro e non oltre il 31 ottobre dell’esercizio, con motivata delibera le conseguenti variazioni alle dotazioni di competenza del Bilancio preventivo finanziario.
2. Solo nei casi di necessità e di urgenza, adeguatamente motivati, le variazioni di competenza del Consiglio possono essere disposte, anche dopo la data del 31 ottobre, con decreto del Rettore o del Direttore del Centro di gestione da sottoporsi a ratifica da parte degli organi competenti.

3. Le variazioni al bilancio annuale di previsione dell’Amministrazione centrale vanno comunicate al Collegio dei revisori dei conti.

4. Per le variazioni in ogni caso vincolate e finalizzate si procederà con atti disposti dai responsabili amministrativi dei centri di gestione, trasmessi per conoscenza all’Amministrazione centrale.

5. L’Organo collegiale della struttura definisce i limiti di oggetto e di valore di competenza di ogni responsabile delle variazioni di cui al comma precedente.

6. Gli storni di fondi si operano, con le stesse procedure delle variazioni di bilancio, mediante trasferimento di somme da stanziamenti che presentano disponibilità eccedenti le esigenze dell’esercizio per provvedere a integrare dotazioni presuntivamente deficitarie in relazione alle effettive necessità, per spese che abbiano carattere di indifferibilità.

7. Sono vietati gli storni tra stanziamenti finanziati con entrate straordinarie o con vincoli di destinazione e stanziamenti di spesa corrente; da stanziamenti per spese finanziate con entrate in conto capitale a stanziamenti per spese correnti o per rimborso di prestiti nonché dai capitoli inscritti nelle partite di giro ad altre parti del bilancio.

 

art. 25 - Assestamento del Bilancio finanziario preventivo generale



1. Sulla base delle risultanze del Bilancio finanziario consuntivo, dei risultati della gestione in corso, delle variazioni di bilancio già adottate dai centri di gestione, delle esigenze riguardanti il restante periodo dell’esercizio e delle più aggiornate previsioni d’entrata, il Bilancio finanziario preventivo generale è assestato al 30 settembre.
2. A tal fine i centri di gestione ordinari inviano all’Amministrazione centrale il bilancio di previsione assestato a tale data.

3. Il Consiglio d’amministrazione approva l’assestamento del bilancio entro il 31 ottobre, anche accertando la salvaguardia degli equilibri di bilancio.


 

TITOLO V
Bilanci finanziari consuntivi



 

art. 26 - Bilancio finanziario consuntivo generale



1. Il Bilancio finanziario consuntivo generale comprende le risultanze dei rendiconti delle entrate e delle uscite dell’Amministrazione Centrale, separatamente predisposto entro il 30 aprile e composto dei documenti di cui al successivo terzo comma, e dei centri di gestione ordinari, al netto dei movimenti finanziari interni.

2. I bilanci dell’Azienda Policlinico e dell’Azienda agraria sono approvati dai rispettivi organi collegiali ed inviati, entro il 15 maggio, all’Università che provvederà ad approvarli e allegarli al proprio Bilancio finanziario consuntivo generale.

3. Costituiscono parte integrante del Bilancio finanziario consuntivo generale, oltre a quelli previsti al secondo comma, i seguenti allegati:

a) la situazione amministrativa consolidata, che determina l’avanzo o il disavanzo di amministrazione;

b) la situazione patrimoniale, che individua e valuta le attività e le passività quali risultano all’inizio e al termine dell’esercizio;

c) il quadro riassuntivo delle entrate e delle spese e dei risultati differenziali della gestione;

d) un prospetto del flusso di liquidità registrato nell’esercizio.

4. Il Bilancio finanziario consuntivo generale è accompagnato dalle relazioni del Rettore, del Direttore amministrativo, del Nucleo di valutazione, del Collegio dei revisori dei conti.

5. La relazione del Rettore illustra l’andamento della gestione finanziaria e patrimoniale generale dell’Università e i fatti economicamente rilevanti verificatisi nell’ambito dell’esercizio, anche in riferimento al personale.

6. La relazione del Direttore amministrativo illustra i risultati della gestione dei servizi dell’Amministrazione centrale e il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati dal piano esecutivo di gestione.

7. La relazione del Nucleo di valutazione illustra i risultati della gestione con particolare riferimento alla produttività delle attività di ricerca e di didattica.

8. La relazione del Collegio dei revisori dei conti illustra i risultati delle verifiche operate dal Collegio stesso.

9. Il Bilancio finanziario consuntivo generale è predisposto dai competenti uffici di concerto con il Direttore amministrativo entro il 15 maggio, è tempestivamente rimesso agli organi di cui ai commi settimo e ottavo unitamente alle relazioni di cui ai commi quinto e sesto, ed è deliberato dal Consiglio d’amministrazione entro il 30 giugno.

 

art. 27 - Bilanci finanziari consuntivi dei centri di gestione ordinari



1. I bilanci finanziari consuntivi dei centri di gestione ordinari si compongono dei seguenti documenti:
a) il rendiconto delle entrate e delle uscite;

b) la situazione patrimoniale;

c) la situazione amministrativa alla chiusura dell’esercizio.

2. Al Bilancio finanziario consuntivo è allegata una relazione del Direttore del Centro in cui sono evidenziati i risultati generali della gestione del bilancio.

3. Il Bilancio finanziario consuntivo viene predisposto dal Segretario amministrativo del Centro di concerto con il Direttore, è approvato dal Consiglio e trasmesso all’Amministrazione entro il mese di marzo, affinché possa essere integrato nel Bilancio finanziario consuntivo generale dell’Università.


 

TITOLO VI
Altri bilanci dell’Università
 



 

art. 28 - Sistema di contabilità economica



1. L’Amministrazione centrale adotta un sistema di contabilità economica che integra le informazioni rese dalla contabilità finanziaria ai fini del controllo direzionale.

2. L’Amministrazione centrale adotta altresì metodologie di stima e analisi dei costi al fine di pervenire alla definizione di indicatori di ripartizione tra i vari elementi di costo e della loro attribuzione alle differenti attività istituzionali.

3. Il sistema di contabilità economica si estende a tutti i centri di gestione al fine di realizzare una valutazione delle attività istituzionali secondo i costi sostenuti e i rendimenti conseguiti.

 

art. 29 - Rendiconto economico generale



1. Il rendiconto economico generale viene predisposto dai competenti uffici dell’Amministrazione centrale e, mediante il trattamento dei dati finanziari e patrimoniali, evidenzia i componenti economici positivi e negativi dell’attività dell’Amministrazione centrale e dei centri di gestione ordinari e rileva il risultato economico dell’esercizio.

2. Ai fini di cui al precedente comma, i dati finanziari e patrimoniali sono trattati anche in ordine al centro di costo, alla natura del costo, alla funzione e alla competenza temporale.

3. I componenti economici positivi e negativi non registrabili in contabilità finanziaria e patrimoniale formano oggetto di rilevazione in contabilità economica al verificarsi dell’evento che li ha determinati. A chiusura dell’esercizio si provvede alla rilevazione degli ulteriori componenti economici necessari alla redazione del conto economico e del prospetto di conciliazione.

4 Il rendiconto economico generale viene allegato al bilancio finanziario consuntivo generale quale documento informativo

 

art. 30 - Bilancio triennale



1. Il Consiglio d’amministrazione dell’Università approva, contestualmente al Bilancio finanziario preventivo generale, un bilancio di previsione triennale articolato per categorie che non ha valenza autorizzativa, in quanto la sua funzione prevalente è quella della programmazione delle tendenze per grandi settori di attività.
2. Esso viene aggiornato annualmente nel rispetto del principio di equilibrio tra entrate e spese sulla base delle linee programmatiche indicate dal Rettore e dal Senato accademico e delle necessità segnalate dai centri di gestione.

3. Gli stanziamenti del primo anno del bilancio triennale coincidono con quelli del bilancio di previsione annuale di competenza al netto delle partite di giro.


 

TITOLO VII
Gestione dei bilanci di competenza
 



 

art. 31 - Gestione delle entrate



1. La gestione delle entrate avviene attraverso le seguenti fasi:

a) accertamento;

b) riscossione;

c) versamento.

 

art. 32 - Accertamento



1. L’accertamento dell’entrata avviene quando, sulla base di idonea documentazione, sia acquisita l’identità del debitore e l’entità del credito.

2. L’accertamento viene eseguito mediante iscrizione nel corrispondente capitolo di bilancio dell’ammontare del credito che viene a giuridica scadenza entro l’anno.

3. L’accertamento di entrate in eccedenza allo stanziamento dà luogo a una variazione di bilancio da approvarsi nelle forme previste dal presente regolamento.

4. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio costituiscono residui attivi che sono compresi tra le attività della situazione patrimoniale. Il riaccertamento di residui attivi è eventualmente da eseguirsi entro la data di approvazione del bilancio finanziario consuntivo o contestualmente a esso ed è deliberato dagli organi competenti.

 

art. 33 - Riscossione



Le entrate dell’Università sono riscosse dall’istituto cassiere mediante reversali di incasso sottoscritte dal direttore amministrativo e dal responsabile del servizio competente per l’amministrazione centrale e dal direttore e dal segretario amministrativo per il centro di gestione ordinario o da chi legittimamente li sostituisce.

 

art. 34 - Versamento



1. Le entrate riscosse da ente diverso dall’istituto cassiere sono tempestivamente versate allo stesso nei termini e nei modi stabiliti dalle disposizioni vigenti.
2. Le entrate riscosse dall’Università per conto di altri enti vengono tempestivamente versate al cassiere dell’altro ente nei termini e nei modi stabiliti da disposizioni di legge o di apposite convenzioni.

 

art. 35 - Vigilanza sulla gestione delle entrate



1. Il responsabile del procedimento con il quale viene accertata l’entrata è tenuto a curare, anche a seguito di segnalazione dei servizi di ragioneria generale, che l’accertamento e la riscossione delle entrate trovino puntuale, tempestivo e integrale riscontro nella gestione.
2. La vigilanza sulla riscossione delle entrate è attribuita al Direttore amministrativo.

 

art. 36 - Gestione delle spese



1. La gestione delle spese avviene attraverso le seguenti fasi:
a) impegno;

b) obbligazione;

c) pagamento.

 

art. 37 - Impegno



1. Costituisce impegno di spesa, da assumersi a carico e nei limiti degli stanziamenti dei singoli capitoli di bilancio, l’accantonamento delle somme occorrenti per spese in corso di formazione. Detto accantonamento comporta, finché sussiste, l’indisponibilità di tale somma per altri fini.

2. L’assunzione degli impegni per l’Amministrazione centrale deve essere autorizzata dal Consiglio d’amministrazione o dal Rettore nei limiti di oggetto o di valore stabiliti dal Consiglio stesso, ai sensi dell’articolo 16, comma secondo, lettera c), dello Statuto. L’impegno viene registrato da soggetti individuati dal Direttore amministrativo.

3. Fatto salvo quanto stabilito al precedente articolo, gli impegni di spesa a carico e nei limiti degli stanziamenti dei capitoli di bilancio dei centri di gestione ordinari sono assunti dal Consiglio del centro, dalla Giunta, dal Direttore o da chi all’uopo delegato a seconda delle tipologie e nei limiti di spesa deliberati dal Consiglio del centro stesso. Qualora l’attività di ricerca comporti oneri per il centro di gestione ordinario, l’impegno di spesa sul singolo fondo di ricerca può essere assunto direttamente dal Direttore entro i limiti precedentemente deliberati dal Consiglio del centro e su proposta del responsabile scientifico del fondo di ricerca. L’impegno viene registrato dal Segretario amministrativo del Centro di gestione ordinario.

4. Gli impegni di spesa possono essere pluriennali nei seguenti casi:

a) spese di investimento;

b) spese correnti derivanti da norma di legge o aventi forza di legge o da contratti approvati dagli organi competenti.

5. Le spese per il trattamento economico tabellare del personale dipendente e per i relativi oneri riflessi, per le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti nonché quelle dovute nell’esercizio in base a contratti o disposizioni di legge, si considerano impegnate con l’approvazione del bilancio e successive variazioni dando luogo alle conseguenti registrazioni da eseguirsi all’inizio d’anno o all’atto della variazione.

6. Le spese in conto capitale finanziate con l’assunzione di mutui a specifica destinazione si considerano impegnate in corrispondenza e per l’ammontare del correlato accertamento di entrata dando luogo alle conseguenti registrazioni.

7. Si considerano altresì impegnati gli stanziamenti di spesa, sia di parte corrente che in conto capitale, in corrispondenza dell’accertamento di entrate aventi destinazioni vincolate per legge dando luogo alle conseguenti registrazioni.

8. Chiuso col 31 dicembre l’esercizio finanziario, nessun impegno può essere assunto a carico del predetto esercizio. Le differenze tra le somme definitivamente previste negli stanziamenti del bilancio e le somme impegnate costituiscono economie di bilancio.

9. Gli impegni di spesa non correlati alla fine dell’esercizio a precise obbligazioni contabili costituiscono residui passivi solo ove siano posti in relazione a decisioni di impiego di finanziamenti in conto capitale o vincolati a precise tipologie di spesa determinate in specifico provvedimento alla fine dell’esercizio.

10. Tutte le proposte di atti e di provvedimenti comportanti oneri a carico del bilancio dell’Università devono includere le informazioni utili ai fini della corretta registrazione dell’impegno di spesa. La registrazione dell’atto o provvedimento della spesa ha valore di attestazione di copertura finanziaria e di verifica della regolarità formale della relativa documentazione e della esatta imputazione al capitolo di pertinenza nel limite della disponibilità del bilancio di previsione.

11. Gli atti non ammessi alla registrazione di impegno sono restituiti con le opportune osservazioni all’ufficio di provenienza.

 

art. 38 - Obbligazione



1. L’obbligazione contabile della spesa consiste nella determinazione e nell’iscrizione in bilancio, a fronte di impegno precedentemente assunto, del preciso ammontare del debito e nell’esatta individuazione della persona del creditore.
2. Le spese obbligate e non pagate entro la chiusura dell’esercizio costituiscono i residui passivi.

3. Esaurite tutte le obbligazioni derivanti dall’impegno, si procede al contestuale riaccertamento dei residui passivi incrementando l’avanzo presunto con vincolo al fondo di riserva ovvero al medesimo capitolo di spesa nel caso di fondi vincolati.

 

art. 39 - Pagamento



1. Il pagamento è il momento in cui il Centro di gestione dispone l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria di cui è soggetto passivo.
2. Il pagamento viene materialmente eseguito dall’istituto cassiere, salvo il caso di cui al successivo articolo 42, a seguito dell’emissione del relativo mandato di pagamento sottoscritto dal Direttore amministrativo e dal Responsabile del servizio competente per l’Amministrazione centrale e dal Direttore e dal Segretario amministrativo del centro di gestione per i centri di gestione ordinari o da chi legittimamente li sostituisce.

3. Il cassiere è tenuto a effettuare, anche in assenza di mandato pagamenti derivanti da obblighi tributari, da domiciliazioni di fatture di servizi pubblici, da beni e servizi acquisiti con carte di credito e da delegazioni. I responsabili amministrativi dei centri di gestione entro quindici giorni e comunque entro il termine del mese in corso provvedono a emettere il mandato a copertura del pagamento così eseguito dandone in quanto necessario comunicazione al servizio competente.

4. Al mandato è allegata la documentazione giustificativa, che deve essere conservata agli atti, secondo le norme riguardanti la conservazione dei documenti d’archivio e comunque entro i termini o limiti temporali stabiliti dalla normativa civilistica e fiscale.

 

art. 40 - Modalità di estinzione dei pagamenti



1. L’estinzione dei mandati, su richiesta scritta del creditore e con espressa annotazione sui titoli, può avvenire mediante:
a) riscossione diretta presso l’Istituto cassiere;

b) accreditamento in conto corrente postale, oppure mediante vaglia postale o telegrafico con spese a carico del richiedente;

c) commutazione in assegno circolare non trasferibile con spese a carico del richiedente;

d) accreditamento in conto corrente bancario con spese a carico del richiedente;

e) altre ulteriori modalità individuate dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 41 - Servizio di cassa



1. Il servizio di cassa è affidato, in base ad apposita convenzione deliberata dal Consiglio d’amministrazione, a un unico Istituto di credito per tutte le strutture dell’Università, unico depositario delle risorse finanziarie delle stesse, nel rispetto delle norme che disciplinano la funzione creditizia e la vigilanza sulle aziende di credito.
2. L’Istituto cassiere viene scelto sulla base di una gara a evidenza pubblica volta a individuare le migliori condizioni dirette e indirette assicurate all’Università, in base a motivate giustificazioni di efficienza/efficacia del servizio, d’affidabilità e di convenienza economica, anche con riguardo agli interessi riconosciuti sulle somme depositate.

