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    Corso di laurea magistrale

    Archeologia e culture dell'antichità
INFORMAZIONI SU

Obiettivi e sbocchi professionali

Di seguito sono riportati gli obiettivi formativi specifici, gli sbocchi professionali e una breve descrizione del progetto formativo del corso di laurea magistrale in Scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature (classe LM-2&15) per un approfondimento consulta la sezione “Qualità della formazione” dal menu qui accanto.

I contenuti di questa pagina sono tratti dalla Scheda Unica Annuale del corso di studio che è il principale strumento conoscitivo delle caratteristiche e delle specificità del corso. La versione completa è disponibile sul sito https://www.universitaly.it/index.php/cercacorsi/universita 

Il corso magistrale interateneo in Archeologia e culture dell'antichità (ARCA) (già Scienze dell'antichità: Archeologia, Storia, Letterature) è basato sulla cooperazione didattico-scientifica tra i due atenei di Udine e Trieste e fonde il tradizionale punto di forza triestino nelle Lettere Antiche con la trentennale specializzazione udinese nelle discipline dei Beni Culturali. La sintesi che ne risulta risente di una pianificazione innovativa basata sui criteri della multi- e interdisciplinarità, con l'attenzione rivolta a integrare la formazione umanistica con quella tecnica e scientifica per quanto riguarda il curriculum archeologico e a potenziare la metodologia didattica per quello storico-letterario.
Il corso si configura infatti come interclasse (LM-2 e LM-15) e si incentra su un nucleo disciplinare e metodologico comune negli ambiti dell'archeologia, delle lingue e letterature antiche, delle storie e delle epigrafie; pur nell'ambito di una vocazione a un sistema unitario e integrato di formazione magistrale nella conoscenza dell'antichità, i due distinti curricula in cui il corso è articolato - a) archeologico e b) storico e filologico-letterario - garantiscono tuttavia percorsi ben distinti finalizzati alla specializzazione mediante acquisizione di abilità e competenze diversificate. Punto di incontro tra i due curricula è rappresentato oggi in special modo dalle discipline che riguardano la gestione e valorizzazione del bene culturale nell'accezione più ampia, dal manufatto al documento.
Il corso si rivolge a un bacino di utenza ampio e diversificato, poiché entrambi i curricula offrono percorsi alternativi in relazione a interessi improntati alle diverse fasi cronologico-culturali dell'antichità, dalla preistoria-protostoria all'età tardo-antica e medievale.
I due curricula presentano una ramificazione funzionale a fornire allo studente la conoscenza dei contenuti e degli approcci critici più aggiornati relativi rispettivamente all'archeologia e agli studi classici, e inoltre la padronanza degli strumenti bibliografici, tecnici e di ricerca nei due rispettivi settori. Al medesimo scopo mirano altresì numerosi e differenziati seminari e laboratori finalizzati all'acquisizione e all'affinamento di competenze utili per il delineamento di profili professionali competitivi. A questo fine concorre un ampio ventaglio di opportunità di tirocinio interno: per quanto concerne in particolare il curriculum archeologico è prevista la partecipazione studentesca a scavi in Regione FVG, altrove in Italia e all'estero. Ulteriore elemento di ricchezza del corso interateneo ARCA è rappresentato da un ampio e antico patrimonio bibliotecario nella sede triestina, compensato da un vasto e ramificato accesso di tipo elettronico alle banche dati internazionali nell'ateneo udinese. In sostanza il corso interateneo e interclasse ARCA si pone come itinerario di preparazione magistrale a livello concorrenziale con quello di altri più vasti atenei italiani per ricchezza e diversificazione di opportunità di apprendimento e di ricerca.
Il corso di studio a partire dall'a.a. 2015/2016 partecipa alla sperimentazione triennale e-learning offrendo alcuni insegnamenti in modalità mista.

