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Atti di notifica

Regolamento delle prestazioni a favore di terzi

emanato con D.R. n. 20 del 20 gennaio 1998

Titolo 1 - Generalità



Art. 1 - Oggetto



1. Le prestazioni a favore di terzi costituiscono, ai sensi dell'art. 6, comma quarto, dello Statuto d'Autonomia, di seguito denominato "Statuto", attività istituzionali non obbligatorie per l'Università e consistono in attività di ricerca, di consulenza, di progettazione, di sperimentazione, di verifica tecnica, di cessione di risultati di ricerca, di formazione, di didattica e di servizio svolte da strutture scientifiche, didattiche e amministrative dell'Università, avvalendosi delle proprie competenze e risorse, a condizione di percepire un corrispettivo atto a coprirne i costi. Tali prestazioni prescindono dai limiti stabiliti dall'art. 66 del DPR 382/1980 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. Le prestazioni a favore di terzi, nei limiti del Regolamento Generale d'Ateneo e del Regolamento Generale per l'Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, di seguito denominato "Regolamento di Amministrazione", sono disciplinate dal presente Regolamento interno. L'Azienda Agraria e il Policlinico Universitario, fatti salvi i principi generali stabiliti dalla normativa vigente e dal Regolamento di Amministrazione, applicano il presente Regolamento con facoltà di apportarvi modifiche ed integrazioni nell'ambito dei rispettivi regolamenti interni.

3. Non rientrano nell'oggetto del presente regolamento le seguenti attività, anche nel caso sia prevista l'emissione di una fattura:
a) le attività di ricerca e di formazione sostenute con finanziamenti e contributi del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e da altri Ministeri;
b) le attività di ricerca svolte sulla base di contratti e contributi di ricerca concessi dal CNR, dall'INFN e da altri Enti pubblici di ricerca nazionali e sovranazionali;
c) le prestazioni svolte a favore di terzi che non prevedano compensi da assegnare al personale;
d) le attività svolte sulla base di contratti con enti pubblici o privati di ogni tipo, qualora risulti accertato il prevalente interesse dell'Università, da desumersi anche dall'assenza di alcuna condizione o vincolo alla immediata e completa pubblicizzazione dei risultati e prestazioni interne, salvo quanto previsto dall'art. 19 del presente Regolamento.

4. Le prestazioni a favore di terzi si possono distinguere per quanto riguarda la loro natura nelle seguenti tipologie:
a) ricerche: attività di natura complessa le cui finalità preminenti sono a carattere innovativo, in campo scientifico o tecnico, sia nel metodo o nel merito, a livello teorico o applicativo: esse si traducono in una o più relazioni sottoscritte dal responsabile del progetto di ricerca, accompagnate da eventuali materiali di supporto, quali prototipi, grafici, programmi di calcolo ed altri;
b) cessione di risultati della ricerca: attività consistenti nel rendere disponibile ad un committente esterno a fini di utilizzazione commerciale, i risultati già conseguiti di uno studio o di una ricerca dei quali l'Università abbia l'esclusiva proprietà;
c) consulenze: attività consistenti nel trasferimento al committente di conoscenze già acquisite con applicazione al caso di interesse specifico, unito a interpretazioni, pareri e consigli; esse si traducono in una o più relazioni sottoscritte dal Responsabile della prestazione;
d) progetti: attività di progettazione di strutture da realizzarsi a cura del committente; tali attività si traducono nella consegna di elaborati progettuali o, qualora la disciplina degli ordinamenti professionali o dell'amministrazione non lo consenta, di attività preliminari al progetto; tali elaborati dovranno essere sottoscritti dal Responsabile della prestazione;
e) prove tecniche: prestazioni su richiesta individuale e a contenuto standardizzato, consistenti nell'utilizzazione di attrezzature e di personale tecnico dell'Università per l'esecuzione di prove, analisi di routine, tarature, controlli, che si possono concludere con il rilascio di un certificato ufficiale sottoscritto dal Responsabile della prestazione e dai soggetti previsti dalla normativa vigente in tema di laboratori ufficiali, contenente i risultati di esperienze e di misure su materiali, apparecchiature e strutture, senza la formulazione di pareri specifici o di relazioni interpretative dei dati, e di cui il committente gode della piena e immediata disponibilità;
f) attività a carattere formativo, secondo quanto previsto dall'art. 93, comma quinto, del Regolamento di Amministrazione;
g) servizi informatici, bibliotecari, linguistici e audiovisivi, legali, convegnistici, tecnici, comunicativi, amministrativi, logistici, ivi compreso il noleggio di spazi e di attrezzature se connessi con prestazioni del personale tecnico-amministrativo; tali prestazioni si concludono con una relazione sottoscritta dal Responsabile della prestazione.

