INFORMAZIONI SU

Obiettivi e sbocchi professionali

Di seguito sono riportati gli obiettivi formativi specifici, gli sbocchi professionali e una breve descrizione del progetto formativo del corso di laurea magistrale in Ingegneria per l'ambiente, il territorio e la protezione civile (classe LM-35) per un approfondimento consulta la sezione “Qualità della formazione” dal menu qui accanto.

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Ambientale per la Resilienza Territoriale nasce dall'esigenza di creare una figura con formazione multidisciplinare atta ad affrontare con strumenti ingegneristici adeguati le problematiche connesse con la difesa e l'uso del territorio, ponendo attenzione non solo all'ambiente fisico ma anche a quello antropizzato. Il corso altresì intende fornire agli allievi capacità di gestire le emergenze, di coordinare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino delle opere ed infrastrutture interessate da eventi catastrofici.

Trattasi di una figura professionale esperta nella progettazione avanzata delle strutture che maggiormente interagiscono con il suolo e il sottosuolo, nella progettazione e nella gestione dei sistemi di controllo dell'ambiente fisico, dei processi naturali e antropici di alterazione e di utilizzazione sostenibile dell'ambiente stesso e delle risorse naturali.

Il corso di laurea magistrale è finalizzato a fornire gli strumenti culturali necessari per affrontare la progettazione e la pianificazione di opere di protezione del territorio naturale ed antropizzato, di interventi di stabilizzazione delle aree dissestate e di infrastrutture a rete, nonché l'individuazione delle aree a rischio, con interventi mirati alla mitigazione.

Si tratta di problemi complessi che possono essere affrontati solamente mediante un approccio multidisciplinare, una integrazione cioè tra le discipline tradizionali dell'ingegneria civile e gli approcci culturali che derivano dalla conoscenza delle caratteristiche tecniche di rocce e suoli e dei processi geologici che hanno determinato la attuale struttura del territorio. Le risorse naturali, in particolare le acque sotterranee, che costituiscono un fattore strategico per sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso il Ciclo Idrico Integrato, rappresentano un altro tipico campo di intervento dell'Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale, sia ai fini dello sfruttamento della risorsa sia ai fini della conservazione della stessa in termini di quantità e qualità.

Ulteriori ambiti di intervento sono rappresentati dalla progettazione di sistemi di depurazione delle acque e dalla realizzazione di discariche controllate.

La figura professionale dell'Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale si avvale della conoscenza approfondita dei moderni strumenti informatici e tecnologici di rilevamento e gestione dei dati territoriali, della modellistica fisico-numerica dei fenomeni idraulici e idrologici della modellazione di processi di inquinamento e delle tecniche di progettazione di opere e infrastrutture, degli strumenti ingegneristici di analisi del rischio, e di supporto alla gestione delle emergenze.