3. Alla scadenza del termine è discrezione del Consiglio d’amministrazione scegliere se:

a) indire una gara pubblica;

b) rinegoziare il rapporto sulla base delle condizioni più favorevoli risultanti da un’indagine conoscitiva condotta presso gli istituti di credito individuati dal Consiglio d’amministrazione.

4. La convenzione deve prevedere le modalità per l’autonomo espletamento del servizio di cassa per i centri di gestione.

5. Il servizio di cassa deve essere svolto nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) l’Università dispone di un conto bancario generale per l’accredito dei finanziamenti di carattere generale e la riscossione delle tasse e contributi degli studenti, nonché per i trasferimenti ai conti dei centri di gestione;

b) ciascun centro di gestione dispone di un proprio conto bancario, mediante il quale vengono eseguite le riscossioni e i pagamenti di pertinenza;

c) per eventuali esigenze di riscossione e pagamento, possono essere attivati presso la Banca cassiere di riferimento e con traenza della stessa conti in valuta straniera o europea e conti correnti postali, da utilizzarsi secondo le condizioni previste dal contratto con l’istituto medesimo o da appositi atti aggiuntivi.

 

art. 42 - Gestione del Fondo economale



1. L’Economo dell’Università, individuato con provvedimento del Direttore amministrativo, può essere dotato all’inizio di ciascun esercizio di un fondo determinato dal Consiglio d’amministrazione, reintegrabile durante l’esercizio previa presentazione del rendiconto delle somme già spese.
2. Il Fondo economale viene utilizzato per il pagamento di:

a) minute spese d’ufficio, spese per piccole riparazioni e manutenzioni di mobili e di locali, spese postali, spese per il funzionamento degli automezzi e per l’acquisto di pubblicazioni periodiche e simili nonché altre spese il cui pagamento per contanti si renda opportuno, conveniente o urgente;

b) anticipi per le spese di missione del personale degli uffici centrali o d’altro personale che si rechi in missione nell’interesse degli uffici medesimi, ove per motivi di urgenza non sia possibile provvedere mediante mandati tratti sull’Istituto tesoriere;

c) compensi per conferenze e seminari a soggetti esterni.

3. L’Economo provvede direttamente per le spese inferiori al limite definito dal Consiglio d’amministrazione; oltre tale limite provvede su ordine del Direttore amministrativo.

4. I pagamenti e i reintegri sono annotati dall’Economo su apposito registro numerato.

5. I centri di gestione ordinari possono istituire un fondo economale su deliberazione del Consiglio che ne determina l’ammontare e le modalità di gestione che comunque devono rispettare i criteri definiti per il Fondo economale dell’Università.

6. Il Fondo economale del Centro di gestione ordinario è affidato al Segretario amministrativo che vi dispone entro i limiti definiti dal Consiglio.

7. I centri di spesa possono disporre di un proprio fondo economale, pari a un importo massimo stabilito dal Direttore amministrativo. I pagamenti e i relativi reintegri sono annotati su apposito registro.

8. Le modalità di gestione del Fondo economale sono disciplinate da apposito regolamento interno.

 

art. 43 - Mutui



1. L’Università può accendere mutui di durata massima di vent’anni, per la provvista di risorse finanziarie da destinare a spese di investimento nel settore dell’edilizia e delle grandi attrezzature, anche in conseguenza all’accordo con enti pubblici.
2. L’Università può provvedere alla copertura di spese per investimenti anche ricorrendo alle proprie disponibilità di cassa sulla base di un piano d’ammortamento pluriennale di rientro delle anticipazioni che sia garantito dall’Istituto cassiere.

3. L’onere annuo delle rate d’ammortamento non può superare globalmente il 15 per cento dei finanziamenti trasferiti annualmente dal Ministero per il funzionamento dell’Università. Da questo limite si escludono i mutui le cui rate annuali d’ammortamento siano coperte per intero da contributi di soggetti esterni.

4. Il mutuo è approvato dal Consiglio d’amministrazione con motivata deliberazione a seguito di trattativa privata condotta nei confronti degli istituti di credito e della Cassa Depositi e prestiti.

 

art. 44 - Scritture contabili



1. La gestione del Bilancio si fonda su un sistema di scritture finanziarie, economiche e patrimoniali integrate in un sistema di elaborazione automatica dei dati atto a fornire le informazioni necessarie alla programmazione, gestione e controllo delle attività dell’Ateneo.
2. Le scritture finanziarie devono consentire, per ciascun capitolo, di rilevare, sia per la competenza che per i residui, la situazione degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa a fronte dei relativi stanziamenti, la situazione delle riscossioni e dei pagamenti nonché quella delle somme da riscuotere e da pagare. È esclusa la compensazione diretta di entrate e spese.

3. Le scritture economiche devono consentire la rilevazione dei componenti positivi e negativi secondo i criteri della competenza economica, mutuandoli dalle scritture finanziarie, patrimoniali e fiscali.

4. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione del valore del patrimonio all’inizio dell’esercizio finanziario, le variazioni intervenute nel corso dell’anno per effetto della gestione del bilancio o per altre cause, nonché la consistenza del patrimonio alla chiusura dell’esercizio.

5. Il valore deve essere annualmente ridefinito secondo le quote di deprezzamento e di eventuali rivalutazioni stabilite dal Consiglio d’amministrazione.

6. L’Università è dotata dei seguenti sistemi di scritture:

a) un giornale cronologico degli accertamenti e degli impegni;

b) un partitario delle entrate e delle uscite;

c) un giornale cronologico di cassa delle reversali e dei mandati;

d) un registro del fondo economale;

e) i registri degli inventari.

 

art. 45 - Scritture complementari – Contabilità fiscale



1. Per le attività di natura commerciale o agricola, le scritture finanziarie, economiche e patrimoniali sono opportunamente integrate con apposite registrazioni rilevanti ai fini fiscali, in osservanza delle specifiche disposizioni in materia.


 

TITOLO VIII
Gestione dei flussi di cassa



 

art. 46 - Gestione dei flussi di cassa



1. Alla luce della necessità di adottare metodologie decisionali di entrata e di spesa che tengano conto dell’effetto monetario, i centri di gestione, ivi comprese le aziende, gestiscono i flussi di cassa in via anticipata sulla base di previsioni a breve e a lungo termine.

2. Ferme restando, in quanto applicabili, le norme che implicano il dovere di uniformarsi al sistema di tesoreria unica, le eccedenze di cassa sono investite in titoli fruttiferi con salvaguardia del capitale investito e possibilità di disinvestire rapidamente senza difficoltà.

3. I centri di gestione agiscono in funzione dell’obiettivo generale di mantenere un adeguato livello di liquidità (capitale di esercizio) controllando tutte le entrate e le uscite di cassa nonché gli eventi interni ed esterni che tendono a influenzare il loro livello ai fini:

a) del mantenimento di equilibrio tra flussi di incasso e pagamento,

b) della determinazione di massima della dimensione e della forma tecnica dei fidi bancari necessari (in caso di sbilanci temporanei o strutturali), o dell’ammontare della liquidità investibile ai sensi del precedente secondo comma;

c) dell’effettuazione degli spostamenti delle operazioni in scadenza (anticipo d’incasso ove possibile e posticipo di pagamenti);

d) della predisposizione effettiva delle operazioni di indebitamento di breve periodo o d’investimento;

e) della realizzazione delle operazioni stesse.

4. L’obiettivo di cui al precedente comma presuppone e comprende iniziative atte a ottimizzare i seguenti processi interni:

a) gestione degli ordini di acquisizione di beni e servizi;

b) gestione delle scorte;

c) recupero dei crediti;

d) controllo dei costi di esercizio.


 

TITOLO IX
Gestione del patrimonio



 

art. 47 - Patrimonio



1. Il patrimonio è costituito da beni immobili e mobili definiti tali secondo le norme del Codice civile.

2. I beni sono descritti con registrazioni inventariali in cui sono evidenziati tutti gli elementi atti a identificarli e a valutarli.

3. Non sono iscritti negli inventari gli oggetti che, per loro natura, sono consumabili entro l’esercizio finanziario, quelli di modico valore nonché le parti di ricambio e accessori di beni inventariabili.

4. Le modalità di definizione, classificazione e inventariazione dei beni sono disciplinate da apposito regolamento interno.

 

art. 48 - Consegnatari



1. I beni immobili di proprietà o in uso all’Università sono dati in consegna ad agenti consegnatari i quali sono personalmente responsabili dei beni loro affidati nonché di qualsiasi danno che possa derivare dalla loro azione o omissione e ne rispondono secondo la normativa vigente in tema di contabilità generale dello Stato. Essi hanno l’obbligo di segnalare tempestivamente qualsiasi esigenza di intervento di manutenzione ordinaria, straordinaria o di ristrutturazione. I consegnatari sono funzionari dell’Amministrazione centrale o i responsabili dei centri di gestione o dei centri di spesa.
2. I beni mobili di proprietà o in uso all’Università sono dati in consegna ad agenti consegnatari i quali sono personalmente responsabili della loro custodia e conservazione. Essi hanno l’obbligo di segnalare, di richiedere o di ordinare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria o misure per la loro protezione. I consegnatari sono funzionari dell’Amministrazione centrale per i beni mobili da essa utilizzati, e i responsabili dei centri di gestione e di spesa per i beni mobili dagli stessi utilizzati.

3. La consegna avviene in base a un verbale redatto in contraddittorio tra chi effettua la consegna e chi la riceve con l’assistenza del Direttore amministrativo o di un suo delegato o dal Responsabile amministrativo del Centro.

4. I consegnatari degli autoveicoli ne controllano la correttezza dell’uso e riportano in apposite registrazioni le spese sostenute e i percorsi effettuati.

 

art. 49 - Inventari



1. I beni immobili e mobili sono registrati in appositi inventari in cui sono indicate, oltre alla collocazione, alla consistenza, alle caratteristiche, anche il valore del bene e il consegnatario responsabile.
2. Per il materiale bibliografico, documentario ed iconografico (compresi dischi, microfilms, microfiches, cassette, nastri, stampe, diapositive e simili) viene tenuto un separato inventario. Il suddetto materiale viene valutato al prezzo che compare sulla copertina o sull’involucro, anche se pervenuto gratuitamente, o al valore di stima se non è segnato alcun prezzo.

3. L’inventario è gestito con apposite scritture atte a consentirne l’utilizzazione a fini contabili, gestionali e di programmazione.

4. La valutazione degli immobili viene effettuata al costo iniziale ovvero al prezzo di stima o di mercato nel caso di immobili pervenuti per causa diversa dalla costruzione o dall’acquisto a titolo oneroso, maggiorato dei costi per miglioramenti e addizioni.

5. La valutazione dei beni mobili avviene al prezzo d’acquisto maggiorato degli oneri accessori ovvero al prezzo di stima o di mercato se pervenuti per causa diversa dalla costruzione o dall’acquisto a titolo oneroso.

6. Il valore dei beni immobili e mobili viene annualmente aggiornato al fine di tener conto dei seguenti fattori:

a) perdita del potere d’acquisto della moneta;

b) ammortamento;

c) processi di rivalutazione.

7. I procedimenti di rivalutazione e le quote di deprezzamento da applicarsi alle singole categorie di beni sono determinati dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 50 - Materiali di consumo



1. L’Università può istituire con delibera del Consiglio d’amministrazione appositi magazzini per il deposito e la conservazione di materiali di consumo.


 

TITOLO X
Gestione dei contratti



 

art. 51 - Autonomia negoziale



1. L’Università ha piena autonomia negoziale nel rispetto dei propri fini istituzionali, delle disposizioni legislative che operino espresso riferimento alle istituzioni universitarie e delle norme del Codice civile, fatti salvi i principi generali e la normativa europea.

2. L’Università può stipulare convenzioni, contratti tipici e atipici, contratti di locazione finanziaria anche per lo svolgimento di attività di supporto e integrative dei propri compiti istituzionali.

3. Il Consiglio d’amministrazione stabilisce i limiti al di sotto dei quali l’Università può procedere, con lettera di affidamento, al conferimento di incarichi per prestazioni d’opera.

 

art. 52 - Formazione della volontà a contrattare



1. La determinazione a pervenire alla stipulazione del contratto, la definizione delle modalità essenziali, l’adozione del progetto di contratto sono di competenza del Consiglio d’amministrazione, fatto salvo quanto previsto dal comma secondo del presente articolo che approva una deliberazione a contrattare ove si individuino:

a) i motivi del contratto;

b) l’interesse pubblico che si intende perseguire;

c) l’oggetto;

d) l’importo;

e) il termine o la durata;

f) le modalità di scelta del contraente;

g) il capitolo di bilancio sul quale deve gravare la spesa o deve essere iscritta l’entrata.

2. Entro i limiti di oggetto e di valore determinati dal presente Regolamento o dal Consiglio d’amministrazione, i contratti sono di competenza rispettivamente del Rettore, del Direttore amministrativo, dei dirigenti e degli organi dei centri di gestione e dei centri di spesa.

3. Nel caso di contratti di competenza dei centri di gestione e dei centri di spesa, la deliberazione a contrattare compete, oltre i limiti e le tipologie di spesa consentite al Direttore, agli organi collegiali deliberanti.

 

art. 53 - Selezione del contraente



1. Le procedure di selezione dei contraenti si distinguono in:

a) procedure aperte;

b) procedure ristrette;

c) procedure negoziate.

2. Per procedura aperta si intende la procedura in base alla quale ogni soggetto interessato può presentare un’offerta, purché dimostri di possedere i requisiti richiesti dal bando.

3. Per procedura ristretta si intende la procedura in virtù della quale possono presentare offerta soltanto i soggetti invitati dall’Università, preventivamente individuati in base a criteri prestabiliti dagli organi competenti. L’Università nei casi consentiti dalla legge può richiedere ai soggetti invitati di presentare un progetto esecutivo sulla base di un progetto di massima predisposto dall’Università stessa.

4. Per procedura negoziata si intende la procedura in base alla quale l’Università tratta direttamente, senza alcuna forma di pubblicità particolare, con soggetti di propria scelta e negozia con uno o più di essi i termini del contratto.

5. Nella predisposizione e gestione della procedura di selezione vanno rispettati i seguenti principi:

a) parità di condizione dei concorrenti, in virtù del quale tutti i concorrenti devono essere posti nelle medesime condizioni;

b) pubblicità, nel senso che la gara deve essere adeguatamente pubblicizzata in tutte le sue fasi;

c) continuità, nel senso che la gara deve svolgersi senza interruzioni e la scelta del contraente deve avvenire nella stessa seduta della Commissione in cui si svolge la gara, fatto salvo per le particolari disposizioni in materia d’appalto concorso;

d) ampliamento della partecipazione, nel senso che deve essere favorita la partecipazione del maggior numero di possibili contraenti, sia nella fase della pubblicizzazione, sia in quella dell’esame dei requisiti formali e sostanziali per l’ammissione; in caso di dubbio deve essere accolta l’interpretazione più favorevole alla partecipazione dell’offerente;

e) concorrenza tra gli offerenti.

 

art. 54 - Procedure aperte



1. La procedura aperta è costituita dall’asta pubblica.

2. L’asta pubblica è preceduta da avviso affisso all’Albo ufficiale dell’Università che può essere pubblicato, per estratto, in uno o più giornali quotidiani almeno venti giorni prima di quello fissato per la gara. L’avviso deve essere pubblicato, per estratto, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, e sul quotidiano avente particolare diffusione nella regione quando sia riferito a contratti per importi superiori ai limiti fissati dalla legge.

3. L’avviso deve contenere l’oggetto del contratto, le condizioni e prescrizioni per l’ammissione alla gara e per l’esecuzione del contratto, e i criteri d’aggiudicazione.

4. L’asta pubblica si svolge secondo le modalità previste dalla normativa della Contabilità di Stato e sulle opere e forniture pubbliche, salvo quanto diversamente disposto dal presente Regolamento e dalla normativa europea.

 

art. 55 - Procedure ristrette



1. Le procedure ristrette sono costituite dalla licitazione privata e dall’appalto–concorso.

2. Le procedure ristrette richiedono, di volta in volta, la formazione di un elenco di soggetti da invitare alla gara individuato dagli organi collegiali competenti in conformità alla normativa vigente.

3. La licitazione privata consiste in una procedura che si distingue per:

a) la limitazione delle offerte a un elenco di soggetti individuati, anche mediante forme adeguate di pubblicità;

b) l’assenza di partecipazione del contraente alla formazione dei contenuti del contratto, salvo per quanto riguarda l’importo.

