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Il Centro Internazionale sul Plurilinguismo (C.I.P.) dell'Università degli Studi di Udine è un'istituzione scientifica il cui scopo consiste nel promuovere la ricerca e coordinare la raccolta di dati per favorire lo scambio di informazioni e di esperienze relative al tema del plurilinguismo.

 

 

 

 

Mercoledì 29 ottobre alle 17.30 la dott.ssa Francesca Tuscano (Università Alma Mater di Bologna) parlerà sul tema: "Una guida transmentale nell'Inferno della Dopostoria. Zaum/Virgilio in Porcile di Pier Paolo Pasolini".

 

Questo un abstract del suo seminario:


Nella prima stesura di Porcile Pasolini aveva progettato tre “visioni” (secondo una struttura che ricorda i sogni di Rosaura in Caldèron, e che precorre le visioni di Petrolio). Nella prima di esse Julian scende nell’ “Ade” (“un concentrato di tutte le più orribili atrocità ecc. ecc.: tutti coloro che sono martirizzati desideravano di esserlo: la domanda è questa: perché desideravano di essere martirizzati” ). Nel VI episodio, escluso dalla prima stesura, Pasolini descrive l’incontro di Julian con il duca che l’avrebbe accompagnato nel “viaggio ultraterreno”, Zaùm. Come Virgilio per Dante, Zaùm per Julian è riferimento etico ed estetico nello stesso tempo. Ma chi è questo personaggio dal nome apparantemente bizzarro? Come dice egli stesso, è lo “Spirito della Parola”, ma nella storia della letteratura Zaum’ è il nome di una delle correnti del Futurismo russo, in italiano tradotto più volte come “poesia transmentale”. In questa relazione si esaminerà il contesto nel quale la Zaum’ è nata; come Pasolini sia venuto a conoscenza di questa corrente poetica e quale significato le attribuisca (cosa possa significare “Spirito della Parola” nel “Teatro di poesia” pasoliniano); in che modo essa funga da Virgilio dantesco; quali tracce siano rimaste della presenza poi eliminata di Zaum’, sia nell’opera teatrale che in quella cinematografica.

 

 Francesca Tuscano è laureata in Lingua e Letteratura russa, Italianistica e Lingua e Cultura Italiana per Stranieri; è specializzata in Insegnamento della lingua italiana come Lingua straniera; addottorata in Letterature Comparate e dottoranda in Letteratura Italiana Contemporanea.

Ha insegnato Lingua e Cultura Italiana presso la facoltà di Romanistica dell’Università di Salisburgo;  Traduzione dal Russo all’Italiano e Lingua e Cultura Italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia; Lingua Russa e  Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università degli Studi di Perugia.

È socia MOD e COMPALIT.

Le sue pubblicazioni riguardano principalmente la storia della traduzione dal russo all’italiano (Giacomo Prampolini e Corrado Alvaro traduttori), la Letteratura Italiana Contemporanea e l’influenza della cultura russa nell’opera di Corrado Alvaro e Pier Paolo Pasolini. Negli ultimi anni si è occupata principalmente di Pasolini, allo studio del quale ha dedicato anche la ricerca del dottorato in Letterature Comparate (“Il mužik e il compagno di strada. La Russia di P. P. Pasolini”), e del quale continua ad occuparsi con la ricerca del dottorato in letteratura Italiana Contemporanea (“La biblioteca di Pasolini. Le fonti dell’opera pasoliniana”). Su Pasolini ha pubblicato alcuni saggi: Il mito di Medea, dalla tradizione classica a Pasolini” (nel volume, curato da lei, “Pasolini intellettuale del dissenso e sperimentatore linguistico”, Cittadella Editrice, Assisi 2005); “La poetessa allo specchio. Anna Achmatova in due liriche di Ingeborg Bachmann e Pier Paolo Pasolini” (con Arturo Larcati, in “Hebenon”, Anno XV Quarta serie nn. 5-6 aprile-novembre 2010); “Ladyboy di Roberto Bertoldo e Petrolio di Pier Paolo Pasolini: il ‘rivoluzionario’ “segno-corpo” del transessuale e del trans” (in “Mantichora”, n. 1 dicembre 2011); “L’archivio in valigia. La “biblioteca” di Petrolio” (in “Memoria della modernità. Archivi ideali e archivi reali. Atti del XIII Convegno Internazionale della MOD 7-10 giugno 2011”, ETS, Pisa 2013); la monografia “La Russia nella poesia di Pasolini” (Book Time, Milano 2010), e il numero monografico di “In forma di parole”, la rivista fondata e diretta da Gianni Scalia,  “Pasolini in Russia” (“In forma di parole”, anno XXVII, quarta serie, n. 4, ottobre-novembre-dicembre 2013). Di prossima pubblicazione saranno, per gli atti dei convegni MOD 2012 e 2013, le relazioni “L’impresentabilità del ragno. Il ‘sublime’ Stavrogin da Dostoevskij a Pasolini” e “Il Teorema di Ivan Ilič. Tolstoj riscritto da Pasolini”.

Legata agli studi pasoliniani, oltre che a quelli sulla semiotica russa, è la sua traduzione del saggio di Roman Jakobson “La fine del cinema?” (Booktime, Milano, 2009). Agli studi sulla semiotica e le teorie della letteratura russe è invece legata la traduzione (con note e breve introduzione a sua cura) del saggio di Jurij Lotman, ancora inedito in Italia, “Analisi del testo poetico. La struttura del verso” (pubblicata in “Hebenon” Anno XVII Quarta serie nn. 9-10, aprile-novembre 2012).