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Bottega del Sapere: “Quanti soldati italiani morirono nella Prima Guerra Mondiale? Anatomia di un’inutile strage” - Prof. Fornasin

La seguente relazione fa riferimento alla Bottega del Sapere tenutasi sabato 1 giugno 2019 presso l’esercizio commerciale Libreria Martincigh. Il docente coinvolto, Alessio Fornasin, appartiene al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Udine e hanno sostenuto un incontro con la popolazione, trattando il seguente il tema: “Quanti soldati italiani morirono nella Prima Guerra Mondiale? Anatomia di un’inutile strage”.

 

Quanti soldati italiani morirono nella Prima guerra mondiale? Anatomia di un'inutile strage

 

Oggigiorno esistono molteplici fonti che indicano i caduti italiani della Grande guerra. Ad esempio lo “Scenario classico” detto “Mainstream del 1925 (Mortara) tiene conto di 651.000 caduti. La fonte “High counters” del 2014 (Scolè) conta 709.000 morti e infine è presente la “Visione Eretica” del 2017 (Fornasin) con 558.000 caduti.

 

Due pietre angolari del “Mainstream” (G. Mortara and C. Gini):

 

 

In passato sono state fatte parecchie stime riguardanti i caduti italiani della Grande guerra:

Fonte

Anno

Fine

N. caduti

 

pubb.

periodo

 

Comando Supremo

1918

11/11/18

460.000

Comando Supremo

1921

31/12/20

564.000

Commissione riparazioni

1921

30/04/20

651.000

Gini e Livi 1924

1924

31/12/18

575.000

Mortara 1925

1925

31/12/20

600.000

Gini 1926

1926

10/09/25

652.000

Gini 1926

1926

04/11/18

571.000

Albo d’oro 1926-1964

1926-1964

20/10/20

529.025

 

 

 

 

 

La “Visione eretica” del 2017 si basa su diverse fonti: l’Albo d’oro vol. 26, Veneto I, del 1964 e il vol. 27, Veneto II, del 1964. L’albo d’oro è stato pubblicato il 28 volumi tra il 1926 e il 1964, registrando 592.025 morti.

 

L’Albo d’oro si caratterizza grazie ad una pluralità di fonti, tra cui: i comuni, la croce rossa, gli uffici notizie, l’esercito e la direzione generale delle pensioni di guerra. Contiene dati individuali ed è trasparente nei criteri di compilazione, stando alle fonti di Zugaro del 1926. L’ albo d’oro possiede vari punti di forza, come ad esempio: le pochissime duplicazioni, la coerenza interna dei dati, la coerenza tra dati ed eventi e possibilità di riscontri con altre fonti. Tuttavia, presenta dei limiti come le esclusioni internazionali, le omissioni non intenzionali e inclusioni non pertinenti

 

 

Il seguente grafico rappresenta i soldati deceduti in serie annuale utilizzando come fonte l’Albo d'oro 1926-1964; Glei et al. 2005.

 

 

Utilizzando sempre come fonte l’Albo d’oro del 1926-1964. Possiamo indicare nel seguente grafico il numero dei morti in guerra per mese, a partire dal maggio 1915, fino al novembre 1918

 

Tuttavia è naturale porsi la questione: quanto è affidabile l’Albo d’oro? Le risposte a questa domanda variano molto a seconda della posizione e della fonte impiegata per le proprie ricerche. I sostenitori della “Teoria eretica” affermano l’affidabilità dell’Albo d’oro mentre i critici sostenitori della versione “mainstream” affermano la teoria opposta.

 

Tuttavia c’è una consistente differenza del 22,9% tra l’Albo d’oro e i dati ‘veri’ della teoria “Mainstream”, 650.000 caduti invece di 529.000. Mentre la differenza tra l’Albo d’oro e la visione eretica è più marginale, solo il 5,5%, 558.000 morti invece di 529.000. A questo punto viene spontaneo chiedersi, quale di questi due dati è il più plausibile?

 

La ricerca sull’anatomia di questa inutile strage porta alla riabilitazione di una fonte, e comprende una constatazione, due casi di studio, tre prove contro l’Albo d’Oro e tre prove a favore dell’Albo d’Oro.

 

Nella seguente tabella sono indicati quanti soldati italiani sono morti a causa della guerra (in migliaia) secondo le diverse fonti considerate.

 

 

 

 

 

Diff. %

Causa o contesto

Albo d'oro

Mortara

Gini

Mortara-Gini

Ferita (1915-18)

331

378

397

-5,0

Malattia (1915-18)

126

157

107

31,8

In cattività (1915-18)

46

90

67

25,6

Tutte le cause (1919-20)

26

26

54

-107,7

Totale

529

651

625

4,0

 

Ora dividiamo questo studio in diversi casi. Il primo caso prende in considerazione i morti in combattimento, tra 24 maggio1916 ed il 4 novembre 1918). Il Mortara indica 378.000 morti, mentre i diari dei reggimenti 322.000 e l’albo d’oro 331.000.