4. La licitazione privata si svolge attraverso l’invio ai soggetti di cui al precedente comma di una lettera d’invito in cui sono precisate le modalità della gara e il criterio in base al quale si procederà all’aggiudicazione. La lettera di invito è accompagnata da un documento dove sono descritti l’oggetto e le condizioni generali e particolari del contratto.

5. L’appalto concorso consiste in una procedura che si distingue per:

a) la limitazione delle offerte a un elenco di soggetti individuati, anche mediante forme adeguate di pubblicità;

b) la partecipazione alla formazione dei contenuti tecnici ed economici del contratto, mediante la presentazione della soluzione progettuale più conveniente nell’ambito dei vincoli e degli obiettivi definiti dall’Amministrazione.

6. L’appalto concorso si svolge attraverso l’invio all’elenco dei soggetti di cui al precedente comma di una lettera d’invito in cui sono precisate le modalità della gara, il criterio in base al quale si procederà all’aggiudicazione e la richiesta di presentare, nei termini, nelle forme e nei modi stabiliti dall’invito, il progetto dell’opera o del lavoro o il piano della fornitura, corredato dei relativi prezzi, con l’avvertimento che nessun compenso o rimborso di spese può essere comunque preteso dagli interessati per l’elaborazione del progetto o del piano. La lettera di invito è accompagnata da un documento tecnico dell’opera o un piano generale della fornitura nei quali siano specificati gli obiettivi, la natura e le caratteristiche dell’opera o della fornitura e i vincoli da rispettarsi nella definizione del progetto o del piano da presentare all’Amministrazione entro i termini indicati.

7. L’appalto concorso viene deliberato dagli organi competenti qualora sia ritenuto conveniente il ricorso alla collaborazione e all’apporto di particolari competenze tecniche, scientifiche e artistiche e sussistano i presupposti di legge.

8. L’appalto concorso si conclude con la scelta dell’offerta più conveniente sulla base dei criteri predeterminati nella lettera di invito e in conformità alla normativa vigente in materia.

9. L’Università può chiedere, per i progetti ritenuti più aderenti alle esigenze che hanno motivato la gara, ulteriori precisazioni, integrazioni o modifiche prima di procedere all’aggiudicazione dell’appalto concorso.

10. L’Università può concedere, anche qualora non si sia ritenuto di procedere all’aggiudicazione dell’appalto concorso, un’equa indennità agli autori dei progetti ove questi siano stati ritenuti di particolare rilievo e siano risultati per alcuni aspetti suscettibili di utilizzazione per la definizione dei contenuti di un’altra gara.

 

art. 56 - Procedure negoziate



1. Le procedure negoziate sono costituite dalla trattativa privata e dalle operazioni in economia.

2. La trattativa privata consiste in una procedura che si distingue per:

a) l’individuazione del soggetto secondo un libero apprezzamento di convenienza, senza vincoli di natura quantitativa o qualitativa, che non siano i principi generali di imparzialità, di uguaglianza di condizioni e di economicità;

b) la partecipazione alla formazione dei contenuti tecnici ed economici del contratto, che di norma rappresenta l’esito finale della trattativa.

3. La trattativa privata, da realizzarsi attraverso una gara informale, è ammessa nei seguenti casi:

a) oggetto del contratto per importo inferiore a 200 milioni al netto di Iva; tale importo può essere aggiornato dal Consiglio d’amministrazione;

b) gare aperte o ristrette andate deserte o per le quali non sia stata pronunciata l’aggiudicazione in quanto tutte le offerte siano state giudicate irregolari o inaccettabili, purché non vengano alterate nella sostanza le condizioni originarie dell’appalto;

c) nella misura strettamente necessaria, quando per l’eccezionale urgenza derivante da avvenimenti imprevedibili per il soggetto aggiudicatore i termini stabiliti per le procedure aperte o ristrette non possono essere rispettati.

4. Nei casi indicati al precedente comma terzo, lettere a) e b), devono essere interpellati più soggetti e comunque per un numero non inferiore a tre con acquisizione di preventivi in ordine ad acquisti, lavori o forniture comparabili per i quali devono comunque essere garantite le seguenti condizioni:

a) omogeneità di settore merceologico;

b) pari possibilità di informazione e di ispezione in loco per quanto riguarda la fornitura o l’opera richiesta;

c) termine adeguato per formulare l’offerta;

d) segretezza delle offerte;

e) adeguata documentazione della trattativa, consistente nella lettera di richiesta dell’offerta e nella lettera d’offerta dell’impresa.

5. Indipendentemente dai limiti previsti dal comma terzo, la trattativa privata è un procedimento eccezionale che può essere posto in essere nei casi in cui non sia possibile o utile individuare una molteplicità di possibili contraenti, perché la prestazione è unica. Oltre che nei casi specificatamente previsti dalla vigente normativa, ciò è prevedibile in uno dei seguenti casi:

a) oggetto che possa essere fornito o eseguito nei tempi, con i requisiti tecnici e il grado di perfezione richiesti, soltanto da una determinata impresa;

b) acquisto che abbia a oggetto beni a produzione garantita da privativa industriale e in genere che siano oggetto di diritti di esclusiva, quali diritti d’autore, brevetti, marchi;

c) incarichi professionali, per i quali la scelta del prestatore d’opera è strettamente basata sulle capacità e sui requisiti individuali;

d) prestazioni strumentali alla ricerca e alla didattica disciplinate da specifici regolamenti interni;

e) acquisto, permuta e locazione passiva di immobili;

f) vendita di immobili ad amministrazioni pubbliche;

g) oggetti fabbricati a titolo di ricerca, di esperimento o di studio;

h) affidamento al medesimo contraente di forniture destinate al completamento o all’ampliamento di quelle esistenti, qualora il ricorso ad altri fornitori costringesse l’Università ad acquistare materiale di caratteristiche differenti il cui impiego o la cui manutenzione comporterebbe notevoli difficoltà o incompatibilità tecniche, sempre che il ricorso allo stesso fornitore appaia nel complesso economicamente conveniente.

6. Con esclusione del caso di cui al precedente comma terzo, lettera a), la ragione per la quale si intende ricorrere alla trattativa privata deve essere adeguatamente motivata nella delibera d’approvazione della modalità di scelta del contraente.

7. Le operazioni in economia consistono in acquisti, forniture e lavori che si pongono in essere quando, pur essendo possibile individuare una pluralità di contraenti, non appare opportuno realizzare una gara in quanto:

a) la natura delle prestazioni o la modesta entità non rende possibile o conveniente lo svolgimento della gara o della trattativa;

b) risulti opportuno provvedere direttamente a mezzo di organi o agenti dell’Università.

8. Gli acquisti, le forniture, i servizi o lavori in economia possono essere effettuati nei seguenti casi:

a) provviste di generi di cancelleria, di stampati, di modelli, materiale per disegno, per fotografia, per riproduzione, per immagazzinamento e trasmissione dati;

b) abbonamenti a riviste e periodici e acquisto di libri;

c) provviste di effetti di corredo per il personale dipendente;

d) acquisto, manutenzione e riparazione di mobili, utensili, strumenti e materiale scientifico, didattico, sperimentale;

e) acquisto di piccoli impianti e attrezzature;

f) noleggio di piccoli impianti e attrezzature;

g) spese di illuminazione, riscaldamento, condizionamento, forza motrice, acqua e telefono;

h) manutenzioni e riparazioni di immobili e dei relativi impianti;

i) locazione di immobili a breve termine;

l) manutenzioni e riparazioni di autoveicoli e acquisto di materiali di ricambio, combustibili e lubrificanti;

m) trasporti, spedizioni e facchinaggi;

n) pulizia e disinfezione straordinaria dei locali, smaltimento dei rifiuti e simili;

o) spese per l’organizzazione di convegni;

p) spese di stampa di tabulati, circolari, periodici, pubblicazioni;

q) spese di rappresentanza;

r) spese per ogni altro acquisto, fornitura, servizio e lavoroche, la natura della prestazione, l’urgenza e la modestia dell’importo, rendano opportuno.

9. I lavori in economia possono essere eseguiti:

a) in amministrazione diretta, con materiali, utensili e mezzi propri o appositamente noleggiati e con personale dipendente;

b) a cottimo fiduciario mediante affidamento a imprese o a persone di nota capacità e idoneità, con acquisizione del preventivo o progetto contenente le condizioni di esecuzione dei lavoratori e i relativi prezzi sulla base delle indicazioni fornite dall’Università;

c) con sistema misto, cioè parte in amministrazione diretta e parte a cottimo fiduciario.

10. I limiti degli importi per effettuare le operazioni in economia sono definiti dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 57 - Aggiudicazione



1. La proposta d’aggiudicazione viene effettuata da una commissione di gara nominata dal Consiglio d’amministrazione o dall’organo collegiale della struttura interessata. Ove la selezione dei soggetti sia stata effettuata da parte d’apposita commissione coloro che hanno proceduto alla scelta non possono far parte della commissione aggiudicatrice.
2. La Commissione di gara nel caso d’appalto concorso e di concessione mediante licitazione è composta secondo le regole stabilite dalla vigente normativa sui lavori pubblici. In tutti gli altri casi la Commissione di gara è costituita da tre componenti tra cui il Direttore amministrativo o un suo delegato, un rappresentante dell’Amministrazione e un membro del personale tecnico–amministrativo con funzioni di segretario verbalizzante. Ai membri della Commissione di gara spetta un’indennità nella misura, nei casi e con le modalità fissati periodicamente dal Consiglio d’amministrazione.

3. L’aggiudicazione viene approvata dal Consiglio d’amministrazione o dall’organo collegiale della struttura. L’aggiudicazione può essere direttamente deliberata dalla Commissione quando a ciò sia stata espressamente delegata dal Consiglio d’amministrazione o dall’organo collegiale della struttura.

4. I criteri d’aggiudicazione sono i seguenti. Nel caso di contratti attivi, da cui derivi un’entrata per l’Università:

a) il prezzo più alto.

Nel caso di contratti passivi, da cui derivi una spesa per l’Università:

b) il prezzo più basso, espresso in termini di valore assoluto o di ribasso percentuale offerto sull’importo prefissato;

c) la convenienza economica, valutata sulla base di un complesso di elementi, quali il prezzo, il termine di esecuzione, il costo di esercizio, il rendimento, la qualità, le caratteristiche estetiche, il valore tecnico, la funzionalità.

 

art. 58 - Stipulazione



1. La stipulazione dei contratti può avvenire nelle seguenti forme:

a) pubblica;

b) pubblica amministrativa;

c) privatistica.

2. La forma pubblica viene adottata solo se il contraente la richieda o nei casi in cui si renda necessaria la specifica competenza professionale del notaio.

3. La forma pubblica amministrativa è adottata per tutti i tipi di contratti qualora una delle parti ne faccia richiesta. Tale forma si attua con la partecipazione di un ufficiale rogante nominato con decreto rettorale tra i funzionari dell’Amministrazione con il compito di redigere e ricevere gli atti e i contratti e ad assistere alle gare pubbliche.

4. La forma privatistica è adottata in genere per tutti i tipi di contratti. Tale forma ha luogo mediante:

a) scrittura privata sottoscritta dall’offerente e dal rappresentante dell’Università;

b) obbligazione sottoscritta sul capitolato, quale atto di sottomissione;

c) atto separato di obbligazione sottoscritto dall’offerente;

d) corrispondenza secondo l’uso del commercio che ha validità con la prova di conoscenza dell’accettazione da parte del contraente;

e) scambio di corrispondenza con il contraente quando questi è un’amministrazione pubblica, con cui le due parti si trasmettono reciprocamente le deliberazioni dei rispettivi organi competenti per l’approvazione del contratto.

5. L’Università alla conclusione delle procedure di selezione dà comunicazione dell’aggiudicazione al soggetto interessato entro il termine stabilito dall’avviso di gara o dalla lettera d’invito, fissando le modalità e i termini per la stipulazione del contratto. Sarà data comunicazione dell’esito della procedura a tutti i soggetti interpellati formalmente.

6. Qualora il soggetto aggiudicatario non acceda alla stipulazione del contratto entro il termine stabilito, l’Università dichiara decaduta l’aggiudicazione e l’accettazione dell’offerta, dispone l’incameramento dell’eventuale cauzione e le eventuali richieste di danni in relazione ai ritardi determinati.

7. I contratti sono stipulati dal titolare del potere di rappresentanza esterna dell’Università o della struttura, individuato secondo i seguenti limiti di oggetto, tenuto conto di quanto previsto all’articolo 16, comma secondo, lettere c) ed f), dello Statuto:

a) Rettore, per contratti e convenzioni relativi a prestazioni di ricerca e didattica riguardanti una pluralità di strutture didattiche e/o scientifiche;

b) Direttore amministrativo, per contratti riguardanti affari patrimoniali, finanziari e del personale tecnico–amministrativo per oggetti non riservati ai centri di gestione e ai centri di spesa;

c) direttori di centri di gestione e centri di spesa, per contratti e convenzioni di competenza delle relative strutture, inclusi i contratti di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche.

8. Gli atti di competenza dirigenziale non sono soggetti ad avocazione da parte del Rettore, se non per particolari motivi di necessità e urgenza, specificatamente indicati nel provvedimento d’avocazione, da emanarsi con decreto del Rettore che deve essere comunicato al Consiglio d’amministrazione.

 

art. 59 - Esecuzione



1. L’esecuzione del contratto avviene a cura del contraente con l’assistenza, la vigilanza e la direzione garantite dai competenti servizi dell’Università, secondo le norme generali della contabilità e dei lavori pubblici.
2. Nei casi richiesti dalla legge, l’esecuzione è seguita dal Direttore dei lavori, nominato dal Consiglio d’amministrazione tra il personale tecnico con qualifica non inferiore a quella di funzionario tecnico dell’Amministrazione o tra tecnici liberi professionisti.

3. L’attività di vigilanza sull’esecuzione del contratto si conclude con il collaudo, consistente nell’accertamento dell’idoneità dell’opera compiuta o delle cose fornite. Per le apparecchiature, gli strumenti e altro materiale destinato direttamente alla ricerca scientifica, il collaudo è eseguito da chi ha richiesto la fornitura. Se l’importo della fornitura non supera i dieci milioni è sufficiente l’attestazione di regolare esecuzione rilasciata dal committente.

4. Il collaudo è eseguito dal personale dell’Università ovvero, qualora necessario o opportuno, da esperti esterni, nominati dal Consiglio d’amministrazione o dall’organo collegiale della struttura. Il collaudo non può essere affidato alle stesse persone che hanno collaborato alla selezione del contraente qualora questa consegua a una valutazione discrezionale o alla progettazione e direzione dei lavori. Se l’importo dei lavori non supera l’importo di 150 milioni, il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare esecuzione dei lavori emesso, ove esistente, dal Direttore dei lavori. Per i lavori di importo superiore, ma non eccedente i 1.000 milioni, è facoltà dell’Amministrazione sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione emesso, ove esistente, dal Direttore dei lavori, salvo che diversamente disponga la legge.

 

art. 60 - Edilizia



1. L’affidamento di compiti di progettazione, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 51 del presente Regolamento, di esecuzione e di collaudo di opere edilizie e di impianti fissi e l’utilizzo sotto qualunque forma, a titolo di uso, comodato o locazione, degli immobili di proprietà, possesso o detenzione dell’Università sono di competenza del Consiglio d’amministrazione, che delibera nel rispetto delle norme vigenti in materia di edilizia universitaria, antinfortunistica e sicurezza, nonché di quelle relative alla realizzazione di opere pubbliche per conto dello Stato, nei limiti di quanto previsto dal presente Regolamento.
2. Le opere di edilizia universitaria o di impiantistica e qualsiasi altra opera di competenza o commissionata dall’Università sono soggette al regime autorizzatorio delle opere pubbliche, salvo quanto previsto nel presente Regolamento.

3. La progettazione, la direzione dei lavori ed il collaudo sono affidati con priorità ai servizi tecnici dell’Università e curati dagli uffici competenti. Tali attività possono essere affidate a soggetti diversi nei casi e con le procedure previste dalla vigente normativa in materia di lavori pubblici.

4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento per ogni opera o lavoro di costruzione o ristrutturazione, il cui progetto sia stato redatto dai servizi tecnici dell’Università, o per i quali gli stessi abbiano effettuato la direzione lavori od eseguito il collaudo, viene accantonata su apposito capitolo di bilancio una quota pari al 25 per cento dei compensi previsti per la sola prestazione dalla vigente tariffa professionale degli ingegneri ed architetti, valutata sulla base dell’importo d’aggiudicazione dei lavori, da ripartire tra il personale dell’Ufficio stesso. Il riparto della somma citata avverrà secondo modalità che saranno stabilite da apposito regolamento interno.

