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Ingegneria per l'ambiente e il territorio, cl. LM-35 (laurea magistrale (ex DM 270/04))

Durata Crediti Sede
2 anni 120 credits Udine

Conoscenze richieste per l’accesso

Ai sensi dell’articolo 6, comma 2 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale occorre essere in possesso della laurea o del diploma universitario di durata triennale, o di altro titolo di studio conseguito all'estero riconosciuto idoneo.
Per l'ammissione ai corsi di laurea magistrale occorre possedere di norma i seguenti requisiti curriculari: con riferimento alla classe di riferimento (DM 16 marzo 2007), è necessario possedere  DI NORMA almeno 45 cfu acquisiti nei settori scientifico disciplinari previsti nelle attività formative di base; è inoltre necessario possedere 80 cfu acquisiti nei settori scientifico disciplinari previsti nelle attività formative caratterizzanti (vedi tabella sotto riportata):

Lauree MAGISTRALI Lauree triennali di riferimento
Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (LM-35) Classe L-7, DM n. 2359 del 16 marzo 2007
Settori scientifico disciplinari previsti nelle attività formative di base: INF/01, ING-INF/05, MAT/03, MAT/05, MAT/06, MAT/07, MAT/08, MAT/09, SECS-S/02, CHIM/03, CHIM/07, FIS/01, FIS/07;
Settori scientifico disciplinari previsti nelle attività formative caratterizzanti: ICAR/01, ICAR/02, ICAR/04, ICAR/05, ICAR/06, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/10, ICAR/11, ICAR/17, ICAR/20, BIO/07, CHIM/12, GEO/02, GEO/05, GEO/11, ING-IND/11, ING-IND/24, ING-IND/25, ING-IND/27, ING-IND/28, ING-IND/29, ING-IND/30, ING-IND/31, ING-IND/35, ING-INF/04.


Accertato il possesso dei requisiti curriculari di cui al precedente comma, l'adeguatezza della personale preparazione e l'attitudine dei candidati a intraprendere il corso di laurea magistrale sono verificate dalle Commissioni Didattiche dei singoli corsi di Studio, mediante valutazione della carriera pregressa e eventuale prova o colloquio (che si svolgeranno nella settimana 20-24 settembre 2010 e 10-14 gennaio 2011). Sono esonerati da tale prova o colloquio i candidati che abbiano riportato, nell'esame di laurea, una votazione non inferiore a 90/110

Obiettivi Formativi del corso

Il Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio ha l’obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza dei metodi e delle specifiche conoscenze professionali indispensabili per affrontare i principali problemi ambientali dovuti ai processi naturali catastrofici e alle complesse interazioni tra le varie attività antropiche inclusa la progettazione di strutture e grandi opere ed il territorio, riconducibili alle componenti fondamentali del sistema aria-acqua-sottosuolo. Un simile obiettivo presuppone l'acquisizione delle basi teoriche, dei principi generali e delle diverse metodologie che possono venire utilmente impiegati nell'analisi dei diversi tipi di processi naturali calamitosi e nella valutazione dell'interazione tra opera in progetto e ambiente. Per questa ragione particolare attenzione è dedicata all'apprendimento delle tecniche di modellazione numerica utilizzate per la ricostruzione dei possibili scenari di rischio ambientale, per la simulazione di eventi distruttivi (inondazioni, frane, terremoti, ecc.) e per la riproduzione delle complesse interazioni struttura-ambiente (interventi di stabilizzazione dei versanti, opere in galleria, interventi strutturali in aree ad elevata vulnerabilità idrogeologica, interventi in alveo, casse di espansione, progettazione dei siti adibiti a discarica, caratterizzazione dei siti inquinati, ecc.).
La particolare connotazione ambientale di questo indirizzo dell'ingegneria presuppone una conoscenza molto approfondita dei materiali solidi che costituiscono il sottosuolo (geomateriali), siano essi terreni o ammassi rocciosi, e della loro interazione con le acque superficiali e con i fluidi circolanti al loro interno. La forte specializzazione ambientale è assicurata dall'acquisizione di competenze specifiche nel settore idraulico e geotecnico, le quali forniscono al futuro ingegnere una solida preparazione di base sui principali processi naturali che hanno una forte interazione con le attività umane e con le varie opere di ingegneria in progetto o già realizzate sul territorio. I principali processi ambientali vengono trattati sia dal punto di vista descrittivo-fisico che da quello sperimentale e analitico, evidenziando le ipotesi e le assunzioni introdotte nella trattazione matematica e nella modellazione numerica. Il futuro ingegnere ambientale dovrà avere ben chiare le ipotesi di base assunte nei vari modelli di calcolo in modo da poter sempre valutare in maniera critica la loro adeguatezza nella trattazione dello specifico problema ambientale.
Un approccio costantemente multi-disciplinare, favorito da frequenti richiami e riferimenti tra le varie materie trattate, permette allo studente di assimilare il principio fondamentale della complessità del sistema ambientale e della mutua interazione tra le varie componenti che sono sempre presenti nei problemi ambientali reali (aria-acqua-sottosuolo). Inoltre la marcata caratterizzazione idraulico-geotecnica del corso di studi consente di raggiungere un buon livello di approfondimento su specifiche tematiche ambientali molto attuali e assai importanti per il territorio italiano quali i processi gravitativi di versante, quelli fluviali e costieri ed i processi di circolazione delle acque nel sottosuolo. Molti di questi aspetti sono oggetto di una specifica attività di analisi e di progettazione ambientale messa in atto da parte di tutte le regioni italiane per l'individuazione delle aree esposte a rischio di frana e a rischio idraulico come previsto dalla recente normativa nazionale per la riduzione del dissesto idrogeologico (Decreto-Legge 12 novembre 1996 noto come Decreto Sarno, Legge n.677 del 31 dicembre 1996, Decreto Ministeriale dei Lavori Pubblici del 14 febbraio 1997).

