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    Corso di laurea magistrale a ciclo unico

    Giurisprudenza
INFORMAZIONI SU

Obiettivi e sbocchi professionali

Di seguito sono riportati gli obiettivi formativi specifici, gli sbocchi professionali e una breve descrizione del progetto formativo del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (classe LMG/01) per un approfondimento consulta la sezione “Qualità della formazione” dal menu qui accanto.

I contenuti di questa pagina sono tratti dalla Scheda Unica Annuale del corso di studio che è il principale strumento conoscitivo delle caratteristiche e delle specificità del corso. La versione completa è disponibile sul sito https://www.universitaly.it/index.php/cercacorsi/universita

Il CdS offre conoscenza dell'ordinamento giuridico e competenze/strumenti concettuali idonei a praticare le professioni che esigono studi e preparazioni giuridiche di livello più elevato. In particolare ciò vale per le professioni 'classiche' di avvocato e notaio nonchè per la carriera di magistrato, per quella apicale nel pubblico impiego, per la carriera diplomatica etc.

Il corso di laurea in Giurisprudenza assicura la coerenza ad un percorso formativo che consenta di acquisire la cultura giuridica di base, sviluppando profili tecnico-giuridici e metodologici idonei ad interpretare la realtà sociale ed economica nonché a garantire una effettiva capacità di applicazione delle conoscenze e competenze acquisite.
Il laureato in Giurisprudenza deve saper padroneggiare le conoscenze di base e di tipo avanzato relative ai profili sostanziali e processuali dei principali istituti giuridici; enunciare in chiave critica problemi e soluzioni elaborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza; illustrare in prospettiva storica l'evoluzione degli istituti giuridici attraverso lo studio del diritto romano e della storia del diritto, valutando i fondamenti filosofici di tali istituti; padroneggiare il diritto internazionale e comunitario, sapendo individuare i rapporti tra gli ordinamenti.
Il percorso formativo a ciclo unico quinquennale comporta una prima fase in cui l'apprendimento concerne i fondamenti culturali e del diritto positivo, articolandosi poi in progressivi approfondimenti sia metodologici che per materia, che assicurano la piena conoscenza e il dominio di tutti gli ambiti giuridici fondamentali e possono raggrupparsi in quattro aree di apprendimento:
- Area storico-filosofico-metodologica in cui rientrano: Storia del diritto medievale e moderno IUS/18, Diritto romano IUS/19, Filosofia del diritto IUS/20;
- Area pubblicistica - processualistica in cui rientrano: Istituzioni di diritto pubblico IUS/09, Diritto costituzionale IUS/08, Diritto pubblico comparato IUS/21, Diritto penale IUS/17, Diritto procedura penale IUS/16, Diritto procedura civile IUS/15, Diritto amministrativo IUS/10, Diritto tributario IUS/12;
-Area comparatistica/internazionalistica/Europea in cui rientrano: Diritto internazionale IUS/13, Diritto dell'Unione Europea IUS/14;
- Area Privatistica in cui rientrano: Diritto privato IUS/01, Diritto agrario IUS/03, Diritto commerciale IUS/O4, Diritto della navigazione IUS/06;
Inoltre lo studente partecipa a Laboratori di lingua e dispone di un congruo numero di CFU da destinare a insegnamenti a scelta, per connotare la formazione su specifiche competenze finalizzate ad un più mirato inserimento nell'ambito lavorativo, tra tutti gli insegnamenti attivati dal Dipartimento di Scienze giuridiche e da altri dipartimenti dell'Ateneo, che non siano presenti nel piano di studio e siano coerenti con il percorso formativo e con il vincolo dell'approvazione da parte del Consiglio di corso di studio.
Al termine del percorso, il laureato in Giurisprudenza sarà in grado di utilizzare il linguaggio specialistico proprio della giurisprudenza, di interpretare i principali istituti giuridici sia sostanziali che processuali, identificare le norme e gli istituti giuridici, studiare e comprendere testi giuridici redatti in lingua diversa da quella italiana, elaborare soluzioni tecnico-giuridiche spendibili nella realtà sociale ed economica, trovare la normativa e la casistica giurisprudenziale italiana e straniera utilizzando banche dati on line e off line. Pertanto potrà indirizzarsi alle professioni legali, al notariato e alla magistratura, ma anche ad attività caratterizzate da elevata responsabilità, nei vari campi di attività sociale, socio-economica e politica, ovvero nelle istituzioni, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nel settore del diritto comparato, internazionale e comunitario (giurista europeo).