 

art. 61 - Concessione di costruzione e di gestione



1. L’Università, previa deliberazione motivata del Consiglio d’amministrazione, può affidare in concessione a enti pubblici o privati lo svolgimento di attività di:
a) redazione di progetti;

b) realizzazione di opere;

c) collaudo di opere;

d) manutenzione e gestione di opere.

Tali servizi possono essere affidati in concessione anche senza compiti di diretta esecuzione delle opere.

2. Alla scelta del concessionario si provvede sulla base di una gara ufficiosa nella quale i partecipanti devono fornire la dimostrazione delle proprie capacità tecniche ed economiche. Qualora si intenda affidare la concessione a enti pubblici ovvero a società a prevalente partecipazione pubblica, la scelta del concessionario può avvenire a trattativa privata.

3. La concessione viene disciplinata sulla base di una convenzione con la quale vengono definiti i rapporti reciproci tra concessionario e Università, nonché il potere di controllo ed eventualmente di indirizzo e decisione che vengono riservati a quest’ultima.

 

art. 62 - Acquisto e vendita di beni immobili



1. L’acquisto o l’alienazione degli immobili è di competenza esclusiva del Consiglio d’amministrazione e non è subordinata ad alcuna autorizzazione da parte di organi ed enti esterni. Il Consiglio d’amministrazione delibera sulla base di:
a) una relazione tecnico–economica dei servizi tecnici;

b) una dichiarazione di congruità rilasciata dal competente Ufficio tecnico erariale;

c) uno schema di contratto di compravendita.

2. Per l’alienazione la scelta del contraente è effettuata mediante una gara aperta alla quale ogni soggetto interessato può presentare la propria offerta. L’acquisto viene effettuato a trattativa privata.

 

art. 63 - Locazione



1. La locazione attiva o passiva di un immobile viene deliberata dal Consiglio d’amministrazione sulla base di:
a) una relazione tecnico–economica dei servizi tecnici;

b) una dichiarazione di congruità del canone rilasciata dall’Ufficio tecnico erariale;

c) uno schema di contratto.

2. La locazione attiva viene deliberata a seguito di una procedura di selezione del contraente di tipo aperto.

3. La locazione passiva viene deliberata a seguito di trattativa privata, adeguatamente motivata.

 

art. 64 - Locazione finanziaria



1. L’acquisizione di immobili necessari alle attività istituzionali dell’Università può essere assicurata anche attraverso un contratto di locazione finanziaria, approvato dal Consiglio d’amministrazione sulla base di:
a) una relazione tecnico–economica dei servizi tecnici;

b) una dichiarazione di congruità del canone rilasciata dall’Ufficio tecnico erariale;

c) uno schema di contratto.

2. Fatto salvo quanto previsto dalla direttiva 92/50/Cee, recepita con decreto legislativo 157/1995, la scelta del contraente viene deliberata a seguito di una gara informale. Qualora si intenda ricorrere a un contraente pubblico o a una società a prevalente partecipazione pubblica diretta o indiretta, la selezione avviene per trattativa privata.

 

art. 65 - Acquisizione pareri



1. I contratti che abbiano per oggetto l’acquisto, la vendita, la permuta e la locazione di immobili devono essere preceduti da parere di congruità del Comitato Tecnico Amministrativo. Si prescinde da detto parere nel caso di contratti di locazione il cui canone è disciplinato da disposizioni di legge.

 

TITOLO XI
Gestione del personale
 



 

art. 66 - Organici d’Ateneo



1. La dotazione organica di diritto dell’Università è costituita dai posti di personale docente, ricercatore, dirigente e tecnico–amministrativo di ruolo:

a) assegnati dal Ministero con i provvedimenti di istituzione dell’Ateneo e delle facoltà e con i successivi provvedimenti di incremento delle dotazioni organiche;

b) assegnati dal Ministero nell’ambito dei piani di sviluppo;

c) istituiti a seguito di copertura per idoneità conseguita da soggetti provenienti da ruoli, fasce o qualifiche inferiori;

d) istituiti a seguito di trasformazione di posti assegnati dal Ministero in posti di equivalente onere finanziario;

e) istituiti a seguito di modifica della dotazione organica deliberata dall’Università nel rispetto della spesa complessiva per il personale come definita dall’articolo 5, comma dodicesimo, della legge 537/1993;

f) istituiti a seguito di incremento della dotazione organica deliberata dall’Università per iniziative didattiche e per altre motivate esigenze con copertura finanziaria garantita permanentemente da altri enti sulla base d’apposite convenzioni;

g) istituiti per sopperire alle esigenze assistenziali della Facoltà di Medicina svolte attraverso il Policlinico universitario a gestione diretta con copertura finanziaria garantita dal Servizio sanitario nazionale mediante i protocolli d’intesa previsti dal decreto legislativo 502/1992 e successive modificazioni e integrazioni;

h) coperti a seguito della procedura di mobilità del personale effettuata ai sensi della vigente normativa.

2. La dotazione organica di fatto dell’Università è costituita dall’insieme dei posti:

a) coperti o in via di copertura alla data del 31 dicembre 1993 ai sensi dell’articolo 5 della legge 537/1993;

b) coperti successivamente con risorse finanziarie assegnate dal Ministero a titolo di riequilibrio o di sviluppo;

c) coperti successivamente con risorse finanziarie del Bilancio d’Ateneo;

d) coperti successivamente con risorse finanziarie assicurate permanentemente da altri enti mediante apposite convenzioni;

e) coperti a seguito della procedura di mobilità del personale effettuata ai sensi della vigente normativa.

3. La dotazione organica dell’Università può essere modificata con delibera del Consiglio d’amministrazione nel rispetto delle necessarie compatibilità finanziarie di bilancio e organizzative definite dall’Ordinamento degli uffici nonché della Pianta organica del personale dirigente e tecnico–amministrativo.

 

art. 67 - Pianta organica



1. La Pianta organica è strumento di programmazione consistente nell’elenco dei posti di ruolo del personale dirigente e tecnico–amministrativo previsti per il funzionamento dell’Università, classificati per struttura, per unità organizzativa e per modalità di inquadramento previste dalla normativa di legge e contrattuale.
2. La Pianta organica del personale dirigente e tecnico–amministrativo viene definita sulla base di un modello ottimale di organizzazione delle attività didattiche, scientifiche e amministrative e di distribuzionedel personale e sulla base di una rilevazione dei carichi di lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 30 e seguenti del decreto legislativo 29/1993 e dall’articolo 3 della legge 537/1993 e successive modificazioni e integrazioni.

3. La Pianta organica del personale dirigente e tecnico–amministrativo viene predisposta dagli uffici competenti sentite le organizzazioni sindacali ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 29/1993 e approvata dal Consiglio d’amministrazione previo parere del Senato accademico.

 

art. 68 - Gestione dei posti e del personale



1. L’acquisizione e la distribuzione dei posti di personale tra le strutture è di competenza degli organi di governo nelle forme e nei limiti previsti dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo nonché nel rispetto delle norme del Contratto collettivo di lavoro.
2. Il Senato accademico delibera sull’assegnazione dei posti di professore e di ricercatore alle facoltà e indica i criteri per l’assegnazione dei posti di personale tecnico–amministrativo alle strutture.

3. Il Consiglio d’amministrazione approva le modifiche delle dotazioni organiche d’Ateneo, l’assegnazione dei posti di personale tecnico–amministrativo alle strutture e la definizione della Pianta organica ai sensi dell’articolo 16 dello Statuto.

4. Il Rettore emana con proprio decreto i provvedimenti d’assegnazione dei posti del personale docente, ricercatore, dirigente e tecnico–amministrativo alle strutture, le modifiche alla dotazione organica, la definizione della Pianta organica, i bandi di concorso, la nomina delle commissioni e i provvedimenti di nomina, inquadramento e mobilità interna tra le strutture ed esterna del personale, ai sensi dell’articolo 68 dello Statuto.

5. La copertura di posti vacanti di personale dirigente e tecnico–amministrativo, previa verifica della copertura finanziaria, con personale in servizio nell’Università viene disposta a seguito di bando di mobilità interna emesso sulla base d’apposito regolamento approvato dal Consiglio d’amministrazione sentite le organizzazioni sindacali. Il trasferimento tra strutture viene disposto con decreto rettorale. Il trasferimento all’interno dell’Amministrazione centrale viene disposto con provvedimento del Direttore amministrativo esperite tutte le procedure previste.

6. Il trasferimento di personale tecnico–amministrativo ad altra amministrazione viene autorizzato con decreto rettorale secondo quanto previsto dalla normativa di legge vigente e dall’articolo 68 dello Statuto.

7. Il trasferimento di personale tecnico–amministrativo da altra amministrazione universitaria viene disposto con Decreto rettorale ai sensi dell’articolo 68 dello Statuto previa delibera del Consiglio d’amministrazione anche ai fini dell’indicazione delle modalità di copertura della spesa.

8. Il trasferimento di personale dirigente e tecnico–amministrativo a seguito di procedura di mobilità viene effettuato ai sensi della vigente normativa.

 

art. 69 - Selezione



1. Il reclutamento del personale è disciplinato dalla vigente normativa legislativa e contrattuale.
2. Le richieste di procedure di valutazione comparativa per il personale docente sono proposte dalle facoltà, approvate dal Senato accademico per gli aspetti didattici e scientifici e dal Consiglio d’amministrazione per le modalità di copertura della spesa ed emanati con decreto rettorale.

3. I bandi di concorso per il personale dirigente e tecnico–amministrativo sono approvati dal Consiglio d’amministrazione ed emanati con decreto rettorale.

4. Le commissioni delle procedure di valutazione comparativa per il personale docente e ricercatore, dirigente e tecnico–amministrativo sono nominate con decreto rettorale.

5. Le commissioni di concorso per il personale tecnico–amministrativo devono essere composte da esperti di provata esperienza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari dell’Amministrazione, docenti e ricercatori e soggetti estranei alla stessa, che non siano componenti degli organi di governo centrali, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti o designati dalle organizzazioni sindacali o professionali ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 29/1993. Le commissioni sono presiedute da professori di prima fascia, in luogo dei dirigenti generali, ove previsti dalla vigente normativa.

6. Le nomine e gli inquadramenti sono disposte con decreto rettorale.

 

art. 70 - Formazione



1. L’Università cura la formazione e l’aggiornamento professionale del proprio personale.

2. Le attività di formazione e aggiornamento del personale tecnico–amministrativo vengono svolte nelle forme e nei limiti previsti dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva.

3. Le attività di formazione obbligatoria che riguardino il personale dei centri di gestione ordinari e dei centri di spesa devono essere autorizzate dal Rettore su proposta del Direttore amministrativo.

 

art. 71 - Gestione e controllo finanziario



1. La gestione delle dotazioni organiche e della copertura dei posti vacanti deve essere realizzata dagli uffici competenti attraverso una contabilità dei posti e delle retribuzioni che consenta permanentemente:
a) il controllo delle disponibilità finanziarie permanenti necessarie alla copertura della spesa nel caso di movimenti in entrata per concorso o mobilità;

b) il controllo delle disponibilità finanziarie che vengono a crearsi per movimenti in uscita dovuti a dimissioni, pensionamenti, cessazioni o trasferimenti;

c) il controllo degli automatismi legati a dinamiche contrattuali o normative;

d) il controllo delle dinamiche legate al ricorso a personale a tempo determinato e ai trattamenti economici accessori.

2. Ogni modifica alla dotazione organica e ogni provvedimento di copertura di posti vacanti con personale di ruolo o a tempo determinato, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, deve essere accompagnato da una relazione tecnica dei servizi del personale e dei servizi finanziari che descriva fonti e modi di copertura permanente della spesa.

 

art. 72 - Affidamento di incarichi per prestazioni strumentali alla ricerca e alla didattica



1. L’Università può ricorrere a soggetti esterni sulla base di un’analitica motivazione mediante l’affidamento di specifici incarichi retribuiti di lavoro autonomo nei seguenti casi:

a) affidamento di compiti non rientranti tra quelli istituzionali del personale dipendente della struttura o per sopperire a esigenze che non possono essere soddisfatte dal personale dipendente dalla struttura stessa;

b) affidamento di compiti di consulenza tecnica, scientifica o legale che richiedono specifiche competenze o iscrizioni agli albi professionali e per cui non sia consentito o opportuno l’impiego di personale dell’Università;

c) affidamento per l’uso di attrezzature scientifiche e didattiche di particolare complessità a persone di comprovata esperienza secondo quanto previsto dall’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980;

d) svolgimento di conferenze, seminari, corsi di formazione per cui è necessario avvalersi di esperti.

2. L’affidamento di prestazioni strumentali alla ricerca e alla didattica deve riguardare attività o opere ben definite, limitate nel tempo, senza vincolo di subordinazione, che non possono prefigurare in alcun modo un rapporto di lavoro dipendente.

3. L’affidamento di prestazioni strumentali alla ricerca e alla didattica è disciplinato da apposito regolamento interno, approvato dal Senato accademico, sentito il Consiglio d’amministrazione.

 

art. 73 - Affidamento di incarichi di lavoro subordinato a tempo determinato



1. Per sopperire a temporanee carenze di personale tecnico–amministrativo, da attribuirsi a situazioni di scopertura di posti di ruolo o a transitorie dilatazioni della domanda di servizi, o per rispondere a esigenze specialistichequalora non sostenibili con ricorso a personale in servizio presso altre strutture od uffici, esclusivamente l’Amministrazione centrale dell’Università, l’Azienda Policlinico e l’Azienda agraria possono stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 36, comma quarto, del decreto legislativo 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni, dall’articolo 3, comma ventiquattresimo, della legge 537/1993 e dell’articolo 10, comma terzo, dello Statuto edalle norme della contrattazione collettiva nazionale.
2. La stipula dei contratti di lavoro subordinato deve essere autorizzata dal Consiglio d’amministrazione sulla base di una relazione tecnica riguardante anche le modalità di copertura delle spese.

3. L’attribuzione dell’incarico di Direttore amministrativo dell’Università e della Azienda Policlinico, qualora conferito a personale esterno all’Università, richiede la stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, in cui si prevedano la durata, i compiti e il trattamento economico.

4. Qualora l’incarico sia attribuito a dirigenti di altre amministrazioni, il trattamento economico è quello in godimento presso l’Amministrazione di provenienza, rivalutabile secondo la dinamica retributiva dei dirigenti nel periodo contrattuale, cui si aggiunge l’indennità prevista dall’articolo 74 del Regolamento generale d’Ateneo.

5. Per l’attribuzione dell’incarico di Direttore amministrativo dell’Azienda Policlinico e per la definizione del relativo trattamento economico si applicano le disposizioni del presente Regolamento.

 

art. 74 - Collaboratori di ricerca



1. Per sopperire a specifiche esigenze poste dallo sviluppo di progetti di ricerca cui non è possibile far fronte con personale in servizio, l’Università può stipulare ai sensi dell’articolo 7, comma sesto e dell’articolo 36, comma quarto, del decreto legislativo 29/1993, contratti di lavoro subordinato a tempo determinato o contratti d’opera con esperti di provata competenza cui affidare l’espletamento di particolari fasi di ricerca.

2. La copertura finanziaria deve risultare a carico dei fondi stanziati per la ricerca in oggetto.

3. I contratti d’opera sono deliberati dall’organo collegiale del Centro di gestione competente e stipulati dal Direttore dello stesso.

4. I contratti di lavoro subordinato, su proposta degli organi collegiali del Centro di gestione competente, sono stipulati dall’Amministrazione centrale in base alla normativa vigente.

 

art. 75 - Collaboratori didattici



1. Per sopperire a specifiche esigenze di sostegno alle attività didattiche e formative, che non possano essere affidate ad altro personale docente o ricercatore in servizio, per insufficienza degli organici o superamento dei limiti di impegno didattico del personale suddetto, l’Università può stipulare ai sensi dell’articolo 7, comma sesto e dell’articolo 36, comma quarto, del decreto legislativo 29/1993, contratti d’opera con esperti di provata competenza cui affidare i suddetti compiti.
2. La copertura finanziaria deve risultare a carico dei fondi stanziati per la didattica.

3. I contratti d’opera sono deliberati dall’organo collegiale della Struttura didattica competente e stipulati dal Responsabile dello stesso.

 

art. 76 - Collaboratori linguistici



1. L’attività dei collaboratori linguistici è disciplinata dall’articolo 12 del Regolamento generale d’Ateneo e dalle disposizioni del Contratto collettivo nazionale del comparto del personale delle università e dalla vigente normativa.