La seconda fonte, la “Visione Eretica” contiene i diari di tutti i reggimenti di fanteria (inclusi Alpini e Bersaglieri) ed è stata pubblicata in dieci volumi dal 1924 al 1931. Inoltre contiene vari documenti tra cui la stoia militare dei singoli soldati.

 

 

Il seguente grafico mostra i morti in combattimento considerando l’Albo d’oro, il Mortara e i diari dei regimenti:

 

 

A questo punto è doveroso considerare quanti soldati sono caduti come prigionieri di guerra. Secondo il Paradigma del 1993 (Procacci) furono 100.000, mentre secondo il Mortara furono tra i 90.000 ed i 100.000.  Secondo il Gini ed una sua successiva correzione furono 67.000, mentre per gli “High counters” più di 100.000. Infine la Visione eretica ne conta “solamente” 50.000.

Il Gini spiega che i morti in cattività non possono rappresentare tutti i “veri” prigionieri. Infatti nella sua versione vengono indicati i morti per malattia, circa 51.000, i morti per ferita, circa 16.000 ed i caduti in battaglia. circa 11.000, per un totale di 78.000 di caduti.

Ora prendiamo in considerazione le tre evidenze contro l’Albo d’oro. Bisogna indicare le differenze tra l’Albo d’oro e i dati presunti veri considerando i soldati italiani morti in cattività:

 

 

 

N.

N. morti

N. morti

 

 

 

Distretto

Classi

Prigionieri

Ruoli

Albo

N. mancanti

% mancanti

 

Udine

1895

328

33

29

4

13,8

 

Vicenza

1897-99

1921

267

258

9

3,5

 

Sassari

1895

151

10

9

1

11,1

 

Como

1895-98

1769

185

184

1

0,5

 

Padova

1876-99

10571

1271

1241

30

2,4

 

Rovigo

1876-99

3762

444

435

9

2,1

 

Totale

 

18502

2210

2156

54

2,50

 

Di conseguenza bisogna considerare che non tutti soldati morti lasciavano un diritto alla pensione, alcune cifre sommano pensioni indirette (morti) e pensioni dirette (invalidi). La differenza tra il numero di domande di aventi diritto e alta poiché molte pensioni erano temporanee. Le pensioni di guerra stimate oscillato tra 592.000 e 750.000.

La seconda evidenza contro l’Albo d’oro e rappresentata dallo stato civile dei decessi. È importantissimo fare attenzione alle doppie registrazioni delle autorità militari, alle doppie registrazioni delle autorità civili, alla sovrastima dei morti dopo la fine della guerra ed alla sovrastima dei morti in prigionia.

 

 

Autorità militari

561.000

Autorità civili

82.000

Morti dopo la fine della guerra

77.000

Morti in prigionia

90.000

Totale

810.000

 

La terza evidenza contro l’Albo d’oro prende in considerazione il proprio archivio, composto da più di 700.000 fascicoli, quindi è necessario prestare attenzione ai dossier duplicati e ai dossier dei soldati che non avevano i requisiti per svolgere la propria funzione.

 

Per concludere mostreremo le tre prove a favore dell’Albo d’oro.

La prima prova è rappresentata dalla differenza di morti a livello locale con l’Albo d’oro. La seguente tabella ci indica che la differenza oscilla da lo 0 e il 14%:

 

Municipality

N.

Albo d'oro

Diff. N

Diff. %

 

Cumiana (TO)

95

90

5

5.6

 

Bobbio Pellice (TO)

25

25

0

0.0

 

Vigevano (PV)

324

305

19

6.2

 

Collio (BS)

61

56

5

8.9

 

Desenzano del Garda (BS)

148

130

18

13.8

 

Limone sul Garda (BS)

14

14

0

0.0

 

Salò (BS)

93

90

3

3.3

 

Toscolano-Maderno (BS)

94

85

9

10.6

 

La seconda prova a favore ci indica la differenza dei capitani morti tra Albo d’oro e diario dei corpi:

 

 

N.

Diari dei corpi

1.186

Albo d’oro

1.154

Differenza

32

%

2,8

 

 

 

La terza ed ultima prova a favore dell’Albo d’oro pone il collegamento tra i ruoli matricolari e l’albo d’oro prendendo in considerazione i morti per ferita e i dispersi:

 

 

Ruoli

Albo

Diff. N.

Diff. %

 

 

 d’oro

 

 

 

 

 

 

Vicenza 1897-98

435

404

31

7.7

 

Sassari 1895

364

355

9

2.5