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Raccomandazione della Commissione Europea

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La Commissione Europea il 10.04.2008 ha adottato la raccomandazione 2008/416/CE relativa alla gestione della proprietà intellettuale nelle attività di trasferimento della conoscenza delle università e di altri organismi pubblici di ricerca, con l’obiettivo, coerente con la Strategia di Lisbona, di creare le condizioni per sfruttare al meglio il potenziale accademico dell'Europa, trovando adeguata applicazione alle soluzioni tecnologiche innovative, affinché le stesse apportino benefici in termini di creazione di posti di lavoro, innovazione del mercato e sviluppo economico sociale.

Questo implica che le università e le organizzazioni pubbliche di ricerca gestiscano correttamente la loro proprietà intellettuale e lavorino maggiormente insieme alle aziende private per trasformare i risultati della ricerca in innovazioni di successo dal punto di vista commerciale o sociale.
Nello specifico la Commissione Europea raccomanda gli Stati membri di:
- fare in modo che l’attività di trasferimento tecnologico sia considerata dal mondo della ricerca pubblica come una missione strategica, favorendo un evoluzione culturale del personale della ricerca talvolta ancora molto ancorato alla concezione tradizionale del ruolo delle università;
- incentivare e promuovere l’adozione da parte degli atenei e degli EPR di politiche e procedure specifiche per la gestione della proprietà intellettuale;
- promuovere la più larga diffusione possibile della conoscenza prodotta con fondi pubblici, ricorrendo  anche al sistema dell’open source, ma comunque senza pregiudicare la valorizzazione della stessa attraverso la protezione della PI;
- garantire quanto più possibile che le collaborazioni di ricerca con istituzioni di ricerca di Paesi Terzi siano improntate a delle pratiche orientate ad una disciplina equilibrata della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale.
La Commissione inoltre delinea un “Codice delle buone pratiche”, corredato da un repertorio, che gli Stati membri, le istituzioni accademiche e gli Enti di Ricerca sono invitati a prendere a riferimento.
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