5. Le prestazioni a favore di terzi si distinguono nelle seguenti categorie:
a) prestazioni a preventivo;
b) prestazioni a tariffa.


Titolo 2 - Prestazioni a preventivo



Art. 2 - Oggetto



1. Le prestazioni a preventivo sono costituite dalle prestazioni in cui il corrispettivo è determinato sulla base di un'analisi dei costi della specifica prestazione e di una negoziazione con il committente.
2. Le prestazioni sono richieste direttamente alla Struttura competente che provvede alla definizione di un contratto.

Art. 3 - Approvazione



1. La prestazione è approvata dall'Organo Collegiale della Struttura o dall'organo cui tale competenza è delegata dai regolamenti interni, e sottoscritta dal Responsabile della Struttura.
In caso di mancata approvazione essa deve essere comunque motivata dall’Organo competente ed è fatta salva per il richiedente la possibilità di ricorso immediato al Senato Accademico.

2. L'approvazione è negata dall’Organo Collegiale competente nei seguenti casi:
a) qualora le condizioni di sicurezza della Struttura non siano tali da consentire lo svolgimento delle prestazioni richieste;
b) qualora le prestazioni previste richiedano espressamente l’impiego di attrezzature o altri strumenti tecnici o conoscitivi in dotazione alla struttura e che non sono usualmente gestiti dal responsabile della convenzione o contratto, ma da altro personale che non dichiari preventivamene il suo assenso alla loro utilizzazione.

3. Qualora il corrispettivo ecceda i limiti di competenza definiti dal Consiglio d'Amministrazione, il contratto è proposto dall'Organo Collegiale della Struttura ed è approvato dal Consiglio d'Amministrazione. La gestione del contratto è comunque affidata alla Struttura competente e al Responsabile della prestazione.

4. L'Organo Collegiale competente approva:
a) il progetto di contratto;
b) il piano della prestazione;
c) il piano di riparto del corrispettivo.

5. Il piano di riparto a consuntivo deve essere sottoposto all'approvazione dell'Organo Collegiale competente solo qualora si discosti da quello preventivo.

Art. 4 - Contratto



1. Il contratto e il relativo progetto devono contenere i seguenti elementi:
a) struttura competente;
b) responsabile della prestazione;
c) oggetto della prestazione ed elenco degli elaborati da consegnare;
d) fasi della prestazione, tempi di consegna e condizioni per eventuali proroghe;
e) corrispettivo;
f) termini e modalità di pagamento;
g) proprietà dei risultati e modalità di utilizzazione e di pubblicazione.

Art. 5 - Piano della prestazione



1. Il Piano della prestazione è costituito da:
a) il piano di impiego del personale (tabella A);
b) il piano di impiego delle attrezzature (tabella B);
c) il piano di stima dei costi (tabella C).


2. Il piano di impiego del personale individua e stima sommariamente, qualora rilevante, l’impiego del personale che collabora alla prestazione. L’impiego di personale al di fuori del proprio normale impegno orario è concordato con il personale chiamato a collaborare alla prestazione.


3. Il piano d'impiego delle attrezzature individua e stima sommariamente, qualora rilevante, l'impiego delle attrezzature a disposizione della Struttura.
4. Il piano di stima dei costi, deve considerare :
a) i costi diretti esterni e i costi assimilati;
b) i costi del personale;
c) i costi per ammortamento delle attrezzature;
d) le spese generali dell'Ateneo;
e) le spese generali della Struttura.