Gli obiettivi formativi del corso di studio sono mirati a garantire un bagaglio culturale all’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale nell’ambito delle tematiche connesse al rischio idrogeologico, al rischio sismico, al rischio ambientale (naturale e antropico), al rilevamento del territorio, alla tutela e gestione della qualità di aria, acqua e suolo, alla gestione delle risorse rinnovabili e delle materie prime e del ciclo di vita di prodotti e servizi. Il raggiungimento di tali obiettivi presuppone l'acquisizione delle basi teoriche, dei principi generali e delle diverse metodologie che possono venire utilmente impiegati nell'analisi dei diversi tipi di processi naturali calamitosi e nella valutazione delle complesse interazioni tra le varie attività antropiche e i sistemi naturali, secondo una visione sistemica e un approccio integrato e interdisciplinare. L’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale avrà competenze specifiche relative alla resilienza territoriale, alla mitigazione dei danni indotti dai dissesti idrogeologici, al contrasto dei cambiamenti climatici, alla prevenzione e mitigazione del rischio sismico e all’analisi dell’interazione tra strutture, infrastrutture e grandi opere ed il territorio, riconducibili alle componenti fondamentali del sistema aria-acqua-sottosuolo. Inoltre, apprenderà le tecniche di rappresentazione del territorio mediante l’utilizzo dei moderni sistemi informativi (acquisizione, gestione e interpretazione dei dati ottenuti da rilevamento remoto e da reti di monitoraggio distribuito) e le tecniche di modellazione per la ricostruzione dei possibili scenari di rischio ambientale, per la simulazione di eventi distruttivi (inondazioni, frane, terremoti, siccità, ecc.) e per la riproduzione delle complesse interazioni struttura-ambiente (interventi di stabilizzazione dei versanti, opere in galleria, infrastrutture viarie, interventi strutturali in aree ad elevata vulnerabilità idrogeologica, interventi in alveo, casse di espansione, caratterizzazione dei siti inquinati, ecc.), sapendone interpretare criticamente i risultati. La forte specializzazione del Corso sulle tematiche dei rischi ambientali, sia naturali che antropici, implica la conoscenza approfondita dei materiali che costituiscono il sottosuolo ('geomateriali'), siano essi terreni o ammassi rocciosi, e della loro interazione con le acque superficiali e con i fluidi circolanti al loro interno. Non di meno, le competenze acquisite nel settore idraulico e geotecnico garantiranno al futuro ingegnere una solida preparazione di base sui principali processi naturali (gravitativi di versante, fluviali e costieri) che hanno una forte interazione con le attività umane e con le varie opere di ingegneria in progetto o già realizzate sul territorio. I principali processi ambientali vengono trattati sia dal punto di vista descrittivo-fisico che da quello sperimentale e analitico, evidenziando le ipotesi e le assunzioni introdotte nella trattazione matematica e nella modellazione numerica. Il Corso ha l'obiettivo di formare laureati/laureate magistrali dotati della capacità di ideare, pianificare, progettare e gestire, secondo i principi della sostenibilità ambientale, opere, sistemi tecnologici, impianti e servizi finalizzati all'utilizzo e gestione sostenibile delle risorse naturali, alla salvaguardia e protezione del territorio, dell'ambiente costruito e delle reti infrastrutturali, alla mitigazione dei rischi di origine naturale e antropica. Il corso intende altresì fornire agli studenti la capacità di gestire le emergenze, di coordinare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino delle opere ed infrastrutture interessate da eventi catastrofici. Il tutto inquadrato in una visione che mira alla gestione dell'intero ciclo di gestione dei disastri (previsione, mitigazione, pianificazione e preparazione, risposta, ripristino, riassetto) e alla resilienza.

Le problematiche di gestione dei rischi territoriali costituiscono oggi l'asse portante delle più recenti politiche e programmi d'azione a livello globale in materia di riduzione dei rischi naturali e antropici relativi all’ambiente. Pertanto, gli obiettivi del CdS sono coerenti con le linee di intervento definite dal programma Nazionale per la Ricerca (PNR) 2021-2027 del MUR, nell’ambito della Sicurezza per i Sistemi Sociali/Clima, Energia, Mobilità sostenibile, Sicurezza dei Sistemi Naturali/Cambiamento climatico, mitigazione e adattamento. Le proposte soddisfano la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che vede come priorità di investimento di lungo periodo la traiettoria di sviluppo relativa ai Sistemi per la sicurezza dell’ambiente urbano, il monitoraggio ambientale e la prevenzione di eventi critici o di rischio. Inoltre, è opportuno segnalare come tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals), il percorso formativo del CdS è perfettamente in linea con le indicazioni relative alla lotta per il cambiamento climatico, finalizzate a rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali (Goals 11 e 13 dell’Agenda 2030 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). Infine, gli obiettivi del Corso sono coerenti con il mandato della cattedra UNESCO in Sicurezza Intersettoriale per la Riduzione dei Rischi di Disastro e la Resilienza.

Lo studio delle tematiche connesse ai rischi territoriali, fondamento del Corso di Studio, è garantito da un percorso formativo che prevede un congruo numero di insegnamenti obbligatori distribuiti nel biennio e relativi alle discipline dell’idraulica, delle costruzioni idrauliche, della geologia applicata e della geofisica applicata. Con riferimento alla progettazione di strutture e di opere infrastrutturali territoriali, sono previsti insegnamenti obbligatori al primo anno e al secondo anno. Le tematiche di rappresentazione digitale e rilevamento del territorio sono trattate con un insegnamento obbligatorio al primo anno.