 

art. 77 - Borse di studio



1. L’Università provvede all’istituzione di borse di studio destinate agli studenti dei corsi di diploma, di laurea, di specializzazione, di dottorato, di perfezionamento nonché per l’approfondimento culturale successivo al conseguimento dei titoli di studio predetti.

2. Le borse di studio sono finanziate con assegnazioni finalizzate del Ministero o di altre pubbliche amministrazioni, con fondi di bilancio, con contribuzioni studentesche destinate allo sviluppo del diritto allo studio e con erogazioni di terzi.

3. L’ammontare, la durata e il numero delle borse è determinato dal Consiglio d’amministrazione, sentiti il Consiglio degli studenti e il Senato accademico.

4. Il trattamento fiscale delle borse è definito dalla normativa di legge vigente.

5. L’Università provvede alla copertura assicurativa contro gli infortuni, le malattie professionali e la responsabilità civile, qualora non diversamente previsto.

6. Le modalità di concessione e di utilizzazione delle borse sono disciplinate da uno o più regolamenti approvati dal Senato accademico, sentito il Consiglio d’amministrazione.

 

art. 78 - Borse di ricerca



1. L’Università provvede all’istituzione di borse di ricerca d’Ateneo da riservarsi ai laureati dell’Ateneo udinese ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto. Possono essere altresì concesse borse di ricerca a laureati di altri atenei anche stranieri per la partecipazione a progetti di ricerca presso le strutture scientifiche dell’Ateneo udinese da sostenersi con fondi di bilancio delle strutture stesse, con fondi e finanziamenti provenienti anche da terzi.
2. Il Consiglio d’amministrazione può stabilire che una parte delle entrate provenienti da prestazioni a favore di terzi e dei fondi di ricerca sia riservata per la concessione di borse di ricerca.

3. L’Università può provvedere all’istituzione di borse di ricerca finanziate nell’ambito dei contratti comunitari.

4. L’Università provvede alla copertura assicurativa contro gli infortuni, le malattie professionali e la responsabilità civile.

5. La concessione delle borse di ricerca è disciplinata da apposito regolamento interno approvato dal Senato accademico, sentito il Consiglio d’amministrazione, ove sono definite le modalità per la concessione delle borse, i criteri d’assegnazione, le procedure di selezione, la durata massima e l’entità delle stesse, nonché gli obblighi, i compiti e le forme di pubblicità.

 

art. 79 - Collaborazione degli studenti a tempo parziale



1. L’Università realizza forme di collaborazione degli studenti ad attività connesse ai servizi resi con esclusione di quelli inerenti alle attività di docenza, allo svolgimento degli esami ed all’assunzione di responsabilità amministrative, ai sensi dell’articolo 13 della legge 390/1991 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Le collaborazioni degli studenti a tempo parziale sono disciplinate da apposito regolamento interno approvato dal Senato accademico, sentito il Consiglio d’amministrazione, con il quale si definiscono le modalità d’accesso e le condizione d’erogazione dei compensi nel rispetto dei seguenti principi:

a) gli incarichi di collaborazione possono essere assegnati a studenti che abbiano superato almeno i due quinti degli esami previsti dal piano di studio prescelto, con riferimento all’anno di iscrizione;

b) le prestazioni dello studente non possono superare un massimo di centocinquanta ore per ciascun anno accademico;

c) a parità di condizioni del curriculum formativo, prevalgono le condizioni di reddito meno favorevole;

d) al termine di ciascun anno viene valutata l’attività svolta da ciascun percettore di compensi e l’efficacia dei servizi attivati secondo quanto previsto dal relativo regolamento.

3. Per le attività che prevedono le erogazioni di particolari servizi dovrà essere valutata la preparazione e la capacità posseduta dal candidato.

4. Il compenso è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche e dall’imposta locale sui redditi, ai sensi dell’articolo 13, comma secondo, della legge 390/1991.

5. L’Università provvede alla copertura assicurativa contro gli infortuni, le malattie professionali e la responsabilità civile.

 

art. 80 - Attività di docenza aggiuntiva e integrativa



1. Ai fini dell’organizzazione e dello svolgimento delle attività di formazione finalizzata, dei servizi didattici integrativi e dei corsi intensivi previsti dall’articolo 6 della legge 341/1990, dell’articolo 14 della legge 390/1991 e dell’articolo 6 dello Statuto, il Consiglio d’amministrazione su proposta del Senato accademico definisce le modalità per l’attivazione e il funzionamento delle iniziative e per il conferimento a titolo oneroso delle prestazioni didattiche rese al di fuori dell’impegno orario complessivo stabilito per i professori e i ricercatori di ruolo.

2. L’Università per il finanziamento degli oneri derivanti dall’attivazione delle iniziative richiamate, nonché per le prestazioni richieste ai professori a contratto e per i collaboratori didattici, può integrare ove necessario i fondi ministeriali con fondi di terzi anche convenzionati, contributi di enti o di privati o con le contribuzioni degli utenti.

 

art. 81 - Attività di docenza fuori sede di servizio



1. Ai professori e ai ricercatori dell’Università cui sia stata conferita una supplenza o affidamento per un corso di insegnamento nell’ambito di iniziative didattiche localizzate al di fuori della sede di servizio e in particolare nei poli decentrati dell’Università, oltre all’eventuale trattamento economico per la supplenza e l’affidamento, spetta la copertura assicurativa e una maggiorazione determinata dal Consiglio d’amministrazione, anche commisurata alle spese da rimborsare, sede per sede.
2. L’onere può essere sostenuto con fondi provenienti da terzi.

 

art. 82 - Retribuzioni per supplenze, affidamenti e contratti d’insegnamento



1. Le supplenze, gli affidamenti e i contratti d’insegnamento vengono retribuiti sulla base di criteri definiti dal Consiglio d’amministrazione su proposta del Senato accademico.
2. Le retribuzioni per supplenze e affidamenti, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 114 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980, si fondano sul numero di ore previsto dagli ordinamenti didattici, e dal carico didattico previsto dal Regolamento didattico d’Ateneo e da quelli delle facoltà.

3. Possono essere retribuiti gli incarichi d’insegnamento presso corsi di perfezionamento, di specializzazione e d’aggiornamento qualora svolti al di fuori dei limiti di impegno didattico.

4. Le retribuzioni per insegnamenti svolti per contratto possono essere differenziate sulla base della particolare qualificazione del professore a contratto, mediante deliberazione appositamente motivata del Consiglio d’amministrazione su proposta della Facoltà interessata, nei limiti dei fondi alla stessa assegnati.

5. La copertura per contratto di insegnamenti riguardanti corsi di laurea e di diploma di non nuova istituzione può essere assicurata solo con risorse finanziarie di provenienza non statale ai sensi dell’articolo 52, comma secondo, dello Statuto. Tale circostanza deve essere richiamata nella delibera d’approvazione del contratto.

6. I contratti sostitutivi di insegnamento possono essere rinnovati per sopperire ad esigenze di copertura di corsi specialistici anche in deroga ai limiti previsti dall’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980 e successive modificazioni ed integrazioni. La deroga viene deliberata dal Senato accademico su motivata proposta dell’organo collegiale della struttura didattica competente.

7. I contratti sostitutivi e integrativi d’insegnamento vengono indicati dalle facoltà, proposti dal Senato accademico, approvati dal Consiglio d’amministrazione e stipulati dal Rettore.

8. La Facoltà programma il conferimento di supplenze, affidamenti e contratti di insegnamento sulla base del pieno utilizzo delle risorse didattiche di docenti e ricercatori dell’Ateneo e dell’individuazione delle soluzioni economicamente meno onerose per l’Ateneo.

 

art. 83 - Pagamenti al personale



1. Oltre ai compensi e alle indennità previsti dalla normativa vigente, possono essere disposti a favore del personale dipendente dall’Università pagamenti per:
a) trasferte ed eventuali indennità per attività didattiche fuori sede di servizio;

b) eventuali compensi per attività scientifiche didattiche aggiuntive e integrative;

c) ripartizioni derivanti da corrispettivi per prestazioni a favore di terzi, a titolo di compenso per la partecipazione o di riparto del Fondo di struttura e del Fondo comune d’Ateneo;

d) le indennità di carica e altri compensi previsti dall’articolo 74 del Regolamento generale d’Ateneo;

e) partecipazione al Fondo miglioramento servizi o di produttività;

f) altre indennità o compensi previsti dal Contratto collettivo nazionale per il comparto universitario;

g) indennità a personale di qualifica non dirigenziale cui siano attribuite responsabilità di uffici complessi;

h) compensi a tempo o compensi forfettizzati, stabiliti preventivamente dal Consiglio d’amministrazione, per l’espletamento di particolari incarichi al di fuori dell’orario di lavoro (commissioni di concorso, commissioni di gara, commissioni di collaudo, ecc.).

2. Il Consiglio d’amministrazione definisce l’entità dei compensi integrativi, delle indennità e dei gettoni di presenza.

 

art. 84 - Trattamento di trasferta



1. Il personale docente, ricercatore, dirigente e tecnico–amministrativo autorizzato o incaricato a svolgere attività fuori sede ha diritto all’indennità di missione, che può essere erogata in misura ridotta qualora venga richiesto il rimborso delle spese effettivamente sostenute per il vitto e l’alloggio, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il personale ha comunque diritto di scegliere tra:
a) trattamento di missione;

b) trattamento a piè di lista.

Per il personale esterno che partecipa ai progetti di ricerca è previsto il rimborso delle spese a piè di lista.

2. Il mezzo di trasporto utilizzato deve essere di norma quello pubblico. Il ricorso ad altri mezzi mezzi può essere autorizzato quando sussista una delle seguenti condizioni:

a) economicità riferita al rapporto tra tempi/costi e al mezzo;

b) trasporto di materiali e strumenti scientifici;

c) urgenza;

d) luogo di incarico non servito da mezzi ordinari;

e) indisponibilità temporanea di mezzi ordinari.

3. Il Rettore, il Prorettore e il Direttore amministrativo, che per esigenze connesse alla loro funzione debbano recarsi fuori dalla propria sede di servizio, possono avvalersi del servizio pubblico di taxi per gli spostamenti urbani nel luogo di missione.

4. Per le attività fuori sede connesse a esigenze di servizio e allo svolgimento della ricerca e della didattica sono ammesse al rimborso le spese effettivamente sostenute e idoneamente documentate, ivi comprese quelle sostenute per l’acquisto sul luogo di materiale di consumo e inventariabile necessario alla ricerca, salva l’autorizzazione degli organi competenti obbligatoria anche a posteriori.

5. Il diritto al trattamento per missione o incarico fuori sede si acquisisce allorché l’incarico venga svolto in località distanti almeno 10 chilometri dal confine del comune di cui al comma successivo.

6. L’attività d’incarico fuori sede inizia e termina, nella sede di servizio, ovvero nel luogo di residenza, o nel luogo di abituale dimora, o qualsiasi altra sede purché giustificata da particolari esigenze, qualora più conveniente per l’Amministrazione.

7. Il trattamento di trasferta è disciplinato da apposito regolamento interno approvato dal Consiglio d’amministrazione, sentito il Senato accademico e acquisito il parere delle organizzazioni sindacali.

 

art. 85 - Servizi residenziali



1. L’Università promuove servizi diretti a facilitare il reperimento degli alloggi della residenza per il personale proveniente da altre sedi universitarie e delle abitazioni per il personale in servizio ai sensi dell’articolo 6, comma quinto, dello Statuto.
2. Tali servizi possono essere assicurati attraverso:

a) un’attività di assistenza per il reperimento di alloggi;

b) la promozione di iniziative cooperativistiche per la realizzazione dell’abitazione;

c) la realizzazione di servizi di foresteria da riservarsi a docenti e ricercatori ospiti o al personale dell’Università nella fase di primo inserimento o che trascorrono un periodo d’insegnamento o di ricerca nell’Università. Tali servizi residenziali sono garantiti a puro prezzo di costo.

3. I servizi residenziali possono essere usufruiti sulla base di criteri definiti dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 86 - Servizi culturali, ricreativi e sociali



1. L’Università favorisce le attività di natura sociale, ricreativa e culturale a favore del personale dipendente e degli studenti mediante:
a) assegnazione di spazi e di attrezzature;

b) erogazione di contributi finanziari;

c) forniture di servizi tramite proprie strutture o terzi.

2. Possono accedere a tali provvidenze i soggetti istituzionali operanti nell’Università e che abbiano ottenuto il riconoscimento ai sensi dell’articolo 8, comma quarto, dello Statuto.

3. Le provvidenze sono attribuite su delibera del Consiglio d’amministrazione, o sulla base di criteri che esso provvederà a definire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 9 della legge 537/1993.

4. Le attività di cui al comma primo sono svolte dal personale al di fuori dell’orario di lavoro.


 

TITOLO XII
Gestione delle strutture



 

art. 87 - Amministrazione centrale



1. Alla gestione dei servizi dell’Amministrazione centrale è preposto un dirigente con la funzione di Direttore amministrativo. Il Bilancio autonomo dell’Amministrazione centrale è articolato in capitoli, sia di entrata che di spesa, riferiti ai singoli uffici di supporto e di gestione. Gli atti di spesa vengono approvati dal Consiglio d’amministrazione salvo gli atti che per limite di oggetto e di valore siano riservati rispettivamente al Rettore e al Direttore amministrativo.

 

art. 88 - Azienda Policlinico



1. Il Policlinico universitario a gestione diretta è costituito in Azienda autonoma dell’Università ai sensi dell’articolo 36 dello Statuto che recepisce i principi stabiliti per le aziende ospedaliere dall’articolo 4, commi terzo e quinto del decreto legislativo 502/1992 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Il Policlinico gode d’autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile che esercita sulla base delle norme del Regolamento generale d’Ateneo e del presente Regolamento, oltre che delle disposizioni dei propri regolamenti. La gestione del Policlinico è informata al principio dell’autonomia economico–finanziaria e dei preventivi e consuntivi per centri di costo, basati sulle prestazioni assistenziali effettuate. Tale autonomia è esercitata sulla base del proprio Regolamento interno e del proprio Regolamento di gestione e contabilità.

3. Il Policlinico universitario in analogia ai principi di cui all’articolo 3, comma tredicesimo, del decreto legislativo 502/1992 e successive modificazioni e integrazioni, è sottoposto al controllo di un Collegio dei revisori dei conti costituito da un dirigente o funzionario designato dal Ministero del Tesoro scelto nell’ambito della Ragioneria generale dello Stato, da un dirigente o funzionario designato dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, da un dirigente o funzionario designato dal Ministero della Sanità, da un dirigente o funzionario designato dalla Direzione regionale della Sanità e da un Revisore ufficiale dei conti iscritto al relativo albo. Il Collegio dura in carica tre anni ed è nominato con decreto del Rettore. Competenze e modalità di funzionamento del Collegio dei revisori dei conti sono determinate dal Regolamento di gestione e contabilità in analogia a quanto previsto dall’articolo 100 del presente Regolamento.

4. Il controllo di efficacia, efficienza, economicità e qualità delle attività assistenziali e amministrative è attuato da un Nucleo di valutazione costituito da esperti, tra i quali quattro provenienti rispettivamente da: personale medico, paramedico, sanitario e tecnico–amministrativo, non appartenenti alla Delegazione amministrativa o al Consiglio d’amministrazione. Il Nucleo è nominato con decreto del Rettore su proposta della Delegazione amministrativa.

5. Il Direttore amministrativo del Policlinico è nominato dal Rettore che lo sceglie tra i dirigenti universitari o tra i soggetti che rispondano ai requisiti previsti dall’articolo 4, comma sesto, del decreto legislativo 502/1992 e successive modificazioni e integrazioni. Qualora si ricorra a dirigenti esterni all’Università, il rapporto di lavoro è disciplinato da un contratto di diritto privato. Il contenuto del contratto e il livello retributivo sono determinati sulla base di quanto previsto dal citato articolo 4 del decreto legislativo 502/1992. Al dirigente viene mantenuto il trattamento economico dell’Amministrazione di provenienza, qualora superiore a quello assicurato ai dirigenti universitari.

6. Al Presidente, al Direttore amministrativo e al Direttore sanitario spetta una indennità annua attribuita su proposta della Delegazione amministrativa e approvata dal Consiglio d’amministrazione che tenga conto dei compiti assegnati, del trattamento economico in godimento in quanto dipendente di ente pubblico, del trattamento economico previsto per analoghe funzioni nelle aziende ospedaliere e dell’impegno orario dedicato all’azienda.