Art. 6 - Destinazione del corrispettivo



1. Dal corrispettivo sono detratte le seguenti voci di spesa (tabella D):
a) spese generali dell'Ateneo da destinarsi all'Amministrazione centrale;
b) spese generali della Struttura da destinarsi all'Amministrazione della Struttura stessa;
c) spese per costi diretti esterni e assimilati, da destinarsi alla copertura dei costi pagati, impegnati verso terzi o altrimenti imputati;
d) spese per costi di ammortamento delle attrezzature da accantonarsi in apposito fondo da destinarsi al rinnovo delle attrezzature;
e) spese per costi del personale tecnico e amministrativo per attività fuori orario, sulla base delle ore rilevate o dei compensi determinati a corpo, da destinarsi al personale stesso;
f) spese per oneri contributivi previdenziali ed assistenziali a carico della struttura e dell’ateneo derivanti dal riparto del fondo di struttura e dei compensi al personale partecipante per attività fuori orario.


2. Dal margine così determinato si sottraggono le quote per:
a) fondo comune d'Ateneo, nella misura del 10% di detto margine, da versarsi all'Amministrazione Centrale e da ripartirsi tra il personale tecnico-amministrativo dell’intero Ateneo;
b) fondo di Struttura, nella misura del 5% di detto margine, da destinarsi al personale tecnico-amministrativo della Struttura stessa;
c) compensi al personale docente e ricercatore.


3. Il residuo viene destinato dal Responsabile della prestazione al funzionamento, all'investimento, allo sviluppo delle attività istituzionali della Struttura e/o all’incremento del Fondo di Struttura.


4. L’IVA netta calcolata come differenza tra la quota introitata e quella spesa con il ricavato della prestazione deve essere trasferita all’amministrazione centrale per il versamento all'Erario.


Titolo 3 - Prestazioni a tariffa



Art. 7 - Oggetto



1. Le prestazioni a favore di terzi "a tariffa" sono costituite da prestazioni tipizzate e ricorrenti, offerte al pubblico a condizioni predeterminate, realizzate con l'impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione della Struttura nonché di eventuali risorse specificatamente acquisite dall'esterno.

2. Appartengono a tali categorie le prestazioni tecniche previste dall'art. 49 del R.D. 1592/1933 e le prestazioni tipizzate dei Centri di servizi comuni e dei laboratori dei Dipartimenti.

Art. 8 - Approvazione



1. Le prestazioni a tariffa sono gestite per linee di attività, determinate dall'Organo Collegiale competente.

2. Per ogni linea di attività l'Organo Collegiale designa come responsabile, competente sia per gli aspetti tecnici che gestionali, il proponente dell’attività o chi ha usualmente in gestione le attrezzature necessarie per il loro svolgimento.

3. Per ogni linea di attività l'Organo Collegiale definisce annualmente il tariffario che viene approvato dal Consiglio di Amministrazione.

4. Le singole prestazioni che rientrano nei programmi di attività approvati sono richieste direttamente alla Struttura mediante lettera di incarico o in altra forma ritenuta idonea dal tariffario.

Art. 9 - Determinazione della tariffa



1. Ai sensi dell'art. 93, comma secondo, del Regolamento di Amministrazione, l’importo della tariffa deve essere determinato in modo da coprire:
a) i costi diretti esterni e i costi assimilati;
b) i costi del personale;
c) i costi per ammortamento delle attrezzature;
d) le spese generali dell'Ateneo;
e) le spese generali della Struttura.

Art. 10 - Destinazione dei proventi



1. Per ciascuna linea di attività la destinazione dei proventi è determinata periodicamente, per periodi non superiori all'anno, dal responsabile della linea di attività.