Il corso di laurea magistrale interclasse e interateneo Trieste-Udine in Archeologia e culture dell'antichità intende fornire una approfondita conoscenza critica della storia e delle espressioni culturali, tanto intellettuali quanto materiali, delle civiltà antiche del bacino del Mediterraneo e del Vicino Oriente; il percorso formativo promuoverà inoltre la padronanza, sia teorica sia operativa, di aggiornate metodologie funzionali all'integrazione, nel nucleo base dei contenuti umanistici, di conoscenze e competenze tecnico-scientifiche e gestionali ai fini di una compiuta e aggiornata formazione multi- e interdisciplinare; tale formazione, oltre a favorire l'inserimento in ambito lavorativo nei campi della ricerca, della gestione, della conservazione, valorizzazione e comunicazione delle produzioni culturali, materiali e immateriali, dell'antichità, consentirà l' accesso ai percorsi formativi di terzo livello quali specializzazione e dottorato, e avvierà alla didattica scolastica delle discipline del mondo antico.
Il corso mira, da un lato, a dare fondamento critico alla coscienza della sostanziale unitarietà e interdipendenza delle manifestazioni di una medesima cultura che è all'origine stessa dell'istituzione della laurea magistrale interclasse, dall'altro a garantire adeguate opportunità di specializzazione, idonee a rispondere in modo puntuale alle esigenze differenziate del mondo del lavoro per quanto concerne entrambi i curricula, e in ambito sia pubblico (scuole e istituti di alta formazione, soprintendenze, musei, biblioteche, amministrazioni e enti locali) sia privato (editoria, fondazioni, associazioni e istituti culturali).
Accertato il possesso iniziale di una solida preparazione generale di base relativa al mondo antico, nonché la capacità di utilizzare una lingua straniera dell'Unione Europea, il percorso formativo si sviluppa fondamentalmente nella sede udinese, in parte mediante fruizione telematica a distanza (per non più di un decimo dei crediti delle attività formative del corso), ma prevede una serie di attività integrative articolate nelle due sedi.
Modalità (frontale, seminariale, etc.) degli insegnamenti e tipologia (scritta e/o orale) delle relative prove di accertamento sono programmate dai docenti in maniera condivisa e quanto più possibile unitaria.
Quanto alle attività formative, l'unitarietà del percorso interclasse è garantito da un gruppo di discipline comuni, attinenti alla storia del mondo antico, alle letterature e all'archeologia classiche o, in alternativa, a corsi integrati sulle fonti storico-letterarie per la lettura di monumenti e cultura materiale dell'antichità. All'ampio ventaglio dei settori previsto per le attività affini e integrative e ai corsi laboratoriali è riservato il compito di soddisfare la flessibilità formativa necessaria a garantire una più mirata specializzazione del percorso magistrale, consentendo percorsi multi e interdisciplinari e promuovendo le capacità applicative.
Lo studente che opti per il percorso archeologico potrà fruire di una serie di insegnamenti di impronta metodologica e di vario contenuto tecnico-scientifico, idonei a formare un profilo multidisciplinare, e, contestualmente, avrà modo di approfondire e affinare conoscenze e competenze in una delle quattro consuete articolazioni cronologico-areali dell'archeologia (preistorico-protostorica, orientale, classica e medioevale) usufruendo in ciascuna di esse di opportunità di didattica partecipativa in laboratori mirati e di esperienze di tirocinio mirate allo sviluppo di abilità nell'ambito di progetti sul campo.
Lo studente del percorso storico e filologico-letterario avrà modo di approfondire e perfezionare la conoscenza dei testi (letterari e documentari), accostati attraverso le necessarie competenze linguistiche e filologiche, storicamente contestualizzati e inquadrati nel più ampio panorama delle civiltà antiche, con attenzione alle modalità di trasmissione e alla persistenza nelle epoche e culture successive; avrà inoltre modo di sperimentare di applicazione e comunicazione delle conoscenze acquisite ai fini della comunicazione e divulgazione scientifico-culturale o della didattica anche mediante specifici laboratori e seminari.
Il corso offre altresì la possibilità di svolgere differenziate attività utili all'inserimento nel mondo del lavoro (come seminari laboratoriali di approfondimento di aspetti applicativi e tecnici relativi alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali e l'affinamento delle competenze della gestione informatiche dei beni culturali nelle pratiche di catalogazione, archiviazione, editoria). Il corso propone offre infine varie possibilità di tirocini esterni e, grazie a una vasta gamma di contatti con università straniere e rapporti Erasmus, favorisce e promuove esperienze di studio all'estero.

Archeologo
Funzione in un contesto di lavoro
L'archeologo si occupa di diagnostica, censimento, conservazione, studio, valorizzazione e comunicazione del bene archeologico inteso nella sua più ampia accezione di oggetto, contesto, sito e paesaggio antropizzato; egli è dunque attivo in contesti di interazione multidisciplinare nei campi della tutela, della ricerca, della formazione e della divulgazione scientifica e partecipa alla gestione e pianificazione culturale e territoriale riguardanti i beni culturali. Produzione di conoscenza storica, storico-artistica, sociale e culturale delle società del passato rientra tra le finalità specifiche del ruolo dell'archeologo insieme alla diffusione di tale conoscenza a diversi livelli di comunicazione e all'adeguato trattamento delle fonti della conoscenza - siti e complessi archeologici - nel contesto della società moderna per quanto riguarda tanto conservazione e tutela dei beni quanto attribuzione di significato nella fruizione sociale.