7. Ai membri del Collegio è attribuito un compenso determinato dal Consiglio d’amministrazione.

8. Ai componenti del Nucleo di valutazione della Delegazione amministrativa, con esclusione del Presidente, del Direttore amministrativo e del Direttore sanitario si applica quanto previsto dall’articolo 110 del presente Regolamento.

9. Il Policlinico utilizza il personale infermieristico, tecnico–sanitario, ausiliario e tecnico–amministrativo proveniente sia dai ruoli universitari sia dal Servizio sanitario nazionale. La responsabilità gestionale del personale infermieristico, tecnico–sanitario e ausiliario è attribuita al Direttore sanitario. La responsabilità del personale tecnico–amministrativo è attribuita al Direttore amministrativo.

10. Il personale dell’area tecnica e di quella socio–sanitaria, laureato in Medicina e chirurgia, ovvero in settori compresi dalla normativa ospedaliera nell’area sanitaria, appartenente alla settima e ottava qualifica funzionale, svolge funzioni assistenziali con i dirigenti preposti. Allo stesso personale è possibile conferire la dirigenza di primo livello.

11. L’Azienda è dotata di un proprio bilancio che deve essere conforme alle direttive regionali emanate in materia per le aziende ospedaliere, con gli adattamenti resi necessari dalla compresenza delle attività didattiche e scientifiche e dallo stato giuridico di parte del personale in essa operante, appartenente ai ruoli universitari.

12. Il Bilancio dell’Azienda viene approvato dalla Delegazione amministrativa dell’Azienda e sottoposto alla ratifica del Consiglio d’amministrazione.

13. Il Bilancio dell’Azienda deve chiudere almeno in pareggio. Con delibera del Consiglio d’amministrazione l’eventuale avanzo d’amministrazione è utilizzato dal Policlinico o dall’Università per la copertura degli oneri di personale assegnato o operante nel Policlinico o per attività di ricerca scientifica. In caso di disavanzo deve essere approvato contestualmente all’approvazione del Bilancio un piano anche pluriennale di rientro a valere su risorse proprie. In caso di ingiustificati disavanzi di gestione o di mancato rispetto del piano di abbattimento il Consiglio d’amministrazione procede allo scioglimento della Delegazione amministrativa e alla sua sostituzione con una nuova Delegazione.

 

art. 89 - Azienda agraria



1. L’Azienda Agraria sperimentale "Antonio Servadei" è struttura di sperimentazione dell’Università e strumento della didattica e della ricerca della Facoltà di Agraria e di Medicina veterinaria.
2. L’Azienda agraria ha autonomia di bilancio esercitata sulla base di un proprio regolamento interno in analogia alle norme del Regolamento generale d’Ateneo e del presente Regolamento.

3. All’Azienda sono preposti un Presidente, un Direttore coadiuvato da un Coordinatore tecnico che sono membri di diritto della delegazione amministrativa prevista dall’articolo 35 dello Statuto. Il Coordinatore tecnico è assistito da un Funzionario amministrativo per gli aspetti amministrativi e contabili.

4. L’Azienda agraria è dotata di un proprio bilancio che deve essere conforme a quello delle aziende agrarie non sperimentali, con i necessari adattamenti resi necessari dalla presenza di attività sperimentali e dallo stato giuridico del personale in essa operante, appartenente ai ruoli universitari.

5. Il Bilancio dell’Azienda agraria deve chiudere almeno in pareggio e viene approvato dalla Delegazione amministrativa dell’Azienda e sottoposto alla ratifica del Consiglio d’amministrazione.

6. L’Azienda agraria si avvale del Collegio dei revisori dei conti e del Nucleo di valutazione dell’Università.

7. Le norme di funzionamento dell’Azienda agraria e dei suoi organi sono stabilite da apposito regolamento interno ai sensi dell’articolo 35, comma sesto, dello Statuto.

 

art. 90 - Centri di gestione ordinari



1. I centri di gestione ordinari sono strutture costituite con lo scopo di promuovere e realizzare attività di ricerca o di servizio e alle quali lo Statuto o il Consiglio d’amministrazione ha riconosciuto l’autonomia di bilancio. Gli organi e le relative competenze sono definiti dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo.
2. Al Centro di gestione sono preposti un Direttore, con compiti di rappresentanza, di coordinamento, di esecuzione e di gestione, un Organo collegiale ristretto, con compiti istruttori, propositivi e di gestione corrente, denominato "Giunta" e un Consiglio allargato a tutti gli afferenti al Centro che vi partecipano direttamente o tramite loro rappresentanti, con compiti di programmazione, di governo e di controllo, denominato "Consiglio".

3. Il Centro di gestione è amministrato, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 567/1987 e degli articoli 31 e 32 dello Statuto, da un Segretario amministrativo assegnato dall’Amministrazione centrale che risponde gerarchicamente al Direttore del Centro e funzionalmente al Direttore amministrativo, con il compito di:

a) coordinare le attività amministrativo–contabili assumendo in solido con il Direttore la responsabilità dei conseguenti atti e apponendovi, congiuntamente al Direttore, la propria sottoscrizione quale visto di legittimità;

b) collaborare con il Direttore per le attività volte al migliore funzionamento della struttura, ivi compresa l’organizzazione dei corsi, dei convegni e dei seminari;

c) provvedere all’organizzazione del lavoro del personale amministrativo e rispondere del personale stesso, assegnato al Centro;

d) curare la predisposizione tecnica dei bilanci e i relativi allegati nonché la gestione patrimoniale e la conservazione della documentazione amministrativo–contabile;

e) partecipare alle sedute del Consiglio con voto deliberante e con funzioni di segretario verbalizzante;

f) partecipare alle sedute della Giunta con voto deliberante nelle materie delegate dal Consiglio, con voto consultivo nelle altre materie e con funzioni di segretario verbalizzante;

g) esercitare tutte le altre attribuzioni che gli sono devolute dallo Statuto, dai regolamenti e dalla normativa di legge o contrattuale vigente.

4. Il Segretario amministrativo appartiene alla qualifica funzionale prevista dalla normativa di legge o contrattuale vigente. In mancanza di personale con tali requisiti, l’incarico può essere assegnato a personale amministrativo–contabile di qualifica immediatamente inferiore. In tal caso ha diritto ad apposita indennità prevista dal vigente Contratto collettivo nazionale del comparto universitario.

5. Alla gestione finanziaria del Centro si applicano le disposizioni del titolo VIII del presente Regolamento.

6. Il Centro di gestione può rimborsare direttamente a un afferente eventuali spese sostenute anche mediante carta di credito, purché queste siano documentate e approvate.

7. I fondi di ricerca assegnati direttamente dall’Ateneo o da altri enti agli afferenti al Centro di gestione, singoli o associati, sono gestiti secondo le norme del presente Regolamento e dei regolamenti interni d’Ateneo o delle singole strutture e secondo le determinazioni degli organi di governo. Tali fondi sono utilizzati dai titolari sulla base dei rispettivi programmi di ricerca e dei vincoli posti dagli erogatori dei fondi. L’obbligazione di spesa viene assunta dal Direttore su autorizzazione del titolare del fondo. Il Consiglio del Centro, nei limiti previsti dal Consiglio d’amministrazione, può stabilire un prelievo su tutti i fondi di ricerca, con esclusione di quelli destinati unicamente all’aggiornamento scientifico dei titolari, per la copertura di quota parte di spese generali e di funzionamento. La misura del prelievo sarà determinata preventivamente con riferimento ai fondi assegnati agli esercizi successivi.

8. In caso di trasferimento della afferenza ad altro Centro, il trasferimento di quota del patrimonio mobile, acquisita con fondi personali di ricerca, avviene se approvato dal centro di provenienza. Il Consiglio d’amministrazione decide, in caso di dissenso, su motivata richiesta dei docenti interessati. Il trasferimento di una quota del patrimonio acquisito sia con assegnazioni personali sia con fondi assegnati alla struttura secondo criteri che abbiano tenuto conto del numero degli afferenti avviene nel caso di costituzione di nuovi centri di gestione per disaggregazione o fusione di centri di gestione esistenti realizzata secondo le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo e purché esplicitamente previsto nelle delibere degli organi di governo.

9. Nell’ambito della propria gestione ordinaria e con le stesse procedure contabili il Centro di gestione può assumere l’amministrazione di un centro di spesa.

10. Sono esclusi dalle competenze dei centri di gestione i contratti riguardanti le variazioni del patrimonio immobiliare, le forniture e i servizi legati alla gestione dello stesso, quali quelle riguardanti gli approvvigionamenti di prodotti energetici e gli allacciamenti. Sono inoltre esclusi l’uso a qualsiasi titolo di immobili o di porzioni degli stessi da parte di terzi, i servizi di tesoreria e i rapporti di lavoro subordinato.

11. Il Direttore è responsabile, in solido con il Segretario amministrativo, del rispetto della normativa di legge in tema di contratti e di adempimenti fiscali riguardanti le attività del Centro e del rispetto delle disposizioni interne emanate dall’Amministrazione centrale.

12. Il Direttore autorizza le assenze del Segretario amministrativo per la partecipazione a riunioni, a corsi di formazione e d’aggiornamento, a seminari e convegni e ad altre iniziative. Non può negare l’autorizzazione per la partecipazione a iniziative che siano state approvate dagli organi di governo centrali.

13. L’Amministrazione centrale garantisce un servizio di consulenza per agevolare i centri nell’espletamento delle procedure richieste dalla legge o dai regolamenti in materia.

 

art. 91 - Centri di spesa



1. I centri di spesa sono strutture costituite con lo scopo di promuovere e realizzare attività didattiche, di ricerca o di servizio e alle quali lo Statuto o il Consiglio d’amministrazione non ha riconosciuto l’autonomia di bilancio. Gli organi e le relative competenze sono definite dallo Statuto e dal Regolamento generale d’Ateneo.
2. Al Centro di spesa sono preposti un Direttore, con compiti di rappresentanza, di coordinamento, di esecuzione e di gestione, un organo collegiale ristretto, con compiti istruttori, propositivi e di gestione corrente, denominato "Giunta" e un Consiglio allargato a tutti gli afferenti al Centro, che vi partecipano direttamente o tramite loro rappresentanti, con compiti di programmazione, di governo e di controllo, denominato "Consiglio". L’organo collegiale ristretto non è organo necessario. Qualora esso non sia previsto o non sia costituito, le sue competenze vengono assorbite dall’organo collegiale allargato, che le esercita direttamente o attraverso sue commissioni o con delega al Direttore.

3. Il Centro di spesa è gestito dal Direttore che si avvale di un Segretario appartenente al personale tecnico–amministrativo assegnato dall’Amministrazione. Qualora al Centro di spesa sia assegnato un Coordinatore generale, questi sostituisce il Direttore per gli affari correnti e lo assiste per gli affari di maggiore rilevanza come funzionario responsabile dei procedimenti.

4. Il Consiglio ha il compito di:

a) approvare le richieste annuali di finanziamento da inoltrare all’Amministrazione centrale;

b) approvare un piano finanziario annuale;

c) autorizzare le spese non eccedenti i limiti di oggetto e di valore stabiliti dal Consiglio d’amministrazione e non delegate alla Giunta qualora costituita o al Direttore;

d) approvare convenzioni e contratti di propria competenza secondo i limiti di oggetto e di valore determinati dai regolamenti e dalle deliberazioni del Consiglio d’amministrazione;

e) proporre convenzioni e contratti da sottoporre all’approvazione del Consiglio d’amministrazione in quanto eccedenti i limiti di oggetto e di valore di propria competenza.

5. Il Consiglio del Centro determina, nell’ambito dei vincoli di oggetto e di valore, gli atti di gestione e le eventuali ipotesi di delega di competenza del Direttore.

6. La gestione finanziaria del Centro di spesa si svolge in base a un piano finanziario annuale, approvato dal Consiglio del Centro ove, secondo uno schema comune, vengono rappresentate le disponibilità e le spese previste nel corso dell’esercizio.

7. I centri di spesa non possono ricevere fondi e non possono effettuare pagamenti se non per il tramite dell’Amministrazione centrale o di un centro di gestione.

8. Sono esclusi dalle competenze dei centri di spesa i contratti riguardanti le variazioni del patrimonio immobiliare, le forniture e i servizi legati alla gestione dello stesso, quali quelle riguardanti gli approvvigionamenti di prodotti energetici e gli allacciamenti. Sono, inoltre, esclusi l’uso a qualsiasi titolo di immobili o di porzioni degli stessi da parte di terzi, i servizi di tesoreria e i rapporti di lavoro subordinato.

9. Il Direttore autorizza le assenze del personale per la partecipazione a riunioni, a corsi di formazione e di aggiornamento, a seminari e convegni e ad altre iniziative. Non può negare l’autorizzazione per la partecipazione a iniziative che siano state approvate dagli organi di governo centrali.

10. Il Direttore è responsabile del rispetto della normativa di legge in tema di contratti e d’adempimenti fiscali di competenza del Centro e del rispetto delle disposizioni interne emanate dall’Amministrazione centrale.

11. L’Amministrazione centrale garantisce un servizio di consulenza per agevolare i centri nell’espletamento delle procedure richieste dalla legge o dai regolamenti in materia.


 

TITOLO XIII
Disposizioni speciali



 

art. 92 - Prestazioni a favore di terzi



1. Le prestazioni a favore di terzi costituiscono, ai sensi dell’articolo 6, comma quarto, dello Statuto, attività istituzionali non obbligatorie per l’Università e consistono in attività di ricerca, di consulenza, di progettazione, di sperimentazione, di verifica tecnica, di formazione, di didattica e di servizio svolte nell’interesse esclusivo o prevalente di terzi da strutture scientifiche, didattiche e amministrative dell’Università, avvalendosi delle proprie competenze e risorse, con la condizione di non impedire lo svolgimento delle attività didattiche e scientifiche e di percepire un corrispettivo atto a coprirne quantomeno i costi. Tali attività prescindono dai limiti stabiliti dall’articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. Il corrispettivo deve essere determinato considerando tutti i costi diretti e indiretti della prestazione, ivi compresi i costi per l’uso degli spazi, i servizi accessori e le spese generali dell’Ateneo, le spese generali e istituzionali della Struttura, gli ammortamenti e i costi di personale per attività prestate nell’ambito del proprio impegno orario e fuori dell’impegno orario. Oltre al compenso per il personale docente, ricercatore e tecnico–amministrativo che abbia partecipato alla prestazione al di fuori dell’impegno orario, dovrà essere prevista una quota per il Fondo comune d’Ateneo da ripartirsi tra il personale tecnico–amministrativo dell’intero Ateneo nonché una quota per il Fondo di struttura da ripartirsi tra il personale tecnico–amministrativo della Struttura medesima. Il residuo netto viene destinato dalla Struttura per il funzionamento e lo sviluppo delle attività istituzionali della stessa, e pertanto può essere utilizzato anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980.

3. Il Consiglio d’amministrazione determina, sentite le organizzazioni sindacali, il valore delle quote e i relativi criteri di riparto del Fondo d’Ateneo sulla base del regolamento interno per le prestazioni a pagamento conto terzi, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980 e successive integrazioni e modifiche e dal Decreto ministeriale 30 dicembre 1981.

4. I criteri di riparto del Fondo di struttura e le quote destinabili al personale vengono determinati dal regolamento interno di cui al comma precedente, anche in deroga ai limiti previsti dall’articolo 66 del Decreto del Presidente della Repubblica 382/1980 e successive integrazioni e modifiche.

5. Possono essere comprese nelle prestazioni a favore di terzi anche le attività didattiche riguardanti corsi di perfezionamento, d’aggiornamento e di formazione da cui consegue il rilascio di specifici attestati e corsi al termine dei quali vengono rilasciati titoli aventi valore legale qualora localizzati in sedi decentrate o riguardanti campi disciplinari che non rientrino nelle priorità dell’Università e che quindi vengano attivati e gestiti nell’interesse prevalente di consorzi di enti locali o di altre istituzioni pubbliche o private che con apposite convenzioni si impegnino a sostenerne i costi.

6. Qualora l’attività in conto terzi venga svolta all’interno dell’orario di servizio spetta solo la quota del Fondo di struttura. Qualora l’attività in conto terzi venga svolta al di fuori dell’orario di servizio spetta un compenso.