2. Dai proventi di ciascuna linea di attività sono detratte le seguenti voci di costo:
a) spese generali dell'Ateneo, da destinarsi all'Amministrazione centrale;
b) spese generali della Struttura, da destinarsi all'Amministrazione della Struttura stessa;
c) spese per costi diretti esterni e assimilati, da destinarsi alla copertura dei costi pagati, impegnati verso terzi o altrimenti imputati;
d) spese per costi di ammortamento delle attrezzature da accantonarsi in apposito fondo da destinarsi al rinnovo delle attrezzature;
e) spese per costi del personale tecnico amministrativo per attività fuori orario, sulla base delle ore rilevate o dei compensi determinati a corpo;
f) spese per gli oneri contributivi previdenziali ed assistenziali a carico della struttura e dell’ateneo derivanti dal riparto del fondo di struttura e dei compensi al personale partecipante per attività fuori orario.

3. Dal margine così determinato si sottraggono le quote per:
a) Fondo comune d'Ateneo, nella misura del 10% di detto margine, da versarsi all'Amministrazione Centrale e da destinarsi al personale tecnico e amministrativo;
b) Fondo di Struttura, nella misura del 5% di detto margine, da destinarsi al personale tecnico amministrativo della struttura stessa;
c) compensi del personale docente e ricercatore.

4. Il residuo viene destinato dal Responsabile della prestazione al funzionamento, all'investimento, allo sviluppo delle attività istituzionali della Struttura e/o all’incremento del Fondo di Struttura.

5. L’IVA netta calcolata come differenza tra la quota introitata e quella spesa con il ricavato della prestazione deve essere trasferita all’Amministrazione centrale per il versamento all'Erario.


Titolo 4 - Disposizioni applicative, transitorie e finali



Art. 11 - Strutture e organi competenti



1. I Dipartimenti ed i Centri di servizi comuni possono fornire tutte le prestazioni di cui all'art.1, ivi comprese le attività didattiche e di servizio quando comprese nei rispettivi ambiti di competenza specialistica. L'Organo Collegiale competente è, rispettivamente, il Consiglio di Dipartimento e il Consiglio Direttivo, o l'organo a ciò delegato dai rispettivi regolamenti interni.

2. Le Facoltà sono competenti per le attività di formazione interdisciplinari di cui all'art. 1, comma quarto, lettera f). L'Organo Collegiale competente è il Consiglio di Facoltà. Nel caso di attività formative interfacoltà l'organo competente è il Senato Accademico.

3. I Centri di servizio d'Ateneo possono fornire prestazioni a favore di terzi per i servizi di loro competenza, ivi comprese le attività di cui all'art. 1, comma quarto, lettere f) e g). L'Organo Collegiale competente è il Consiglio Direttivo.

4. Le Ripartizioni e gli altri uffici dell'Amministrazione Centrale possono fornire prestazioni a favore di terzi per quanto riguarda i servizi di propria competenza, ivi comprese le attività di cui all'art. 1, comma quarto, lettere f) e g). L'Organo Collegiale competente è il Consiglio d'Amministrazione o la Giunta esecutiva di cui all'art. 16, comma settimo, dello Statuto qualora costituita.

5. L'Azienda Agraria e il Policlinico Universitario svolgono le prestazioni a favore di terzi di loro competenza approvate dalle rispettive Delegazioni di Amministrazione.

Art. 12 - Responsabilità



1. Il Responsabile della prestazione è il docente o ricercatore di ruolo afferente alla Struttura che ha seguito la fase della negoziazione e della definizione del contratto. In caso di rinuncia o impossibilità sopravvenuta l'Organo Collegiale della Struttura individua un altro responsabile. Nel caso di prestazioni diverse da quelle rese dalle strutture didattiche e scientifiche, il responsabile può essere un Dirigente, Vicedirigente o Funzionario.

2. Quando l'attività è prestata al di fuori del proprio impegno orario, il personale aderisce volontariamente alle prestazioni a favore di terzi. Dal momento in cui la prestazione diviene vincolante per l'Università, l'adesione diventa impegnativa e non revocabile se non per cause di forza maggiore.

3. Le eventuali penali per ritardata consegna o a causa di risoluzione per inadempimento sono assimilate ai costi esterni.

