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    Corso di laurea magistrale

    Ingegneria per l'ambiente, il territorio e la protezione civile
INFORMAZIONI SU

Obiettivi e sbocchi professionali

Di seguito sono riportati gli obiettivi formativi specifici, gli sbocchi professionali e una breve descrizione del progetto formativo del corso di laurea magistrale in Ingegneria per l'ambiente, il territorio e la protezione civile (classe LM-35) per un approfondimento consulta la sezione “Qualità della formazione” dal menu qui accanto.

 I contenuti di questa pagina sono tratti dalla Scheda Unica Annuale del corso di studio che è il principale strumento conoscitivo delle caratteristiche e delle specificità del corso. La versione completa è disponibile sul sito https://www.universitaly.it/index.php/cercacorsi/universita 

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l'Ambiente, il Territorio e la Protezione Civile nasce dall'esigenza di creare una figura con formazione multidisciplinare atta ad affrontare con strumenti ingegneristici adeguati le problematiche connesse con la difesa e l'uso del territorio, ponendo attenzione non solo all'ambiente fisico ma anche a quello antropizzato. Il corso altresì intende fornire agli allievi capacità di gestire le emergenze, di coordinare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino delle opere ed infrastrutture interessate da eventi catastrofici.
Trattasi di una figura professionale esperta nella progettazione avanzata delle strutture che maggiormente interagiscono con il suolo e il sottosuolo, nella progettazione e nella gestione dei sistemi di controllo dell'ambiente fisico, dei processi naturali di alterazione e di utilizzazione sostenibile dell'ambiente stesso e delle risorse naturali.
Il corso di laurea magistrale è finalizzato a fornire gli strumenti culturali necessari per affrontare la progettazione e la pianificazione di opere di protezione del territorio, di interventi di stabilizzazione delle aree dissestate e di infrastrutture a rete, nonché l'individuazione delle aree a rischio, con interventi mirati alla mitigazione.
Si tratta di problemi complessi che possono essere affrontati solamente mediante un approccio multidisciplinare, una integrazione cioè tra le discipline tradizionali dell'ingegneria civile e gli approcci culturali che derivano dalla conoscenza delle caratteristiche tecniche di rocce e suoli e dei processi geologici che hanno determinato la attuale struttura del territorio. Le risorse naturali, in particolare le acque sotterranee, che costituiscono un fattore strategico per sostenere lo sviluppo economico del territorio, rappresentano un altro tipico campo di intervento dell'ingegnere magistrale per l'Ambiente il Territorio e la Protezione Civile, sia ai fini dello sfruttamento della risorsa sia ai fini della conservazione della stessa in termini di quantità e qualità.
Ulteriori ambiti di intervento sono rappresentati dalla progettazione di sistemi di depurazione delle acque e dalla realizzazione di discariche controllate.
La figura professionale dell'ingegnere magistrale per l'Ambiente, il Territorio e la Protezione Civile si avvale della conoscenza approfondita dei moderni strumenti informatici e tecnologici di rilevamento e gestione dei dati territoriali, della modellistica fisico-numerica dei fenomeni idraulici e idrologici e delle tecniche di progettazione di opere e infrastrutture, degli strumenti ingegneristici di analisi del rischio, e di supporto alla gestione delle emergenze.