Magistrato (previo superamento di concorso nazionale secondo quanto previsto dalla normativa vigente)
Funzione in un contesto di lavoro
Il Magistrato, accertate le condizioni dell'azione, amministra la giustizia, in particolare penale, civile, amministrativa. Nell'ambito dell'attività giudiziaria egli provvede a fissare e a dirigere le udienze; esaminare e studiare gli atti processuali; nominare i consulenti; raccogliere e valutare informazioni o elementi probanti; ascoltare le parti e i loro procuratori; condurre attività investigative; emettere sentenze. Il Magistrato è tenuto, inoltre, a vigilare sulle carceri; predisporre misure cautelari alternative al carcere; verificare la costituzionalità o l'applicabilità delle leggi; controllare e supervisionare l'operato del personale amministrativo; vigilare o gestire le risorse economiche e la spesa pubblica.

Competenze associate alla funzione
- Conoscenza dei testi e degli orientamenti (leggi, regolamenti, procedure, giurisprudenza, dottrina, etc), capacità di inquadramento e di qualificazione della fattispecie concreta, supportata da un costante aggiornamento nonché da:
- Capacità di redigere pareri e atti
- Capacità di relazionarsi con utenti e professionisti (avvocati, parti, colleghi, polizia giudiziaria etc.)
- Capacità di applicare le tecniche di indagine
- Padronanza del vocabolario giuridico di una o più lingue straniere, in particolare inglese e francese, per il ruolo che rivestono a livello europeo (ad es. come lingue ufficiali del Consiglio d'Europa)

Sbocchi professionali
Il laureato in Giurisprudenza inizia la sua attività frequentando un corso di specializzazione a numero chiuso presso una Scuola di Specializzazione per le professioni legali (durata 2 anni). Dopo aver superato un concorso nazionale bandito dal Ministero della Giustizia, occorre frequentare un corso obbligatorio di 6 mesi presso la Scuola Superiore della Magistratura.


Avvocato (previo svolgimento della pratica e superamento di un Esame di Stato secondo quanto previsto dalla normativa vigente)
Funzione in un contesto di lavoro
L'Avvocato rappresenta e tutela gli interessi del cliente (persona, impresa, organizzazione etc.) nelle questioni legali e nei diversi gradi di giudizio civile, penale, amministrativo, tributario, contabile, nonchè dinnanzi alle Corti europee; redige contratti e atti giuridici; fornisce attività di consulenza legale; presta assistenza legale e svolge funzione di arbitro in sede stragiudiziale.


Competenze associate alla funzione
- Conoscenza dei testi e degli orientamenti (leggi, regolamenti, procedure, giurisprudenza, dottrina,etc.), capacità di inquadramento e di qualificazione della fattispecie concreta, supportata da un costante aggiornamento nonché da:
- Capacità di redigere pareri e atti
- Capacità di relazionarsi con gli altri (clienti, colleghi, giudici etc.)
- Capacità informatiche
- Capacità gestionale
- Capacità di utilizzare nella pratica giuridica anche conoscenze dei principi e delle pratiche di economia e contabilità
- Padronanza del lessico giuridico di una o più lingue straniere ( in particolare inglese e francese per il ruolo che rivestono a livello europeo (ad es.: come lingue ufficiali della Corte europea dei diritti dell'uomo).

Sbocchi professionali
Quella forense è professione autonoma o dipendente.
Il laureato in Giurisprudenza inizia la sua attività facendo pratica presso uno studio legale, avendo così l'opportunità di valorizzare le conoscenze acquisite negli anni dell'Università o, in parziale alternativa, frequentando una Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Durante il periodo di pratica, oltre a perfezionare la propria preparazione giuridica, entra in contatto con i vari uffici giudiziari e apprende come organizzare e gestire l'attività necessaria ai fini dell'esercizio della professione forense.
Dopo il periodo di pratica e dopo aver superato l'Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense l'Avvocato può esercitare in proprio o alle dipendenze di altri (avvocati, banche, assicurazioni, imprese, pubbliche amministrazioni etc.) la professione, in ambito sia nazionale che internazionale (ad es.: inserendosi in numerosi studi legali internazionali che hanno sede anche in Italia).
Può altresì essere nominato giudice onorario e svolgere la funzione di giudice di pace o, in qualità di giudice onorario, di magistrato presso la giurisdizione ordinaria (come giudice onorario aggregato, giudice onorario di tribunale o viceprocuratore onorario).
L'Avvocato può perfezionare la propria formazione frequentando Scuole di specializzazione, Master di II livello e corsi di perfezionamento.