Art. 13 - Preventivazione dei costi



1. I costi diretti esterni, di cui agli artt.5 e 9 comma 1 lettera a), comprendono: 1) acquisti di beni e servizi, 2) prestazioni strumentali, 3) collaboratori di ricerca, 4) viaggi e missioni, 5) ogni altro costo esterno. Sono assimilati ai costi diretti esterni i costi imputati per materiali e servizi forniti dalla Struttura, stimati in relazione al loro costo e alla quota di impiego per l'attività. Sono altresì assimilati ai costi diretti esterni eventuali costi imputati per prestazioni o servizi forniti da altre strutture dell'Università. La classificazione dei costi diretti esterni considerati a preventivo non è comunque vincolante e non costituisce vincolo di autorizzazione alla spesa.

2. I costi del personale preventivati, di cui agli artt. 5 e 9, devono includere tutti i contributi previdenziali e assistenziali. Per le voci di preventivo computate a ore, si applicano i coefficienti di costo orario del personale, per ruolo fascia e qualifica, comprensivi di oneri contributivi, determinati dal Consiglio d'Amministrazione e comunicati annualmente entro il mese di gennaio alle strutture da parte dell'Amministrazione Centrale. Per le voci di preventivo dei costi del personale computati a corpo l'importo deve essere comprensivo degli oneri contributivi.

3. I costi per ammortamento sono stimati sulla base del valore a nuovo e della durata media di vita delle attrezzature, ed in relazione alla quota di impiego.

4. Le spese generali dell'Ateneo e della Struttura sono preventivate in percentuale del corrispettivo al netto dell'I.V.A., nella misura definita dal Consiglio d'Amministrazione.

Art. 14 - Definizione del corrispettivo e delle tariffe



1. La determinazione del corrispettivo tiene conto dei prezzi di mercato e delle tariffe determinate dagli ordini professionali, dagli enti locali o dalla legislazione vigente.

2. Il corrispettivo o la tariffa devono comunque coprire quantomeno i costi incrementali.

Art. 15 - Gestione delle prestazioni



1. Nello svolgimento di attività a favore di terzi il personale, ai fini assistenziali ed assicurativi, risulta coperto come fosse in orario di servizio.

2. Le attività del personale tecnico e amministrativo prestate fuori orario di servizio devono risultare dal sistema di rilevazione delle presenze. In motivati casi in cui la rilevazione non sia possibile, o nel caso di computo a corpo, esse risulteranno da analitica attestazione sottoscritta dall'interessato e dal Responsabile della prestazione e vistata dal Responsabile della Struttura.

Art. 16 - Prestazioni minori



1. Sono considerate minori le prestazioni a preventivo di limitata entità che non superino l'importo deliberato dal Consiglio di Amministrazione e che non richiedano significative assegnazioni di risorse da parte della Struttura.

2. Nel caso di prestazioni minori:
a) il preventivo analitico può essere sostituito da una determinazione del corrispettivo in base a valori di mercato o in base a tariffe determinate dagli ordini professionali, dagli enti locali o dalla legislazione vigente;
b) la rendicontazione amministrativa e la liquidazione dei compensi può essere effettuata in modo cumulativo per periodi non superiori ad un anno.

3. Si applicano anche alle prestazioni minori le norme relative alla destinazione del corrispettivo ivi comprese le quote per i fondi di Struttura e di Ateneo.

Art. 17 - Prestazioni a carattere individuale



1. Le prestazioni a favore di terzi rese da singoli docenti e ricercatori in nome proprio sono effettuate per conto dell’Università qualora le stesse si svolgano prevalentemente all’interno della stessa e non richiedano l’apporto di altro personale, di attrezzature e di materiali che non siano gestiti usualmente dai prestatori stessi.

2. Tali prestazioni sono subordinate alla comunicazione scritta da parte dei prestatori al Responsabile della struttura. Alla comunicazione devono essere allegati il contratto, in qualunque forma stipulato, e una dichiarazione sottoscritta dai prestatori con la quale essi attestano che la prestazione rientra nella tipologia di cui al presente articolo e nell’ambito delle loro rispettive competenze.

