L'eccellenza italiana porta, nell'ambito della ricerca, anche il nome di quattro ricercatrici dell'Università di Udine

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L’eccellenza italiana, nell’ambito della ricerca, porta anche il nome di quattro ricercatrici dell’Università degli Studi di Udine.

Per il lavoro svolto nel 2020 sul Covid-19, con particolare riferimento alle possibili Alterazioni cardiache a breve termine nei pazienti dopo l’infezione, è stata premiata Cristiana Catena, professoressa ordinaria di Medicina interna e Direttrice della Scuola di specializzazione, che con il suo studio e attraverso la ricerca condotta presso l’Ospedale Universitario di Udine su un campione di 105 pazienti a 41 giorni dalla diagnosi di Covid-19, ha evidenziato che «Non vi sono anomalie strutturali o funzionali cardiache nei pazienti sopravvissuti al virus a più di un mese dalla diagnosi, nemmeno nei casi di malattia severa».

Altrettanto promettenti i risultati ottenuti da Barbara Frossi, ricercatrice in Patologia Generale, nell’ambito della ricerca sul “Ruolo dei mastociti nell’avvio e nella progressione della malattia celiaca”; un lavoro di pregio a conferma del fatto che queste cellule, che svolgono un ruolo chiave nelle reazioni allergiche, sono effettivamente tra i principali attori del danno intestinale responsabile della patologia suggerendo dunque l’importanza di una loro modulazione nella pianificazione di nuovi approcci terapeutici.

Anche la ricercatrice in Biologia molecolare Giulia Antoniali, ha ottenuto il suo degno riconoscimento grazie al suo studio innovativo sui tumori e, in particolare, sul nuovo ruolo di un enzima di riparazione del DNA, noto come proteina APE1, nello sviluppo e progressione del cancro della cervice uterina, attraverso l’uso di moderne tecnologie genomiche e proteomiche, (“Comprensione del ruolo della proteina APE1 nella chemio resistenza mediante il processamento di microRNA”).

Tutte e tre le ricercatrici sono state insignite, in una solenne cerimonia in Campidoglio a Roma, di un prestigioso riconoscimento, nell’ ambito del Premio “Recti Eques – Paladini Italiani della Salute”, conferito dall’Associazione Liber, a cento scienziati/e in tutta Italia.

Doppio riconoscimento invece per Giovanna Mangiapane, assegnista di ricerca nel laboratorio di Biologia molecolare, che con il suo studio sulla proteina APE1, essenziale nella riparazione del DNA di cellule danneggiate, ha portato alla luce come la presenza di tale proteina, in diverse attività non riparative, sia un biomarker del tumore epatocellulare, una delle principali neoplasie maligne al mondo per incidenza. Tale studio le è valso l’annuale PhD Award dell’Università di Udine e il Premio SIMAG - Società Italiana di Mutagenesi Ambientale e Genomica. Un traguardo importante, raggiunto attraverso una Tesi di Dottorato, giudicata la migliore dell’anno, che oggi offre alla Scienza la prospettiva concreta di trattamenti terapeutici più efficaci cui poter ricorrere in futuro.