Notaio (previo superamento di concorso nazionale secondo quanto previsto dalla normativa vigente)
Funzione in un contesto di lavoro

Il Notaio riceve e redige atti giuridici inter vivos (compravendite, mutui, donazioni etc.) e atti di ultima volontà (testamenti); attribuisce loro publica fides, svolgendo funzioni di pubblico ufficiale; li registra e li trascrive nei pubblici registri; li conserva; li autentica; ne rilascia copia, estratti e certificazioni. Inoltre, il Notaio accerta la volontà dei contraenti e la traduce in linguaggio giuridico, garantendo la legalità dell'atto redatto; consiglia alle parti l'atto più idoneo a raggiungere gli obiettivi prefissati; verifica la legalità dei contenuti oggetto degli atti e delle transazioni; verifica la conformità dei documenti; esegue accertamenti (ad esempio ipotecari e catastali) e fornisce consulenza specialistica (civile, societaria, tributaria etc).


Competenze associate alla funzione
- Conoscenza dei testi e degli orientamenti (leggi, regolamenti, procedure, giurisprudenza etc.), capacità di inquadramento e di qualificazione della fattispecie concreta, supportata da un costante aggiornamento nonché da:
- Capacità di redigere pareri e atti in lingua italiana
- Capacità di relazionarsi con gli altri (clienti, colleghi etc.)
- Capacità di analizzare i bisogni dei clienti per definire il servizio adeguato alle esigenze emerse
- Capacità informatiche
- Capacità gestionale
- Padronanza del vocabolario giuridico di una o più lingue straniere


Sbocchi professionali
Il laureato in Giurisprudenza inizia la sua attività facendo pratica presso uno studio notarile, avendo così l'opportunità di valorizzare le conoscenze acquisite negli anni dell'Università o, in parziale alternativa, frequentando una Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Durante il periodo di pratica, oltre a perfezionare la propria preparazione giuridica, entra in contatto con i vari uffici giudiziari e apprende come organizzare e gestire l'attività necessaria all'esercizio della professione notarile. Dopo aver vinto il concorso notarile gli viene assegnata una sede nella quale è tenuto ad avviare uno studio professionale entro 3 mesi.


Esperto legale in imprese
Funzione in un contesto di lavoro
La professione si declina nella gestione e nel coordinamento dell'ufficio legale dell'impresa nonché nell'attendere a tutti gli aspetti legali propri delle attività di impresa, controllando e facendo in modo che le attività stesse, le procedure e gli atti siano conformi alle norme giuridiche; redigendo contratti e altri atti giuridici, sia nazionali sia internazionali; fornendo consulenza legale; predisponendo atti, pratiche o provvedimenti amministrativi; curando i rapporti con enti o soggetti esterni (legali esterni); gestendo e verificando gli aspetti legali dell'ente; assicurando supporto all'attività amministrativa degli altri uffici; provvedendo al recupero crediti; facendo parte di organi istituzionali (commissioni, organi consultivi etc.).
L'Esperto legale ha, inoltre, il compito di prevenire il contenzioso e, qualora non vi riesca, di gestirlo sotto la sua responsabilità fungendo da "raccordo" fra la società e i legali esterni.


Competenze associate alla funzione
- Conoscenza dei testi e degli orientamenti (leggi, regolamenti, procedure, giurisprudenza, dottrina, etc.), capacità di inquadramento e di qualificazione della fattispecie concreta, supportata da un costante aggiornamento nonché da:
- Capacità di redigere pareri e atti
- Capacità di seguire attività correlate all'amministrazione e gestione di impresa
- Conoscenza delle procedure amministrative e di ufficio
- Conoscenza delle tecniche di gestione di archivi
- Capacità gestionale
- Conoscenza dei principi e delle pratiche di economia e contabilità
- Capacità di gestire il personale e le risorse umane
- Capacità di interagire con diverse professionalità e nella comprensione delle dinamiche dell'organizzazione aziendale
- Conoscenza dei principi e dei metodi per presentare, promuovere e vendere prodotti o servizi
- Capacità di relazionarsi con gli altri (colleghi, utenti e clienti)
- Capacità informatiche
- Padronanza del vocabolario giuridico di una o più lingue straniere, in particolare nella lingua inglese essenziale per operare in ambito internazionale.