Alle attività formative obbligatorie si aggiungono ulteriori insegnamenti consigliati per l’analisi della pericolosità fluviale, per la progettazione di opere per la difesa dal dissesto idrogeologico, per la progettazione delle opere geotecniche, per la caratterizzazione dei “geomateriali”, al primo anno del corso di studio, e per l’analisi del Ciclo Idrico Integrato e del trattamento delle acque reflue e rifiuti, per le tecniche topografiche di controllo del territorio e per la sismologia applicata all’ingegneria, al secondo anno di corso.

Al percorso formativo così delineato si aggiungono ulteriori insegnamenti integrativi a scelta nelle discipline dell’ingegneria strutturale, della geologia applicata, dell’economia rurale e del diritto amministrativo, offerti al primo anno di studio.

Per consentire agli allievi di approfondire tematiche di particolare interesse, sono previste inoltre attività formative a scelta libera dello studente. Tra queste attività formative, sono suggeriti alcuni insegnamenti affini e interdisciplinari alle tematiche ambientali e appartenenti alle discipline del diritto amministrativo e dell’ecologia e attività di tirocinio presso imprese, industrie di settore, enti pubblici e privati e studi professionali, per sviluppare specifiche competenze tecnico-scientifiche e applicative utili all’inserimento nel mondo del lavoro.

Infine, il percorso formativo si conclude con una prova di conoscenza della lingua inglese e la prova finale.

 

Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale 

funzione in un contesto di lavoro:

Le attività del Corso di Studio sono finalizzate all’acquisizione di una formazione multidisciplinare e intersettoriale di conoscenze e abilità funzionalmente correlate al profilo culturale e professionale specifico dell’Ingegnere per l’Ambiente e il Territorio. I profili professionali caratteristici del Corso di Studio sono relativi alla figura dell’ingegnere dedito alla progettazione e pianificazione nel campo della geoingegneria, della resilienza territoriale, del rischio idraulico, geologico, idrologico e sismico, delle infrastrutture viarie, della protezione ambientale, della gestione della sicurezza e delle emergenze territoriali.

In tali ambiti, si include la progettazione di: opere idrauliche, del Ciclo Idrico Integrato e dei rifiuti, opere di sbarramento, di presa e di captazione dei sistemi fluviali, infrastrutture marittime e costiere, infrastrutture stradali, ferroviarie ed aeroportuali, interventi di stabilizzazione dei versanti e di protezione dalle frane, interventi di ingegneria naturalistica, interventi di ripristino ambientale, interventi di messa in sicurezza dei siti interessati da calamità naturali e antropiche.

Oltre a ciò, l’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale sarà in grado di predisporre valutazioni di rischio ambientale, piani d'azione preventivi per la mitigazione dei rischi, piani di emergenza e degli interventi tecnici urgenti, modellazioni per la previsione del rischio, in particolare alla luce delle variazioni climatiche, sistemi di monitoraggio territoriale e di opere civili e infrastrutture, sistemi di monitoraggio di corpi idrici e frane, sistemi informativi territoriali e ambientali a supporto delle attività di gestione delle emergenze e dei rischi naturali ed antropici.

Per l’accesso alla professione dell’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale sarà necessario il superamento del relativo esame di stato e l’iscrizione all’albo professionale.

L’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale sarà in grado di collaborare con altre figure professionali inserite nell’ambito della libera professione, della pubblica amministrazione e delle società pubbliche e private.

competenze associate alla funzione:

La figura professionale che si vuole formare sarà in grado di comprendere e caratterizzare nei vari contesti, sia naturali che antropici, le varie problematiche ambientali territoriali. In particolare, la figura dell’Ingegnere Ambientale per la Resilienza Territoriale sarà volta ad intervenire in vari ambiti, tra i quali (distinti nelle varie categorie):

Ingegnere progettista in campo ambientale:

- progettazione dei sistemi di monitoraggio ambientale;

- progettazione di interventi per la caratterizzazione di siti inquinati;

- progettazione nell’ambito del Ciclo Idrico Integrato e dei rifiuti;

- progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei siti interessati da calamità naturali e antropiche.