Sbocchi occupazionali

Le problematiche ambientali e la progettazione degli interventi per la mitigazione dei rischi naturali, costituiscono l'oggetto di una intensa attività progettuale che viene promossa di norma da numerosi enti pubblici che si occupano a vario livello (statale, regionale, provinciale e comunale) della salvaguardia del territorio, della progettazione delle principali infrastrutture, della pianificazione territoriale e della gestione delle situazioni in cui la pubblica incolumità risulta minacciata da calamità naturali.
Il laureato in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio ha la possibilità di lavorare alla soluzione di una vasta gamma di problematiche ambientali sia nel tradizionale ruolo del progettista libero professionista che nell'ambito di società di progettazione specializzate che operano in campo ambientale, topografico e idraulico-geotecnico. La stessa attività può essere svolta anche come dipendente talora con ruolo dirigenziale e con funzioni direttive/organizzative presso gli enti pubblici che istituzionalmente si occupano di ambiente e pianificazione (servizi regionali, provinciali e comunali dell'Ambiente, dell'Idraulica e della Pianificazione Territoriale) oppure di progettazione delle grandi infrastrutture (servizi dei Lavori Pubblici) o ancora di progettazione delle opere e degli interventi per la messa in sicurezza del territorio (servizi tecnici della Protezione Civile).
Tra le principali opportunità di lavoro che possono venire offerte ai laureati in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio si possono ricordare:
- la progettazione di opere idrauliche per la messa in sicurezza degli alvei e dei bacini montani;
- la progettazione di sistemi acquedottistici per la realizzazione delle reti urbane di distribuzione dell'acqua;
- la progettazione delle opere di sbarramento, delle opere di presa e delle opere di captazione dei sistemi fluviali;
- la progettazione di infrastrutture marittime e/o costiere per la protezione dei litorali;
- la progettazione degli interventi di stabilizzazione dei versanti e degli interventi di protezione dalle frane di crollo;
- la progettazione degli interventi di ingegneria naturalistica per la messa in sicurezza dei versanti, degli alvei e dei bacini montani;
- la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo di processi naturali critici (piene e frane) e dei processi di inquinamento;
- la progettazione dei siti adibiti a discarica;
- la progettazione degli interventi per la caratterizzazione dei siti inquinati;
- la progettazione degli interventi di ripristino ambientale e di messa in sicurezza dei siti interessati da attività estrattiva;
- la progettazione di specifici sistemi informativi territoriali finalizzati all'analisi e alla gestione dei principali rischi ambientali naturali (idraulico, di frana, sismico) o al monitoraggio in tema di protezione idraulica e di salvaguardia delle falde dall'inquinamento chimico.
 

Aggiornato il 12/10/2011

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