Sbocchi professionali
L'Esperto legale in impresa presta la propria attività quale dipendente o consulente presso imprese industriali e manifatturiere, istituti bancari o assicurativi, studi professionali (legali ma anche notarili, commercialistici, tecnici, di architettura etc.), di carattere sia nazionale che internazionale.
Di norma opera nelle direzioni centrali o nelle filiali capo area.
Si tratta di carriera specialistica che può prendere le mosse da una posizione di collaboratore legale junior e culminare in quella di Responsabile dell'ufficio legale e contenzioso. L'Esperto legale può perfezionare la propria formazione frequentando le Scuole di specializzazione, Master di II livello e corsi di perfezionamento.


Esperto legale in enti pubblici
Funzione in un contesto di lavoro
La professione si declina nella gestione e nel coordinamento dell'ufficio legale, nonché nell'attendere a tutti gli aspetti legali propri delle attività di organizzazioni o enti della Pubblica Amministrazione, controllando e facendo in modo che le attività stesse, le procedure e gli atti siano conformi alle norme giuridiche; redigendo contratti e altri atti giuridici, sia nazionali sia internazionali; fornendo consulenza legale; predisponendo atti, pratiche o provvedimenti amministrativi; curando i rapporti con enti o soggetti esterni (Avvocatura di Stato, tribunali etc.); gestendo e verificando gli aspetti legali dell'ente; assicurando supporto all'attività amministrativa degli altri uffici; facendo parte di organi istituzionali (commissioni, organi consultivi etc.).
L'Esperto legale ha, inoltre, il compito di prevenire il contenzioso e, qualora non vi riesca, di gestirlo sotto la sua responsabilità.


Competenze associate alla funzione
Conoscenza dei testi e degli orientamenti (leggi, regolamenti, procedure, giurisprudenza, dottrina, etc.), capacità di inquadramento e di qualificazione della fattispecie concreta, supportata da un costante aggiornamento nonché da
- Capacità di redigere pareri e atti
- Capacità di amministrazione e gestione dell'ente
- Conoscenza delle procedure amministrative e di ufficio
- Conoscenza delle tecniche di gestione di archivi
- Capacità gestionale
- Conoscenza dei principi e delle pratiche di economia e contabilità
- Capacità di gestire il personale e le risorse umane
- Capacità di interagire con diverse professionalità, nella comprensione delle dinamiche dell'organizzazione del lavoro interna
- Capacità di relazionarsi con gli altri
- Capacità informatiche
- Conoscenza delle più importanti attrezzature, delle politiche, delle procedure e delle strategie per promuovere effettive operazioni di sicurezza locale e nazionale per la protezione delle persone, delle informazioni, della proprietà e delle istituzioni
- Conoscenza del comportamento e delle dinamiche di gruppo, delle influenze e tendenze sociali, delle migrazioni umane
- Padronanza del vocabolario giuridico di una o più lingue straniere in particolare inglese e francese, per il ruolo che rivestono a livello europeo (ad es.: come lingue ufficiali del Consiglio d'Europa).


Sbocchi professionali
L'Esperto legale in enti pubblici può esercitare la propria professionalità a livello nazionale, europeo e internazionale.
1) In ambito nazionale, previa vincita di concorso indetto dalla Pubblica Amministrazione, può rivestire posizioni di elevata qualificazione (Regioni,Comuni, Province); negli Enti funzionali (ASL, Camere di Commercio, Università, Aziende pubbliche); nelle strutture amministrative degli organi statali (Governo, Parlamento); nell'Amministrazione finanziaria; negli Ispettorati del Lavoro. Egli può, inoltre, svolgere l'attività di Operatore dell'amministrazione giudiziaria (Cancellerie dei Tribunali e delle Procure).
2) In ambito europeo, previo superamento di concorso pubblico indetto dall'Ufficio europeo di selezione del personale, può rivestire ruoli di prestigio e di responsabilità negli organi e organismi europei (Commissione, Parlamento, Consiglio, Corte di giustizia, Corte dei conti, Comitato delle regioni, Mediatore europeo, Garante dei dati).
3) In ambito internazionale, previa vincita del relativo concorso, può svolgere la carriera diplomatica e accedere, a ruoli di prestigio e di responsabilità a livello di Organizzazioni internazionali governative e non.
L'Esperto legale può perfezionare la propria frequentando le Scuole di specializzazione, Master di II livello e corsi di perfezionamento.

Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT)

  • Avvocati - (2.5.2.1.0)
  • Esperti legali in imprese - (2.5.2.2.1)
  • Esperi legali in enti pubblici - (2.5.2.2.2)
  • Notai - (2.5.2.3.0)
  • Magistrati - (2.5.2.4.0)