Ingegnere per la gestione della sicurezza del territorio e delle emergenze ambientali:

- progettazione e attuazione di valutazioni di rischio;

- progettazione di piani d'azione preventivi per la mitigazione dei rischi;

- progettazione di piani di emergenza e degli interventi tecnici urgenti;

- pianificazione delle fasi tecniche di recupero post-evento.

Ingegnere progettista in campo idrologico, idraulico, geotecnico e viario:

- progettazione di sistemi acquedottistici;

- progettazione di infrastrutture marittime e costiere;

- progettazione di opere idrauliche;

- progettazione di infrastrutture stradali, ferroviarie e aeroportuali;

- progettazione di opere provvisionali e di ripristino temporaneo di infrastrutture idrauliche e viarie in emergenza e post-emergenza;

- progettazione delle opere di sbarramento, delle opere di presa e delle opere di captazione dei sistemi fluviali;

- progettazione degli interventi di protezione dai fenomeni di dissesto geologico, inclusi quelli di stabilizzazione dei versanti.

Ingegnere progettista in campo geomatico:

- progettazione dei sistemi di monitoraggio di corpi idrici, frane, infrastrutture e opere civili;

- progettazione di specifici sistemi informativi territoriali e ambientali;

- progettazione di specifici sistemi informativi territoriali a supporto delle attività di gestione delle emergenze e dei rischi naturali ed antropici. 

Le competenze abitualmente esercitate nel contesto di lavoro sono:

- analisi e gestione dei principali rischi ambientali naturali (idraulico, di frana, sismico);

- caratterizzazione dei siti inquinati;

- controllo dei processi di inquinamento;

- controllo di processi naturali critici;

- controllo topografico del territorio, telerilevamento, sistemi informativi territoriali;

- valutazione e gestione della sicurezza in un'ottica intersettoriale, analisi del rischio e gestione delle emergenze;

- messa in sicurezza dei versanti, degli alvei e dei bacini montani;

- monitoraggio in tema di protezione idraulica e di salvaguardia delle falde dall'inquinamento chimico;

- protezione dei litorali;

- realizzazione delle reti infrastrutturali viarie;

- realizzazione delle reti urbane di distribuzione dell'acqua.

sbocchi occupazionali:

I principali sbocchi occupazionali per i/le laureati/laureate sono rappresentati da professionisti in studi di settore, società di consulenza e progettazione, imprese di costruzione, imprese manifatturiere o di servizi, enti della Pubblica Amministrazione e società private, gestori e concessionari di opere, reti e servizi, operanti nei seguenti settori:

pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di opere e infrastrutture civili e di sistemi, impianti e servizi per la difesa del territorio, dell'ambiente costruito e delle reti infrastrutturali dai rischi di origine naturale e antropica; protezione e risanamento dell'ambiente, gestione delle risorse naturali, trattamento delle emissioni, pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di monitoraggio dell'ambiente, di strutture e infrastrutture, impianti e reti di servizio; valutazione della compatibilità ambientale di opere e sistemi, valutazione ambientale strategica di piani e programmi territoriali e analisi quantitative del valore dell'ambiente e dei suoi servizi ecosistemici; ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni tecnologiche innovative per l'ambiente.

L’acquisizione del titolo di Dottore Magistrale in Ingegneria Ambientale per la Resilienza Territoriale trova inoltre prosecuzione nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (dottorato interateneo Trieste – Udine), nel Dottorato in Scienze dell'Ingegneria Energetica e Ambientale e nel Dottorato di Ricerca in Informatica, così come nei Master di II livello in Tecnologia e Management del Ciclo Idrico Integrato e nella nascente Scuola di Gemona sulla resilienza, dedicati a tematiche relative all’ambiente e al territorio.

Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT)

1. Ingegneri edili e ambientali - (2.2.1.6.1)

2. Cartografi e fotogrammetristi - (2.2.2.2.0)

3. Ingegneri idraulici - (2.2.1.6.2)

Per informazioni sugli aspetti organizzativi del corso, modalità e lingua di erogazione della didattica ed obblighi di frequenza consulta il Regolamento didattico del corso.