7. Sono comprese nelle prestazioni a favore di terzi anche la realizzazione di studi, ricerche e consulenze per la predisposizione di progetti e le attività di progettazione e di direzione dei lavori nei limiti e nei modi previsti dalla normativa di legge disciplinante gli ordinamenti professionali. Nel caso in cui tali attività siano svolte da un centro di gestione, il Consiglio del Centro individua con il suo consenso il docente, ricercatore o tecnico il quale, essendo iscritto nel corrispondente albo professionale, sottoscrive il progetto e assume la direzione dei lavori. La direzione dei lavori può essere affidata a soggetto diverso dal progettista. Per gli uffici e i servizi dell’Amministrazione centrale delibera il Consiglio d’amministrazione.

8. Le prestazioni possono essere svolte a tariffa o a preventivo. Le tariffe sono approvate dal Consiglio d’amministrazione su proposta delle strutture interessate. Le prestazioni a preventivo sono disciplinate da un contratto che viene approvato dai consigli delle strutture e stipulato dai relativi direttori e dai funzionari responsabili del procedimento. Se l’importo del contratto è superiore ai limiti stabiliti dal Consiglio d’amministrazione la stipulazione deve essere preceduta dall’approvazione anche del Consiglio d’amministrazione.

9. Le eventuali certificazioni e gli altri documenti riguardanti i risultati delle prestazioni sono sottoscritti unicamente dal responsabile scientifico e dal Direttore del Centro di gestione o di spesa, senza che sia necessario il visto del Rettore già previsto dall’articolo 134 del Regio decreto 674/1924.

10. La prestazione di attività di cui al presente articolo è disciplinata da apposito regolamento interno, approvato dal Senato accademico, sentito il Consiglio d’amministrazione.

 

art. 93 - Convenzioni interne



1. Possono essere eseguite dalle strutture interne anche prestazioni a favore dell’Amministrazione centrale o degli altri centri di gestione o di spesa che non costituiscono attività commerciale dell’Ateneo.
2. Ove si tratti di prestazioni ripetitive, il Consiglio d’amministrazione definisce le condizioni tariffarie per le prestazioni rese alle altre strutture dell’Università e le eventuali agevolazioni per i soggetti dell’Ateneo.

3. Ove si tratti di prestazioni a preventivo i reciproci rapporti saranno definiti da una apposita convenzione interna, da approvarsi dai consigli delle strutture interessate, utilizzando la normativa per le prestazioni in conto terzi in quanto applicabile.

4. La determinazione dei corrispettivi non potrà comprendere costi già posti in via diretta o indiretta a carico dell’Amministrazione centrale.

5. Non possono essere previste quote per i fondi comuni d’Ateneo e di struttura e compensi per il personale se non quando i fondi provengano:

a) da prestazioni conto terzi;

b) o da fondi non vincolati ai fini istituzionali di ricerca e didattica.

In caso diverso, l’intero residuo è destinato alla struttura o ai fondi di ricerca. Il versamento del corrispettivo avviene a seguito di nota emessa dal centro prestatore del servizio.

 

art. 94 - Ricerca in cooperazione con terzi



1. L’Università per perseguire i propri fini istituzionali e per ricerche scientifiche di proprio interesse prioritario, può stipulare con terzi, anche tramite i centri di gestione, accordi di ricerca, anche con proprio eventuale apporto finanziario o logistico, in cooperazione, così come può accettare da terzi contributi per la ricerca in cooperazione.
2. L’interesse prioritario dell’Università si desume dal fatto che le condizioni del contratto di ricerca e quelle del contributo per la ricerca in cooperazione riconoscono all’Università sia la piena libertà di pubblicare o di coprire con brevetto sia lo sfruttamento economico dei risultati della ricerca, quanto meno nei limiti del contributo fornito dalle proprie strutture.

3. I fondi provenienti da accordi e contributi sono assimilati ai fondi di ricerca e assoggettati allo stesso tipo di disciplina.

 

art. 95 - Ricerca internazionale



1. Sono contratti di ricerca internazionali quelli stipulati con soggetti pubblici o privati aventi sede al di fuori del territorio dello Stato, ivi compresi quelli conseguenti alla partecipazione a bandi di concorso comunitari.
2. Le disposizioni contenute nei contratti di ricerca internazionali possono derogare alle regole generali stabilite dal presente Regolamento.

3. I limiti e le modalità per il rimborso delle spese per la diaria delle missioni effettuate in esecuzione di un contratto comunitario sono quelli stabiliti dal contratto stesso. La liquidazione dell’importo dovrà avvenire dietro presentazione della documentazione richiesta dall’ente finanziatore.

4. L’Università può provvedere all’acquisto di attrezzature scientifiche e didattiche da destinare a organizzazioni e centri di ricerca stranieri, qualora tale operazione sia prevista dal contratto internazionale. In deroga a quanto previsto dall’articolo 50 del presente Regolamento non saranno iscritti in inventario i beni mobili acquistati per conto di organizzazioni straniere nell’ambito dei contratti di ricerca internazionali. Saranno inventariati i beni mobili acquistati dalle organizzazioni internazionali a favore delle strutture dell’Ateneo nell’ambito dei progetti finanziati dall’Unione europea.

5. L’Università può anticipare alle strutture scientifiche fondi per l’acquisto di attrezzature necessarie allo svolgimento di ricerche nell’ambito di progetti finanziati dall’Unione europea. Viene istituito un fondo di bilancio specifico per la copertura di tali anticipazioni. L’anticipo dovrà essere restituito al momento dell’accredito della prima rata del finanziamento da parte dell’istituzione comunitaria.

6. L’Università può stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato anche per l’assunzione di personale da destinare ad attività di ricerca nell’ambito di un contratto comunitario. La stipula di contratti di lavoro a tempo determinato per attività di ricerca dovrà essere approvata dall’organo collegiale competente. Le mansioni, la durata e il trattamento economico non potranno prescindere da quanto stabilito dal contratto tra la Commissione europea e l’Università.

7. I contratti di lavoro subordinato, su proposta degli organi collegiali del Centro di gestione competente, sono stipulati dall’Amministrazione centrale in base alla normativa vigente.

 

art. 96 - Partecipazione a consorzi e società di ricerca e di servizio



1. Ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto, l’Università può promuovere o partecipare alla costituzione di consorzi, società consortili, fondazioni, società di capitale finalizzati a specifici obiettivi di sviluppo della didattica, della ricerca e dei servizi, purché la presenza negli organi di gestione sia garantita in misura almeno paritaria.
2. Il Consiglio d’amministrazione delibera l’istituzione o la partecipazione a consorzi, fondazioni o società di capitali, purché l’atto costitutivo e lo statuto dell’organismo prevedano:

a) la presenza almeno paritaria dell’Università negli organi deliberanti;

b) la previsione di clausole di salvaguardia a favore dell’Università in occasione di eventuali aumenti di capitale sociale;

c) la limitazione del concorso dell’Università alla quota di partecipazione al ripristino di eventuali perdite.

3. Il Consiglio d’amministrazione può deliberare la partecipazione dell’Università in consorzi, fondazioni o società di capitali in cui non sia prevista la presenza almeno paritaria negli organi deliberanti qualora:

a) non sia previsto alcun apporto al patrimonio dell’organismo sociale oppure l’apporto sia soltanto simbolico;

b) sia esclusa la partecipazione dell’Università a eventuali perdite;

c) l’Università non abbia partecipato alla costituzione dell’organismo.

 

art. 97 - Attività editoriale



1. I centri di gestione e di spesa possono provvedere alla stampa di libri, periodici e altre pubblicazioni concernenti ricerche e lavori svolti nell’ambito della propria attività istituzionale.
2. Le pubblicazioni devono riportare l’indicazione "stampato con il contributo dell’Università degli studi di Udine".

3. L’accordo con l’Editore può essere concluso anche con lo scambio di normale corrispondenza commerciale.

4. Delle pubblicazioni di cui al presente articolo vanno depositate tre copie nella Biblioteca del Centro.

5. Delle copie destinate agli scambi va tenuto un elenco con l’indicazione dei destinatari.

 

art. 98 - Invenzioni



1. L’attribuzione del diritto di conseguire la registrazione del copyright e del brevetto per invenzioni realizzate a seguito di attività di ricerca scientifica istituzionale o a favore di terzi svolta utilizzando comunque strutture e risorse finanziarie fornite dall’Università è regolata dalla legislazione vigente.
2. Il diritto a conseguire il copyright o il brevetto spetta all’Università, salvo il riconoscimento all’autore del diritto morale di inventore. L’autore ha l’obbligo di segnalare l’idea inventiva o la fonte del copyright. Qualora lo ritenga opportuno egli può presentare, contestualmente alla segnalazione, una richiesta motivata di subentro nel diritto, alla quale l’Università deve fornire una risposta entro il termine di sessanta giorni. All’autore spetta, tuttavia, la corresponsione di un equo compenso calcolato al netto dei costi di ricerca, di brevettazione e di mantenimento del brevetto, deliberato dal Consiglio d’amministrazione. Tale quota viene accettata dall’inventore al deposito del brevetto, quale equo premio previsto dalla legislazione vigente.

3. I contratti per prestazioni a favore di terzi, disciplinate dall’articolo 93 del presente Regolamento, devono prevedere l’attribuzione dei diritti di titolarità o di contitolarità degli eventuali brevetti ovvero di sfruttamento dei diritti esclusivi che dovessero scaturire dalle attività previste, nonché l’indicazione della parte alla quale compete l’obbligo e la responsabilità di ottenere la registrazione.

 

art. 99 - Rappresentanza in giudizio



1. Nei giudizi attivi e passivi avanti l’autorità giudiziaria, i collegi arbitrali e le giurisdizioni amministrative speciali la difesa in giudizio dell’Università è affidata all’Avvocatura dello Stato secondo le norme vigenti, salvo espresso e diverso accordo con la medesima.
2. Nelle materie afferenti la propria autonomia amministrativa o nelle vertenze contro lo Stato, l’Università può conferire con apposita motivata delibera del Consiglio d’amministrazione, specifico mandato di consulenza o di rappresentanza in giudizio ad avvocati del libero foro.

3. La legittimazione attiva e passiva in giudizio è attribuita al Rettore.

 

art. 100 - Patrocini legali e coperture assicurative



1. Il Consiglio d’amministrazione dell’Università, previo parere di una apposita Commissione e in contradditorio con l’interessato, può assumere a carico dell’Università le spese legali per l’assistenza dei dipendenti nei confronti dei quali sia stato iniziato un procedimento di responsabilità penale, civile o contabile per fatti o atti compiuti nell’espletamento dei compiti d’ufficio, ai sensi dell’articolo 44 del Regio decreto 1611/1933. L’Università ha comunque l’obbligo di esigere dal dipendente tutte le spese sostenute per il patrocinio legale qualora il dipendente sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per fatti commessi con dolo o colpa grave.
2. L’Università può garantire la copertura assicurativa dei rischi derivanti dall’assunzione di responsabilità per l’esercizio di attività relative alla direzione e alla partecipazione alla gestione dell’Università, di un centro di gestione o di un centro di spesa. Il Consiglio d’amministrazione definisce i limiti e le modalità della copertura assicurativa.

 

art. 101 - Donazioni e lasciti



1. L’Università può accettare donazioni e lasciti di qualsiasi entità con delibera di approvazione del Consiglio d’amministrazione, non subordinata ad alcuna autorizzazione di altri organi della Pubblica amministrazione.
2. La convenienza economica della donazione o del lascito sotto il profilo del valore, della destinazione, delle caratteristiche tecniche del bene, degli oneri risultanti per l’Università in materia di costi di manutenzione e di gestione nonché di obbligazioni correlate, viene determinata dal Comitato tecnico–amministrativo, con esclusione delle donazioni e dei lasciti in denaro e dei beni mobili al di sotto del limite di valore stabilito dal Consiglio di Amministrazione e a condizione che non comportino obbligazioni accessorie per l’Ateneo.

3. Il Consiglio d’amministrazione delibera l’accettazione della donazione o del lascito sulla base del parere favorevole del Comitato tecnico–amministrativo, di cui all’articolo 112, comma secondo, del presente Regolamento, tenuto conto delle eventuali obbligazioni derivanti, nonché delle possibili opposizioni.

4. Quando il loro valore rientri nei limiti stabiliti dal Consiglio d’amministrazione i centri di gestione e di spesa possono accettare donazioni e lasciti anche in deroga alle disposizioni di cui ai commi precedenti, previa valutazione della loro convenienza economica e assumendone tutti gli oneri e le obbligazioni correlate.

 

art. 102 - Vendita di beni e servizi al pubblico



1. L’Università attraverso i suoi centri di gestione e di spesa può porre in vendita direttamente o indirettamente al pubblico beni e servizi di propria produzione o destinati allo svolgimento delle attività di studio, di didattica, di ricerca e di servizio, compresa la cessione dei risultati dell’attività di ricerca, quali pubblicazioni, riproduzioni fotostatiche o di altra natura, servizi e prodotti informatici, bibliografici, audiovisivi, telefonici, telematici, prodotti e servizi dell’Azienda agraria, servizi assistenziali dell’Azienda Policlinico, servizi ricreativi, residenziali, di somministrazione, nonché analisi, prove, modelli, prototipi e altro.
2. Le modalità di vendita dei beni e dei servizi di cui al precedente comma vengono definite dal Consiglio di Amministrazione, su proposta delle strutture interessate. Viene contestualmente definita anche la quota di spese generali destinata alla struttura e all’Ateneo.

3. La vendita di beni e servizi da parte dell’Azienda Policlinico e di beni e servizi prodotti dall’Azienda Agraria è disciplinata con regolamenti autonomi delle predette strutture, adottati in armonia con le disposizioni del presente Regolamento.

4. I relativi corrispettivi possono essere direttamente introitati dai centri interessati.

5. La vendita è deliberata dal Consiglio del centro interessato. I prezzi saranno determinati:

a) previa analisi dei costi, considerati anche i prezzi di mercato, per i beni e i servizi di propria produzione;

b) oppure previa gara informale, adeguatamente pubblicizzata nell’ambito dell’Ateneo, in base alla stima di un esperto.

6. Potrà essere riservato il diritto di prelazione ai soggetti appartenenti alla comunità universitaria.

 

art. 103 - Spese di rappresentanza



1. Allo scopo di salvaguardare il prestigio dell’istituzione e di intrattenere rapporti con altri enti sia nazionali che internazionali, le strutture dell’Università possono assumere oneri connessi al pagamento di:
a) colazioni di lavoro riferite a riunioni ad alto livello di rappresentanza e a incontri del Rettore, dei direttori dei centri di gestione, del Direttore amministrativo, o loro legittimi sostituti, con personalità o autorità estranee all’Ente;

b) servizi fotografici, di stampa e di pubbliche relazioni, addobbi, colazioni di lavoro, omaggi ed impianti vari in occasione di visite all’Ateneo di personalità, di membri di missioni di studio e/o di delegazioni italiane e straniere.

 

art. 104 - Spese per attività convegnistica



1. In occasione di congressi, convegni, simposi, tavole rotonde, seminari e manifestazioni analoghe riconducibili ai fini istituzionali dell’Ateneo, gli uffici dell’Amministrazione centrale ed i centri di gestione hanno facoltà di assumere a carico del proprio bilancio, oltre alle spese organizzative e di gestione, le spese relative a rinfreschi o colazioni di lavoro, nonché le spese di ospitalità e di viaggio oltre agli eventuali compensi per studiosi e autorità provenienti dall’interno o dall’estero, a esclusione delle spese di carattere personale.
2. I compensi di cui sopra, riferiti a conferenze, lezioni e simili, non possono superare il limite stabilito dal Consiglio d’amministrazione.

3. Le spese di cui al precedente comma vanno poste a carico delle strutture dell’Università sui relativi capitoli di bilancio. Fatto salvo il ricorso a finanziamenti finalizzati, le spese predette possono essere deliberate quando siano prioritariamente assicurate le normali esigenze della didattica e della ricerca.


 

TITOLO XIV
Controlli



 

art. 105 - Attività di controllo



1. Le forme di controllo riguardano le verifiche di coerenza dell’attività amministrativa rispetto a norme e obiettivi prefissati distinguendosi in:

a) controllo di legittimità;

b) controllo contabile;

c) controllo di gestione;

d) controllo tecnico.

2. Le forme di controllo dal punto di vista temporale si distinguono in:

a) preventivo;

b) successivo.

 

art. 106 - Controllo di legittimità



1. Il controllo di legittimità consiste nella verifica della rispondenza di determinazioni di organi di governo, di atti, di provvedimenti e di operazioni di gestione, alle norme statutarie, regolamentari e legislative.
2. Il controllo di legittimità preventivo sulle determinazioni degli organi di governo centrali è esercitato dal Direttore amministrativo o da un suo delegato. Il controllo sugli atti dell’Amministrazione centrale è esercitato dal Dirigente o da un suo delegato per gli uffici di propria competenza. Il controllo di legittimità sulle determinazioni dei centri di gestione e di spesa è esercitato dal responsabile del procedimento e dal funzionario amministrativo competente. Il Direttore amministrativo o un suo delegato svolge comunque una generale opera di vigilanza sulla legittimità degli atti posti in essere dai centri.