Obiettivi formativi specifici del corso di studio: Il Corso di Laurea in Ingegneria per l'Ambiente, il Territorio e la Protezione Civile ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza dei metodi e delle specifiche conoscenze professionali indispensabili per affrontare i principali problemi ambientali e territoriali dovuti ai processi naturali calamitosi e alle complesse interazioni tra le varie attività antropiche inclusa la progettazione di strutture e grandi opere ed il territorio, riconducibili alle componenti fondamentali del sistema aria - acqua - sottosuolo. Il corso altresì intende fornire agli allievi capacità di gestire le emergenze, di coordinare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino delle opere ed infrastrutture interessate da eventi catastrofici. Il tutto inquadrato in una visione che mira alla gestione dell'intero ciclo di gestione dei disastri (previsione, mitigazione, pianificazione e preparazione, risposta, ripristino, riassetto) e alla resilienza.
Tali obiettivi presuppongono l'acquisizione delle basi teoriche, dei principi generali e delle diverse metodologie che possono venire utilmente impiegati nell'analisi dei diversi tipi di processi naturali calamitosi e nella valutazione dell'interazione tra opera in progetto e ambiente. Per questa ragione particolare attenzione è dedicata all'apprendimento delle tecniche di rilevamento e modellazione numerica utilizzate per la ricostruzione dei possibili scenari di rischio ambientale, per la simulazione di eventi distruttivi (inondazioni, frane, terremoti, ecc.) e per la riproduzione delle complesse interazioni struttura-ambiente (interventi di stabilizzazione dei versanti, opere in galleria, interventi strutturali in aree ad elevata vulnerabilità idrogeologica, interventi in alveo, casse di espansione, progettazione dei siti adibiti a discarica, caratterizzazione dei siti inquinati, ecc.), compresi gli strumenti ingegneristici di analisi del rischio, e di supporto alla gestione delle emergenze.
La particolare connotazione ambientale di questo indirizzo dell'ingegneria presuppone una conoscenza molto approfondita dei materiali solidi che costituiscono il sottosuolo ('geomateriali'), siano essi terreni o ammassi rocciosi, e della loro interazione con le acque superficiali e con i fluidi circolanti al loro interno. La forte specializzazione ambientale è assicurata dall'acquisizione di competenze specifiche nel settore idraulico e geotecnico, le quali forniscono al futuro ingegnere una solida preparazione di base sui principali processi naturali che hanno una forte interazione con le attività umane e con le varie opere di ingegneria in progetto o già realizzate sul territorio. I principali processi ambientali vengono trattati sia dal punto di vista descrittivo-fisico che da quello sperimentale e analitico, evidenziando le ipotesi e le assunzioni introdotte nella trattazione matematica e nella modellazione numerica. Il futuro ingegnere ambientale dovrà avere ben chiare le ipotesi di base assunte nei vari modelli di calcolo in modo da poter sempre valutare in maniera critica la loro adeguatezza nella trattazione dello specifico problema ambientale. Un approccio costantemente multi-disciplinare, favorito da frequenti richiami e riferimenti tra le varie materie trattate, permette allo studente di assimilare il principio fondamentale della complessità del sistema ambientale e della mutua interazione tra le varie componenti che sono sempre presenti nei problemi ambientali reali (aria-acqua-sottosuolo). Inoltre, la caratterizzazione idraulico-geotecnica del corso di studi consente di raggiungere un buon livello di approfondimento su specifiche tematiche ambientali molto attuali e assai importanti per il territorio italiano quali i processi gravitativi di versante, quelli fluviali e costieri ed i processi di circolazione delle acque nel sottosuolo. Molti di questi aspetti sono oggetto di una specifica attività di analisi e di progettazione ambientale messa in atto da parte di tutte le regioni italiane per l'individuazione delle aree esposte a rischio di frana e a rischio idraulico.
Le problematiche di gestione dei rischi territoriali costituiscono oggi l'asse portante delle più recenti politiche e programmi d'azione a livello globale in materia di riduzione dei rischi di disastro e sono considerate parte centrale e irrinunciabile dei Sustainable Development Goals definiti dalle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
La riduzione dei rischi di disastro e l'incremento della resilienza basato sul Disaster Management Cycle richiedono nuove professionalità in grado di inquadrare e porre a sistema le competenze specialistiche e trasformarle in azioni progettuali e di pianificazione finalizzate alla gestione della sicurezza e delle emergenze territoriali.
La caratterizzazione idraulico-geotecnica, fondante il corso di studi, è garantita da un percorso formativo che prevede un congruo numero di insegnamenti obbligatori relativi agli SSD ICAR/01 e ICAR/07, distribuiti nel biennio. Inoltre, alle attività formative obbligatorie si aggiungono ulteriori insegnamenti consigliati negli SSD ICAR/01, GEO/05 al primo anno e ICAR/03, GEO/11 al secondo anno del corso di studi.
In relazione agli obiettivi formativi inerenti alla gestione delle emergenze e dei rischi territoriali, il percorso formativo prevede l'offerta di un insegnamento specifico dedicato alla sicurezza e alla protezione civile, all'inizio del corso di studi.
Con riferimento alla progettazione di strutture e di opere infrastrutturali territoriali, sono previsti insegnamenti negli SSD ICAR/04 e ICAR/09 al primo anno, ICAR/02 al secondo anno.
Le tematiche del monitoraggio e del rilievo del territorio sono trattate con un insegnamento obbligatorio del SSD ICAR/06.
Al percorso formativo così delineato si aggiungono insegnamenti integrativi a scelta negli SSD ICAR/06, ICAR/08, ICAR/09, GEO/05, GEO/11, offerti al primo anno di studi.
Per consentire agli allievi di approfondire tematiche di particolare interesse, sono previste inoltre attività formative a scelta libera dello studente.
Infine, il percorso formativo si conclude con una prova di conoscenza della lingua inglese e la prova finale.