Competenze associate alla funzione
Le competenze dell'archeologo nascono da una formazione culturale e scientifica complessa di carattere teorico e pratico, integrata da metodologia tecnica ed etica specifica. Tali competenze riguardano l'analisi, la documentazione e la contestualizzazione di oggetti, monumenti, siti e contesti, l'analisi e l'interpretazione di stratigrafie e processi di formazione dei paesaggi antropici , l'organizzazione e la conduzione di attività di ricerca sul campo, paesaggistiche, topografiche e di scavo anche con l'ausilio di metodologie tecnico-scientifiche, la gestione di attività di inventariazione e catalogazione dei beni archeologici su base informatica, la progettazione e valutazione di interventi di conservazione e tutela dei beni archeologici sulla base delle normative di legge, l'organizzazione di progetti espositivi e di valorizzazione dei beni e di percorsi di fruizione, la conduzione di attività di studio e ricerca scientifica, e inoltre di educazione, comunicazione e divulgazione culturale.


Sbocchi professionali
Gli sbocchi professionali dell'archeologo consistono nell'impiego in enti pubblici e privati e anche nel lavoro autonomo da libero professionista, individuale o in ditte, società, cooperative. Le mansioni lavorative dell'archeologo dipendono dal livello di formazione, di I (formazione di III livello comprendente scuola di specializzazione e dottorati o master), II (laurea magistrale, specialistica, lauree vecchio ordinamento), III livello (laurea triennale) e inoltre da periodi di tirocinio e comprovate esperienze.
Il profilo del laureato magistrale consente di operare in tutte le attività caratterizzanti il ruolo dell'archeologo, a livello d collaborazione e sotto coordinamento.
Nell'ambito della libera professione il laureato LM 2 potrà dunque collaborare all'esecuzione di perizie e valutazioni di beni archeologici, alle attività di ricognizione, identificazione e indagine di siti archeologici, alla catalogazione e alla gestione di banche dati; parteciperà alle attività ispettive e di vigilanza e di organizzazione delle procedure di conservazione; potrà inoltre collaborare all'ordinamento e alla gestione di musei e all'organizzazione e alla cura di collezioni, mostre ed eventi culturali e alla progettazione di percorsi di valorizzazione e fruizione di siti, aree, monumenti; potrà infine partecipare a gruppi di ricerca collaborando alla cura di progetti editoriali e di comunicazione su diversi registri comunicativi e gestire sotto coordinamento attività educative e didattiche nei servizi museali e in progetti finalizzati all'educazione scolastica primaria e secondaria
Quanto al lavoro dipendente, la laurea magistrale potrà dare accesso a ruoli di
- curatore e conservatore di beni archeologici e storico-artistici in musei locali ed altri enti pubblici e privati operanti nel campo della tutela e valorizzazione, inoltre in musei pubblici nazionali, dipendenti dal MIBAC, previe integrazioni e percorsi formativi indicati dalla vigente normativa;
- tecnico e assistente alla ricerca in enti pubblici e privati nel campo della gestione del patrimonio archeologico e nella pianificazione territoriale;
- operatore culturale nella progettazione e divulgazione scientifica e nell'organizzazione di eventi culturali presso enti pubblici e privati;

A seguito di espletamento del ciclo di formazione di III livello – oltre alla possibilità di lavoro autonomo con le stesse mansioni sopra citate ma in ruoli direzionali e di coordinamento - sarà poi consentito, previo superamento di concorsi, l'accesso a:
- ruoli di responsabilità e anche direzionali in soprintendenze (funzionario, soprintendente), musei (direzione) o altri enti che prevedano la funzione di archeologo;
- carriera scientifica come ricercatore nel campo delle scienze dell'antichità e in particolare nel settore archeologico: attraverso percorsi di studio di terzo ciclo (dottorato di ricerca) l'archeologo può trovare infatti occupazione presso università, enti e centri di ricerca pubblici, previo superamento delle relative procedure di selezione.

Storico
Funzione in un contesto di lavoro
studia, descrive e interpreta gli eventi dell'antichità utilizzando prevalentemente, anche in originale, fonti e documenti scritti al fine di comprendere i fatti sociali, economici, culturali, religiosi, ideologici o politici che hanno marcato un popolo o una collettività nel corso di un determinato periodo del passato; stabilisce confronti tra l'epoca contemporanea e il passato con lo scopo di mettere in evidenza le cause e le conseguenze delle diverse evoluzioni; cura e pubblica: edizioni di fonti, saggi, monografie; promuove, insegnando, e organizzando e partecipando a eventi e progetti, l'approfondimento e la divulgazione della conoscenza della storia antica.