3. Il controllo di legittimità successivo sui documenti contabili e sugli atti di spesa viene esercitato dal Collegio dei revisori dei conti.
 

art. 107 - Controllo contabile



1. Il controllo contabile consiste nella verifica della rispondenza dei documenti, degli atti, delle operazioni e delle registrazioni contabili alle norme del presente Regolamento e alle disposizioni dell’Amministrazione.
2. Il controllo contabile preventivo viene esercitato dagli stessi organi cui compete il controllo preventivo di legittimità.

3. Il controllo contabile successivo viene esercitato dal Collegio dei revisori dei conti.

 

art. 108 - Controllo di gestione del Nucleo di valutazione



1. Il Nucleo di valutazione esercita opportune forme di controllo di gestione avvalendosi di un servizio di documentazione ai sensi della vigente normativa e dell’articolo 66 del Regolamento generale d’Ateneo.

 

art. 109 - Collegio dei revisori dei conti



1. Il Collegio, costituito con la composizione definita dall’articolo 18 dello Statuto, è l’organo collegiale di controllo successivo degli atti prodotti dall’Amministrazione, al fine d’assicurare la trasparenza dei procedimenti, la regolarità delle registrazioni contabili, la legalità dei metodi seguiti e l’imparzialità di trattamento dei soggetti interessati.

2. Il Collegio provvede:

a) a esaminare i bilanci dell’Università;

b) a compiere tutte le verifiche necessarie per assicurare il regolare andamento della gestione finanziaria, contabile, patrimoniale e fiscale dell’Ateneo, sottoponendo al Consiglio d’amministrazione gli eventuali rilievi in ordine alla gestione stessa;

c) ad accertare la regolarità della tenuta dei libri e delle scritture contabili;

d) a effettuare almeno ogni trimestre verifiche di cassa e sui valori e titoli in proprietà, deposito, cauzione e custodia.

3. Il Collegio ha diritto all’accesso agli atti e documenti dell’Amministrazione centrale e degli altri centri di gestione, i cui dirigenti o funzionari responsabili dei procedimenti sono tenuti a fornire le informazioni necessarie e a esibire i documenti ritenuti necessari e a compiere direttamente sopralluoghi e ispezioni presso gli uffici o i soggetti interessati, sia per propria autonoma iniziativa sia per sollecitazione degli organi di governo e di gestione.

4. Le sedute del Collegio sono convocate dal Presidente presso la sede centrale dell’Università e sono costituite validamente con la partecipazione di almeno tre componenti anche in parte diversi tra loro, per l’intera durata delle sedute. In caso di impedimento temporaneo del Presidente, le sedute vengono convocate o presiedute dal revisore più anziano tra i possibili partecipanti per l’intera durata della seduta in programma.

5. Il Collegio cura la verbalizzazione dei lavori delle proprie sedute, con indicazione delle rilevazioni effettuate, delle valutazioni espresse e dei provvedimenti adottati o proposti. Il verbale viene trasmesso al Rettore, al Direttore amministrativo ed al responsabile della struttura interna eventualmente interessata.

6. Il Collegio, qualora nel corso dei propri lavori rilevi qualsivoglia irregolarità, ne promuove la rimozione consigliando, ove nel caso e verbalmente, i rimedi necessari ai dirigenti e funzionari e limitandosi a segnalare nel verbale le situazioni più rilevanti o diffuse e ricorrenti, indicando comunque le misure risolutorie. Qualora riscontri gravi irregolarità nella gestione, ne riferisce immediatamente al Rettore e al Direttore amministrativo per le determinazioni conseguenti.

7. Il Collegio ha tra le sue funzioni quella di fornire pareri e consulenze agli organi di governo e di gestione.

8. I revisori dei conti rispondono della verità delle loro attestazioni e adempiono ai loro doveri con la diligenza del mandatario.

9. I revisori dei conti possono partecipare alle sedute del Consiglio d’amministrazione e degli altri organi collegiali delle strutture interne.

10. Ai membri del Collegio è attribuito un compenso determinato dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 110 - Nucleo di valutazione



1. Il Nucleo di valutazione, previsto dall’articolo 66 del Regolamento generale d’Ateneo, è lo strumento propositivo e consultivo degli organi di governo in materia di valutazione delle attività scientifiche, didattiche e amministrative dell’Università.
2. I componenti del Nucleo di valutazione sono nominati dal Consiglio d’amministrazione sentito il Senato accademico. Il Nucleo è presieduto dal Delegato del Rettore alla valutazione ed opera sulla base dei criteri proposti dal Nucleo stesso al Senato accademico e al Consiglio d’amministrazione e da questi approvati. Esso si compone di tre sezioni, rispettivamente competenti per la valutazione delle attività didattiche, delle attività scientifiche e delle attività amministrative.

3. Il Nucleo ha il compito di procedere a una sistematica valutazione delle attività universitarie secondo quanto previsto dagli articoli 3, 46, 53, 60, 61, 62, dello Statuto, dagli articoli 65 e 66 del Regolamento generale d’Ateneo e dall’articolo 5, commi ventunesimo, ventiduesimo e ventitreesimo, della legge 537/1993 e successive modificazioni e integrazioni. In particolare il Nucleo ha il compito di:

a) proporre agli organi di governo i criteri di valutazione delle attività scientifiche, didattiche e amministrative;

b) proporre i parametri di riferimento dell’attività di controllo;

c) esaminare, con il supporto delle strutture ed anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, gli effetti della gestione delle risorse, la produttività della ricerca e della didattica;

d) analizzare il funzionamento delle strutture amministrative e di servizio al fine di fornire agli organi di governo i supporti necessari per attuare gli interventi volti a migliorarne l’efficacia, l’efficienza e la qualità;

e) sottoporre agli organi di governo una valutazione della qualità, efficacia ed efficienza delle attività delle strutture;

f) predisporre relazioni sulla produttività delle attività universitarie di ricerca e di formazione svolte nell’esercizio, da trasmettere almeno annualmente agli organi di governo, che la invieranno alla Corte dei conti, al Ministero, alla Conferenza permanente dei rettori e al Consiglio universitario nazionale in allegato al conto consuntivo.

4. Il Consiglio d’amministrazione determina le modalità di costituzione e di funzionamento del Nucleo.

 

art. 111 - Comitato tecnico–amministrativo



1. Il Consiglio d’amministrazione su proposta del Rettore costituisce il Comitato tecnico–amministrativo quale Organo collegiale di controllo tecnico e di consulenza degli organi di governo.
2. Il Comitato tecnico–amministrativo è costituito da:

a) un ingegnere scelto tra almeno due nominativi indicati dalla Facoltà di Ingegneria;

b) un architetto scelto tra almeno due nominativi indicati dalla Facoltà di Ingegneria e dal Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali;

c) un docente di area economica scelto tra almeno due nominativi indicati dalle Facoltà di Economia e di Agraria;

d) un ingegnere scelto tra i nominativi indicati dagli ordini degli ingegneri di Udine, Pordenone e Gorizia;

e) un architetto scelto tra i nominativi indicati dagli ordini degli architetti di Udine, Pordenone e Gorizia.

3. La mancata indicazione dei nominativi da parte dei suddetti ordini non pregiudica la validità della costituzione del Comitato. La composizione del Comitato può essere integrata, di volta in volta, da un membro esperto nella materia specifica.

4. Il Comitato dura in carica un quadriennio ed è nominato con decreto del Rettore.

5. Il Comitato tecnico–amministrativo ha il compito di fornire pareri nei limiti di oggetto e di valore definiti dal Consiglio d’amministrazione:

a) sui progetti di edilizia universitaria;

b) in tema d’acquisto, vendita, locazione, comodato e in tema di accettazione di donazioni, eredità o legati di beni immobili;

c) altre materie sottoposte dagli organi centrali di governo.

6. I pareri del Comitato tecnico–amministrativo sostituiscono a ogni effetto tutti i pareri, autorizzazioni o approvazioni di altri organi statali previsti da norme di legge, ivi comprese l’autorizzazione per l’acquisto di beni immobili, per l’accettazione di donazioni, eredità o legati di cui all’articolo 5 della legge 304/1961 e l’approvazione di progetti edilizi di cui all’articolo 130 del Regio decreto 674/1924 e successive modificazioni e integrazioni. L’approvazione dei progetti da parte del Comitato tecnico–amministrativo di cui al presente articolo, equivale a dichiarazione di pubblica utilità e sostituisce a tutti gli effetti il decreto del provveditore regionale alle opere pubbliche con cui i lavori sono dichiarati di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili.


 

TITOLO XV
Sistema informativo d’Ateneo



 

art. 112 - Finalità



1. L’Università provvede alla programmazione, gestione e controllo delle sue attività e del suo sviluppo utilizzando il Sistema informativo d’Ateneo.

2. Le attività delle varie gestioni e strutture devono essere collegate da un sistema unitario integrato di reti di trasmissione, di archivi e di sistemi di elaborazione di informazioni atti a raccogliere, immagazzinare, elaborare e trasmettere:

a) dati individuali, necessari per la gestione e il controllo;

b) dati statistici, finalizzati alla programmazione dell’Ateneo e alle interconnessioni con il Sistema statistico nazionale;

c) dati e informazioni finalizzati all’interscambio culturale e scientifico con reti nazionali ed internazionali.

 

art. 113 - Natura e modalità di funzionamento



1. I centri di gestione e di spesa rappresentano i punti terminali del Sistema informativo d’Ateneo.
2. I dati inseriti sono organizzati in modo da consentire il confronto e l’integrazione delle informazioni sulle risorse umane, fisiche, strumentali e finanziarie disponibili presso le varie strutture dell’Ateneo, delle informazioni sulle attività svolte, e delle informazioni sull’utenza.

3. Gli atti di gestione devono essere inseriti nel Sistema informativo d’Ateneo.

4. L’accesso al sistema integrato di reti è disciplinato da apposito regolamento interno.

 


TITOLO XVI
Disposizioni comuni, transitorie e finali



 

art. 114 - Centri di gestione e di spesa diversi dai dipartimenti



1. Nel caso di centri di gestione e di centri di spesa diversi dai dipartimenti, in luogo del "Direttore" e di "Consiglio", vanno considerati i corrispondenti organi individuali o collegiali di governo e di gestione previsti dallo Statuto e dai rispettivi regolamenti interni.

 

art. 115 - Regolamenti d’amministrazione dei centri di gestione e dei centri di spesa



1. Nell’ambito delle norme del presente Regolamento e delle disposizioni dell’Amministrazione centrale i centri di gestione e i centri di spesa possono adottare proprie procedure interne d’amministrazione e contabilità.
2. I regolamenti d’amministrazione dei centri di gestione e di spesa vengono approvati dai rispettivi consigli previo parere favorevole del Direttore amministrativo ed emanati con decreto del Rettore.

3. L’Azienda agraria sperimentale e l’Azienda Policlinico si dotano di un proprio Regolamento d’amministrazione e contabilità che deve essere sottoposto dai rispettivi organi collegiali all’approvazione dal Consiglio d’amministrazione ed emanato con decreto del Rettore.

 

art. 116 - Contratti e convenzioni internazionali



1. Le disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni stipulate con organismi internazionali possono derogare alle regole generali stabilite nel presente Regolamento.

 

art. 117 - Pubblicazione dei regolamenti



1. I regolamenti generali d’Ateneo, i regolamenti interni d’Ateneo e i regolamenti interni delle strutture e degli organi vengono raccolti in una apposita "Raccolta ufficiale dei regolamenti dell’Università degli studi di Udine".

 

art. 118 - Manuale d’amministrazione



1. L’Amministrazione centrale provvede alla redazione e distribuzione di un "Manuale d’amministrazione" diretto a facilitare il lavoro degli uffici e dei centri di gestione e di spesa secondo criteri di regolarità, efficacia ed efficienza.
2. Il "Manuale d’amministrazione" contiene:

a) il testo del presente Regolamento;

b) i testi dei regolamenti d’attuazione del presente Regolamento;

c) le istruzioni esplicative per una regolare gestione delle attività amministrative;

d) i prospetti e i modelli la cui compilazione è richiesta o suggerita dall’Amministrazione centrale;

e) gli strumenti per un adeguato controllo di gestione.

3. Il "Manuale d’amministrazione" viene aggiornato entro il mese di dicembre di ogni anno e distribuito alle unità amministrative. Esso viene trasmesso ad ogni responsabile di struttura all’atto della sua nomina.

 

art. 119 - Allegati



1. La struttura tecnica del Bilancio finanziario generale preventivo, del Bilancio economico annuale e triennale, del Conto consuntivo e del patrimonio dell’Università e degli allegati ai documenti di Bilancio è definita negli allegati dalla lettera "A" alla lettera "U".
2. I termini e le scadenze previsti dal presente Regolamento sono elencati nell’allegato "V".

3. I regolamenti interni obbligatori d’attuazione del presente Regolamento sono elencati nell’allegato "Z".

4. I limiti di valore previsti dal presente Regolamento verranno stabiliti con apposita delibera del Consiglio d’amministrazione.

5. Gli allegati non fanno parte integrante del presente Regolamento.

6. Le modifiche agli allegati avranno effetto solo a partire dall’anno finanziario successivo a quello di approvazione.

 

art. 120 - Modifiche al Regolamento



1. Per la modifica del presente Regolamento devono essere seguite le stesse procedure adottate per l’approvazione.
2. Le modifiche agli allegati, che non fanno parte integrante del Regolamento, sono approvate direttamente dal Consiglio d’amministrazione senza che questo comporti una modifica al Regolamento stesso.

3. Il mero recepimento di sopravvenute norme legislative che riguardino materie oggetto di riserva di legge o di norme espresse dalla contrattazione collettiva attinenti a materie oggetto di riserva contrattuale non rappresenta modifica al presente Regolamento e pertanto è approvato direttamente dal Consiglio d’amministrazione.

 

art. 121 - Ambito di applicazione



1. Il presente Regolamento, previsto dall’articolo 7, commi settimo e ottavo, della legge 168/1989, costituisce l’Ordinamento giuridico universitario della gestione dei servizi dell’Università, unitamente alle norme statutarie e del diritto costituzionale comunitario civile, tributario e penale.
2. Le norme legislative e regolamentari dell’Ordinamento giuridico universitario previgenti all’emanazione del presente Regolamento rimangono efficaci e sono ancora applicabili se riguardanti materie non altrimenti disciplinate o derogate dal medesimo, mentre ogni altro atto regolamentare interno rimane vigente esclusivamente se compatibile e non abrogato, esplicitamente o implicitamente, dal presente Regolamento; successivamente alla sua entrata in vigore, e fintantoché non venga modificato o integrato, può essere derogato soltanto da norme aventi forza e valore di legge che facciano espresso riferimento alle istituzioni universitarie.

3. Congiuntamente al presente Regolamento, alle attività commerciali dell’Università si applicano le disposizioni stabilite da norme aventi forza e valore di legge riguardanti l’attività commerciale degli enti pubblici non economici, salve le deroghe espressamente stabilite dal presente Regolamento.

4. Per quanto riguarda l’Azienda Policlinico e l’Azienda agraria, si applicano esclusivamente le norme del presente Regolamento che vi operino espresso riferimento.

 

art. 122 - Norme abrogate



1. Con l’entrata in vigore del presente Regolamento, ai sensi dell’articolo 7, comma undecimo, della legge 168/1989, cessano d’avere efficacia per l’Università degli studi di Udine le disposizioni legislative, regolamentari e le disposizioni ministeriali con esso incompatibili nonché le norme del decreto del Presidente della Repubblica 371/1982 e del decreto del Presidente della Repubblica 382/1980 e successive modificazione ed integrazioni che riguardino materie altrimenti disciplinate dal presente Regolamento.
2. Per effetto dell’entrata in vigore del presente Regolamento, è abrogato il "Regolamento d’amministrazione e contabilità dell’Università degli studi di Udine", emanato con decreto rettorale n. 9 del 10 gennaio 1985 e modificato con decreto rettorale n. 93 del 18 marzo 1994.

 

art. 123 - Natura del presente Regolamento



1. Il presente Regolamento ha la natura di Regolamento generale d’Ateneo secondo quanto previsto dall’articolo 64, commi primo e terzo, dello Statuto.

 

art. 124 - Entrata in vigore



1. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua emanazione con decreto rettorale.
 

Aggiornato il 18/12/2014
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