Ingegnere progettista nel campo idraulico-geotecnico, ambientale, topografico, della gestione della sicurezza e delle emergenze territoriali.

Funzione in un contesto di lavoro
 Ingegnere progettista in campo idraulico-geotecnico:
- progettazione di opere idrauliche;
- progettazione di sistemi acquedottistici;
- progettazione delle opere di sbarramento, delle opere di presa e delle opere di captazione dei sistemi fluviali;
- progettazione di infrastrutture marittime e/o costiere;
- progettazione degli interventi di stabilizzazione dei versanti e degli interventi di protezione dalle frane di crollo;
- progettazione di opere provvisionali e di ripristino temporaneo di infrastrutture idrauliche e viarie in emergenza e post emergenza.


 Ingegnere progettista in campo ambientale:
- progettazione degli interventi di ingegneria naturalistica;
- progettazione dei siti adibiti a discarica, progettazione degli interventi per la caratterizzazione dei siti inquinati;
- progettazione dei sistemi di monitoraggio ambientale;
- identificazione degli interventi di ripristino ambientale e di messa in sicurezza dei siti interessati da attività estrattiva;
- progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei siti interessati da calamità naturali e antropiche.

 Ingegnere per la gestione della sicurezza del territorio e delle emergenza ambientali:
- progettazione e attuazione di valutazioni di rischio;
- progettazione di piani d'azione preventivi per la mitigazione dei rischi;
- progettazione di piani di emergenza e degli interventi tecnici urgenti;
- pianificazione delle fasi tecniche di recupero post evento.

 Ingegnere progettista in campo topografico:
- sviluppo dei sistemi di monitoraggio di opere civili ed infrastrutture;
- progettazione dei sistemi di monitoraggio di corpi idrici e frane;
- progettazione di specifici sistemi informativi territoriali e ambientali;
- progettazione di specifici sistemi informativi territoriali a supporto delle attività di gestione delle emergenze e dei rischi naturali ed antropici.


Competenze associate alla funzione
- messa in sicurezza dei versanti, degli alvei e dei bacini montani;
- realizzazione delle reti urbane di distribuzione dell'acqua;
- protezione dei litorali;
- messa in sicurezza dei siti interessati da attività estrattiva;
- caratterizzazione dei siti inquinati;
- controllo dei processi di inquinamento;
- controllo di processi naturali critici;
- analisi e gestione dei principali rischi ambientali naturali (idraulico, di frana, sismico);
- monitoraggio in tema di protezione idraulica e di salvaguardia delle falde dall'inquinamento chimico;
- controllo topografica del territorio e delle costruzioni, telerilevamento, sistemi informativi territoriali;
- gestione della sicurezza in un'ottica intersettoriale, analisi del rischio e gestione delle emergenze.


Sbocchi professionali
- progettista libero professionista o dipendente nell'ambito di società e studi tecnici di ingegneria specializzati;
- funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di ambiente e pianificazione (servizi regionali, provinciali e comunali dell'Ambiente, dell'Idraulica, del Servizio Informativo Territoriale e della Pianificazione Territoriale);
- funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di progettazione delle grandi infrastrutture (servizi dei Lavori Pubblici);
- funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di progettazione delle opere e degli interventi per la messa in sicurezza del territorio;
- funzionario tecnico presso enti/unità di protezione civile (Servizi tecnici del Sistema di protezione civile, uffici Enti locali di protezione civile);
- consulente, dipendente o libero professionista per la definizione dei piani di emergenza e di mitigazione dei rischi naturali ed antropici nell'ambito di enti territoriali e studi tecnici di ingegneria specializzati.


Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT)

  • Ingegneri edili e ambientali - (2.2.1.6.1)
  • Ingegneri idraulici - (2.2.1.6.2)