3. Il corrispettivo viene messo a disposizione dei prestatori, che potranno utilizzarlo a titolo di compenso e per altri usi consentiti, con la sola detrazione di una quota percentuale complessiva definita dal Consiglio di Amministrazione, comprensiva delle spese generali di competenza dell’Ateneo e della Struttura nonchè delle quote per i fondi di Ateneo e di Struttura.

4. Eventuali penali o perdite di ordine monetario sono interamente a carico dei prestatori.

5. Le norme del presente articolo si applicano anche a singoli dipendenti tecnico-amministrativi, per prestazioni fuori orario, previa autorizzazione del Responsabile della struttura.

Art. 18 - Prestazioni interne



1. Le Strutture possono fornire prestazioni a favore dell'Amministrazione Centrale o di un'altra Struttura dell'Università sulla base di apposita convenzione interna o di accordi interni ai sensi di quanto previsto dal Regolamento d'Amministrazione. Nella determinazione del corrispettivo si devono tenere conto delle seguenti voci di costo :
a) i costi esterni e assimilati;
b) i costi di personale per attività fuori orario;
c) i costi di ammortamento delle attrezzature;
d) le spese generali della struttura per la metà.

2. Se la prestazione interna deriva da una prestazione a favore di terzi, nella determinazione del corrispettivo si applicano le regole generali, con esclusione comunque di duplicazioni di ritenute, detrazioni e accantonamenti.

3. Non sono considerate prestazioni a favore di terzi le attività di ricerca, didattica, consulenza, progettazione e di servizio individualmente prestate da personale dell'Università ad altre Strutture dell'Università. Tali attività, qualora prestate al di fuori del proprio impegno orario e qualora la natura dei fondi utilizzati lo consenta, possono essere oggetto di specifico compenso orario o forfetario assimilato ai compensi di lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 84, primo comma, lettera h), del Regolamento d'Amministrazione.

Art. 19 - Prestazioni in comune



1. Alle prestazioni a pagamento a favore di terzi oggetto del presente Regolamento può partecipare individualmente personale di altre Strutture, con l'autorizzazione del Responsabile della Struttura di appartenenza qualora l'attività sia svolta in orario di servizio. Tale personale partecipa alla destinazione dei corrispettivi e alla liquidazione dei compensi secondo le norme previste per le prestazioni a preventivo e per le prestazioni a tariffa.

2. I compensi spettanti a personale di altre Università sono versati all'Ateneo di appartenenza o direttamente al personale secondo la normativa interna dell'Ateneo stesso.

3. Le attività a pagamento a favore di terzi possono essere prestate anche da Centri Interdipartimentali o congiuntamente da più Strutture dell'Università. In tal caso gli organi collegiali delle Strutture concordano preventivamente la designazione di un unico Responsabile della prestazione, l'indicazione della Struttura incaricata di gestire il contratto e la ripartizione delle spese generali e dell'eventuale residuo.

Art. 20 - Gestione amministrativa dei contratti



1. Qualora nei contratti sia previsto che i costi diretti esterni in tutto o in parte siano liquidati direttamente dal committente o rimborsati dallo stesso nel loro effettivo ammontare, una stima di tali costi deve essere inclusa nel preventivo.

2. Qualora i contratti prevedano che il corrispettivo della prestazione sia determinato in misura variabile, in funzione dei risultati ottenuti, dovrà essere comunque prevista una quota fissa che copra almeno i costi diretti esterni e le attività prestate fuori orario.

3. Quando non sia risultato possibile prevedere in contratto un anticipo, la Struttura provvede alle spese urgenti con fondi di bilancio, utilizzando preferibilmente i proventi da terzi di competenza della Struttura.

4. Su richiesta motivata della Struttura, l'Amministrazione Centrale può concedere anticipazioni sui corrispettivi previsti dalla convenzione o contratto per coprire i costi esterni. Gli importi anticipati vengono rimborsati entro un mese dalla riscossione del corrispettivo. Qualora l'anticipazione non dovesse essere rimborsata nel termine previsto, l'importo sarà trattenuto sui successivi trasferimenti alla Struttura.