Competenze associate alla funzione
oltre ad avere adeguate conoscenze storico-culturali in particolare nelle discipline attinenti a un determinato ambito cronologico-culturale dell'antichità, deve avere competenze teoriche e applicative nel reperimento, nella raccolta, classificazione, analisi e interpretazione dei documenti e delle fonti scritte, analizzati anche mediante la conoscenza e la lettura autonoma delle lingue antiche; deve possedere adeguate capacità comunicativo-relazionali e competenze nell'uso di strumenti informatici, archivi e data-base digitali.


Sbocchi professionali
- attraverso percorsi di studio di terzo ciclo (dottorato di ricerca), e previo superamento delle relative procedure di selezione, può trovare occupazione come ricercatore e docente presso università, enti e centri di ricerca pubblici;
- trova impiego presso enti e soggetti pubblici e privati (archivi storici, biblioteche, musei) come operatore culturale e tecnico (laboratori di topografia, epigrafia, paleografia, numismatica) nei campi della tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale; può trovare impiego come curatore e conservatore museale, in particolare nei campi dell'organizzazione e archiviazione di documenti storici, epigrafici, paleografici, numismatici;
- opera nella comunicazione e nella divulgazione scientifica e nella promozione delle tradizioni culturali in particolare in relazione al patrimonio storico dell'antichità, nell'ambito dell'editoria divulgativa e specializzata e nel settore giornalistico, a diverso livello di responsabilità e diverse mansioni (revisore di testi, redattore, traduttore, editore);
- previa acquisizione dei crediti nei settori scientifico disciplinari previsti dalla normativa, e superati gli appositi percorsi di formazione e selezione, potrà accedere ai ruoli dell'insegnamento secondario di primo e di secondo grado

Filologo e linguista
Funzione in un contesto di lavoro
studia, descrive e interpreta il patrimonio linguistico e testuale dell'antichità greco-romana , anche utilizzando e rendendo fruibile la documentazione originale (epigrafi, papiri, manoscritti medievali, edizioni antiche); attraverso aggiornate metodologie scientifiche analizza i testi della civiltà classica nelle lingue originali dal punto di vista linguistico, letterario, filologico e della loro tradizione; cura e pubblica: edizioni critiche, traduzioni, commenti, saggi interpretativi sui testi nelle lingue latina e greca; promuove, insegnando, e organizzando e partecipando a eventi e progetti, l'approfondimento e la divulgazione della conoscenza del patrimonio testuale dell'antichità; studia le strutture e l'evoluzione delle lingue classiche e il loro rapporto con le lingue moderne.


Competenze associate alla funzione
oltre ad avere adeguate conoscenze storiche e culturali, padroneggia le lingue latina e greca, è consapevole della problematicità dei testi antichi in relazione alle modalità della loro trasmissione e sa affrontarne le difficoltà, è capace di accostare alcune tipologie di documenti originali; deve possedere adeguate capacità comunicativo-relazionali e competenze nell'uso di strumenti informatici, archivi e data-base digitali.


Sbocchi professionali
- attraverso percorsi di studio di terzo ciclo (dottorato di ricerca), e previo superamento delle relative procedure di selezione, può trovare occupazione come ricercatore e docente presso università, enti e centri di ricerca pubblici;
- può svolgere attività ausiliaria e di supporto alla ricerca;
- trova impiego presso enti e soggetti pubblici e privati come operatore culturale, funzionario e dirigente specializzato nei campi della tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale (biblioteche, archivi, musei);
- opera nella comunicazione e nella divulgazione scientifica e nella promozione delle tradizioni culturali in particolare in relazione al patrimonio letterario dell'antichità, nell'ambito dell'editoria divulgativa e specializzata a diverso livello di responsabilità e diverse mansioni (revisore di testi, redattore, traduttore, editore);
- previa acquisizione dei crediti nei settori scientifico disciplinari previsti dalla normativa, e superati gli appositi percorsi di formazione e selezione, potrà accedere ai ruoli dell'insegnamento secondario di primo e di secondo grado.

Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT)

  • Archeologi - (2.5.3.2.4)
  • Storici - (2.5.3.4.1)
  • Esperti d'arte - (2.5.3.4.2)
  • Linguisti e filologi - (2.5.4.4.1)
  • Revisori di testi - (2.5.4.4.2)
  • Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche - (2.6.2.4.0)