5. I compensi al personale non possono comunque essere versati prima della riscossione del saldo.

6. Le variazioni di bilancio in entrata e in uscita conseguenti all'incasso di anticipi sono da considerarsi variazioni vincolate e finalizzate e pertanto, a norma dell'art. 24, comma quinto, del Regolamento d'Amministrazione, sono apportate con atto del Segretario del Centro di Gestione o, nel caso dell'Amministrazione centrale, del responsabile della Ripartizione Finanziaria, senza deliberazione dell'Organo Collegiale della Struttura.

7. Le ulteriori procedure informative e amministrative sono definite con disposizioni del Direttore Amministrativo.

Art. 21 - Fondo di Struttura e Fondo di Ateneo



1. Il fondo comune di Ateneo è ripartito periodicamente fra tutto il personale tecnico-amministrativo. Il riparto avviene tenendo conto delle giornate di effettiva presenza, valutate sulla base delle ore settimanali previste dalla normativa vigente secondo i seguenti coefficienti:
I - III qualifica funzionale 1,0
IV - VI qualifica funzionale 1,5
VII qualifica funzionale e oltre 2,0

2. Il fondo di Struttura è ripartito periodicamente fra tutto il personale tecnico e amministrativo della Struttura. Considerata la natura delle singole prestazioni, il responsabile della struttura, su proposta del responsabile della prestazione, può stabilire i coefficienti di ripartizione diversi per tipo di prestazione lavorativa, e per categorie di personale.

Art. 22 - Percentuali e coefficienti



1. Le percentuali, le tariffe e i coefficienti previsti dal presente Regolamento sono determinati e aggiornati con delibera del Consiglio d'Amministrazione.

Art. 23 - Lettera di incarico



1. Nel caso di prestazioni a tariffa (art.7), minori (art.16), individuali (art.17) ed interne (art.18), i contratti possono assumere anche la forma di lettera di incarico sottoscritta per accettazione o in altre forme previste dalla legge. Nei casi diversi dalle prestazioni a tariffa e dalle prestazioni interne la lettera deve comunque presentare i contenuti di cui all’art. 4.

Art. 24 - Disposizioni transitorie



1. I contratti per prestazioni a favore di terzi stipulati prima dell'entrata in vigore del presente Regolamento vengono conclusi secondo la normativa vigente al momento della stipulazione, fatte salve le innovazioni introdotte dal Regolamento d'Amministrazione. L’Organo collegiale competente della Struttura può tuttavia optare per l’applicazione della disciplina contenuta nel presente Regolamento se ritenuta più favorevole.

2. Nelle more della definizione da parte del Consiglio di Amministrazione delle percentuali, delle tariffe e dei coefficienti previsti dal presente Regolamento, esse sono definite dall'Organo Collegiale della Struttura interessata.

3. Con specifico provvedimento del Consiglio di Amministrazione potranno essere definite forme di garanzia a titolo di copertura di costi derivanti da penali o insolvenze di qualsiasi natura oltre a quelle previste dall’art.17 comma quarto.

Art. 25 - Abrogazione



1. Con l'entrata in vigore del presente Regolamento è abrogato il Regolamento delle prestazioni a pagamento per a favore di terzi approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 18 luglio1985 e tutte le norme di altri regolamenti interni incompatibili con quelle del presente Regolamento.

Art. 26 - Allegati



1. Le tabelle allegate al presente regolamento non fanno parte integrante dello stesso e quindi possono essere modificate per via amministrativa.

Art. 27 - Natura del Regolamento



1. Il presente Regolamento ha la natura di regolamento interno di Ateneo a norma dell'articolo 64, comma quinto, dello Statuto.

Art. 28 - Entrata in vigore



1. Il presente Regolamento entra in vigore a partire dal termine indicato dal Decreto Rettorale di emanazione. Aggiornato il 28/06/2005
Credits